Bryan Galli: dal podcasting al comedy clash
Intervista a Bryan Galli: dal podcasting al comedy clash
Il tuo percorso nel mondo dell’intrattenimento è stato una vera e propria evoluzione artistica, partendo dal podcasting per poi consolidarti come attore comico e, infine, come stand-up comedian. In che modo la vicinanza intima del microfono da podcast ti ha aiutato a sviluppare la scrittura dei tuoi monologhi e quella presenza scenica necessaria per reggere, da solo, il palco della stand-up?
Guarda, sicuramente il podcasting mi ha aiutato tantissimo soprattutto a sbloccarmi a livello caratteriale. Ho imparato a stare davanti a una telecamera, a superare la timidezza, capire cosa vuol dire fare intrattenimento… poi certo come dici tu, credo mi abbia aiutato tanto anche a scrivere i monologhi perché nel corso delle puntate sono uscite fuori tante situazioni buffe che col tempo ho trasformato in storie da raccontare.
Negli ultimi due anni hai ideato e lanciato Comedy Clash, uno show diventato rapidamente un punto di riferimento fondamentale per la comicità in Italia. Com’è nata l’idea di questo format e quale vuoto sentivi l’esigenza di colmare nel panorama comico nazionale rispetto ai palcoscenici più tradizionali?
L’idea di questo format nasce da un problema enorme che riguarda il mondo della stand up comedy in Italia, ovvero il fatto che i comici emergenti bravi non avevano una vetrina con la quale mettersi in mostra e fare l’ultimo step per diventare comici professionisti. Dovevano sempre aspettare la chiamata di qualche rete televisiva ormai rimasta agli anni del Paleolitico in termini di gusti comici, quindi ho deciso di creare uno spazio in cui gli emergenti migliori d’Italia potessero mettersi in mostra e farsi conoscere dal grande pubblico.
Con il Comedy Clash hai vestito anche i panni del produttore, ponendoti l’obiettivo di scovare e valorizzare i migliori talenti emergenti della penisola. Quali sono le caratteristiche artistiche e umane che cerchi in un giovane comico per capire se ha il potenziale giusto per salire sul tuo palco e lasciare il segno?
Io sinceramente parto sempre dal monologo. Voglio leggerlo e ascoltarlo poi dal vivo in alcune serate di prova che facciamo in giro per Roma (i cosiddetti “Open Mic”). Mi interessa capire se i comici che sto valutando hanno studiato i meccanismi comici che si celano dietro una battuta. Se padroneggiano la scrittura, già siamo a buon punto. Poi c’è la presenza scenica: guardando un comico esibirsi capisci subito se è alle prime armi o se già ha centinaia di esibizioni alle spalle. Io credo che Comedy Clash sia una vetrina che si meritano comici che già si esibiscono da diversi anni e che sanno come affrontare il palco.
Passare dal ruolo di performer che cerca la propria risata a quello di produttore che aiuta altri colleghi ad emergere richiede un grande cambio di prospettiva. Come riesci a bilanciare la tua parte più propriamente attoriale e creativa con le responsabilità e la lucidità necessarie per guidare e lanciare nuove carriere?
Purtroppo questa è la parte più difficile. Spesso è frustrante perché ci sono momenti in cui vorresti dare spazio solo al tuo lato artistico, avere tempo per scrivere ed esibirti concentrandoti solo su quello e invece sei risucchiato in dinamiche organizzative e di produzione. Però in quei momenti faccio un bel respiro e ricordo a me stesso quanto è bello quello che stiamo costruendo e quanto mi piace aiutare i comici ad emergere e inseguire i loro sogni. Sicuramente è importante saper organizzare in maniera molto produttiva il proprio tempo ed essere molto disciplinato nel seguire la schedule e la “to do list” che ci si è prefissati a inizio settimana.
Guardando ai successi ottenuti e al futuro del Comedy Clash in questo 2026, quali sono i prossimi passi che hai intenzione di fare per far crescere ulteriormente lo show e continuare a rivoluzionare il modo in cui la stand-up comedy viene prodotta e fruita in Italia?
L’obiettivo è quello di arrivare ad un pubblico sempre più grande, sia live che online. Vogliamo arrivare ad esibirci solo nei teatri più grandi e fare in modo che i nostri show vengano visti su YouTube dal maggior numero di persone possibili, ma senza fretta. Sappiamo che questa è una maratona, non uno sprint.
BRYAN GALLLI
Intervista a Bryan Galli: dal podcasting al comedy clash
Redazione The Digital Moon
Social The Digital Moon | Leggi altri articoli qui.
https://www.instagram.com/thedigitalmoon

