Intervista a Valentina: Scopriamo il suo percorso
Intervista a Valentina: Scopriamo il suo percorso
Valentina, dal tuo passato nella produzione di musical in Italia al tuo trasferimento a Dubai nel 2015, la tua evoluzioneartistica è stata straordinaria. In che modo il bagaglio della tua formazione come pianista classica si fonde oggi con i tempi comici della stand-up comedy, creando la cifra stilistica dei tuoi spettacoli?
La musica e la stand-up comedy sembrano mondi lontanissimi, ma in realtà hanno molti punti in comune. Da pianista classica ho imparato il valore del ritmo, delle pause e della costruzione emotiva di una performance. Nella comicità succede esattamente la stessa cosa: una pausa fatta al momento giusto può essere efficace quanto una nota perfettamente eseguita.
Anche il lavoro sui musical mi ha insegnato l’importanza della presenza scenica e del rapporto con il pubblico. Oggi porto tuttoquesto sul palco della stand-up. I miei spettacoli sono molto spontanei e personali, ma dietro c’è una struttura costruita con la stessa disciplina che avevo quando studiavo musica. Credo che la mia cifra stilistica nasca proprio dall’incontro tra rigore artistico e autoironia.
La rua ascesa nella scena degli Emirati Arabi è stata rapidissima: hai iniziato a inizio 2023 e dopo soli sei mesi hai vinto il contest “Survival of the Funniest”, arrivando poi a condividere il palco con comici internazionali per “The Laughter Factory”. Quali sono state le sfide più grandi nel farsi largo e nell’affermarsi in un panorama della commedia così cosmopolita?
La sfida principale è stata trovare una voce che fosse autentica e allo stesso tempo comprensibile a un pubblico estremamente internazionale. A Dubai puoi trovarti davanti persone provenienti da trenta o quaranta paesi diversi nella stessa sala. Non puoi dare nulla per scontato.
All’inizio mi chiedevo spesso se le mie storie, da italiana trasferita all’estero, moglie, madre e lavoratrice, potessero interessare a persone con esperienze così diverse. Ho scoperto invece che i dettagli culturali rendono una storia unica, mentre le emozioni sono universali. Quando parlo di famiglia, lavoro, relazioni o delle difficoltà della vita da expat, il pubblico si riconosce indipendentemente dalla nazionalità.
Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 hai segnato due tappe storiche per la comicità negli Emirati: hai co-prodotto “Caffè Scorretto”, il primo show in lingua italiana a Dubai insieme a Luca Cupani, e sei diventata una presenza regolare nel nuovissimo Pepperoni Comedy club. Com’è nato questo movimento e che risposta stai avendo dal pubblico italiano e internazionale residente nella regione?
L’idea è nata da una constatazione molto semplice: esiste una comunità italiana enorme negli Emirati, perchè non creare qualcosa dedicato a loro ?
Con Luca Cupani abbiamo deciso di creare uno spazio dedicato agli italiani negli Emirati, raccontando la vita da expat con ironia e senza filtri. Da lì è nato “Caffè Scorretto”, che ha avuto una risposta oltre le aspettative. Molti spettatori ci hanno detto che era la prima volta che vedevano rappresentate sul palco le proprie esperienze di italiani nel Golfo.
Parallelamente, il Pepperoni Comedy Club sta contribuendo a creare una vera cultura della stand-up comedy (principalmente in inglese) nella regione. La cosa più bella è vedere pubblici diversi incontrarsi attraverso la comicità: italiani, europei, arabi e persone provenienti da tutto il mondo che condividono la stessa risata. Tra l’altro, proprio al Pepperoni, questo mese abbiamo portato il nostro secondo show in Italiano dal nome “AIRE condizionata” che ha registrato il tutto esaurito.
Nei tuoi monologhi porti sul palco una satira affilata, onesta e senza filtri basata sulla tua esperienza di madre lavoratrice italiana nel Medio Oriente. Quanto è liberatorio e, al tempo stesso, sfidante ironizzare su temi come la maternità, la gravidanza, la body image e lo shock culturale in un contesto sociale così unico come quello del Golfo?
Per me la comicità è prima di tutto un modo per trasformare le difficoltà in qualcosa di condivisibile. Temi come la maternità, la gravidanza, l’invecchiamento, il corpo che cambia o le differenzeculturali fanno parte della vita quotidiana di moltissime persone, ma spesso vengono affrontati con imbarazzo o eccessiva serietà.
Sul palco mi piace raccontarli in modo diretto e onesto. È liberatorio perché permette di ridere di situazioni che, nel momento in cui le vivi, possono essere stressanti o perfino assurde. Allo stesso tempo richiede sensibilità, soprattutto in un contesto internazionale come quello del Golfo, dove convivono culture e sensibilità diverse.
La mia regola è sempre la stessa: non prendere in giro gli altri, almeno nei primi 10 minuti ma partire da me stessa. Sono io il bersaglio principale delle battute. Credo che l’autoironia sia uno strumento potentissimo per creare connessione.
Avendo già esportato la tua comicità su palchi internazionali tra l’Italia, Cipro e l’Arabia Saudita, come riesci a calibrare la tua comicità in base al paese in cui ti esibisci e quali sono i tuoi prossimi obiettivi per continuare a far crescere la stand-up comedy italiana all’estero?
Ogni Paese ha riferimenti culturali diversi, quindi una parte del lavoro consiste nell’adattare il materiale senza perdere autenticità. Alcune battute funzionano ovunque perché parlano di relazioni umane, mentre altre richiedono un contesto specifico. Mi piace osservare molto il pubblico e capire quali aspetti della mia esperienza possono creare maggiore connessione (ad esempio, se il pubblico è più giovane o più adulto, prevalentemente maschile o femminile).
Per il futuro vorrei continuare a costruire ponti tra la scena italiana e quella internazionale. Ma il mio obiettivo principale è esibirmi in inglese, calcare i palchi piu’ importanti a livello internazionale e magari aprire gli spettacoli di alcuni dei più grandi comici del panorama mondiale. E tutto deve cominciare dal mio primo special in inglese che sarà a fine 2026.
Valentina Danubio
Intervista a Valentina: Scopriamo il suo percorso
Redazione The Digital Moon
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