Intervista a Sofia: E il mondo della danza
Intervista a Sofia: E il mondo della danza
Sofia, per te la danza non è una scelta o un percorso iniziato in un momento preciso, ma, un’estensione naturale di ciò che sei: come descriveresti quel legame invisibile che unisce il ritmo della tua vita quotidiana al movimento del tuo corpo?
Per me la danza non è mai stata una scelta precisa, è sempre stata parte di me. È il modo più autentico che ho per ascoltarmi e raccontarmi. Ogni emozione, ogni esperienza quotidiana trova spazio nel movimento: è come se il corpo trasformasse in ritmo tutto ciò che vivo.
La danza ti ha accompagnata in ogni fase della tua crescita a soli vent’anni: qual è stato il momento o l’età in cui hai capito che questa disciplina non era solo una passione, ma la tua modalità assoluta di comunicazione con il mondo?
Credo di averlo capito davvero durante l’adolescenza, quando ho iniziato a usare la danza non solo per imparare tecnica, ma per esprimere ciò che spesso non riuscivo a dire a parole. In quel momento ho compreso che non era solo una passione, ma il mio linguaggio più sincero.
Spesso si dice che i ballerini riescano a dire con un solo gesto ciò che le parole non sanno spiegare: qual è l’emozione più complessa che sei riuscita a esprimere e a liberare attraverso una tua coreografia?
Non credo ci sia un’emozione più complessa di un’altra da esprimere, perché per me ogni emozione, quando passa attraverso la danza, acquista un’intensità diversa e più profonda.
La danza amplifica ciò che sento: gioia, dolore, rabbia o fragilità diventano tutte più forti, più vere. E questo che rende ogni coreografia un’esperienza unica e autentica.
Crescere a stretto contatto con la danza richiede anche enorme disciplina, costanza e sacrifici: come riesci a mantenere l’equilibrio tra il rigore tecnico necessario e la totale libertà espressiva che ricerchi sul palco?
Per me il rigore tecnico e la libertà espressiva non sono in contrasto, ma si completano. La disciplina è ciò che mi permette di costruire una base solida, di conoscermi e di superare i miei limiti; la libertà, invece, è ciò che dà senso a tutto questo lavoro. Sul palco cerco sempre di lasciare spazio alla verità di ciò che sento, perché è lì che la tecnica smette di essere solo forma e diventa emozione.
Guardando al futuro del tuo percorso artistico e personale, qual è il palco che sogni di calcare e la storia più importante che desideri ancora raccontare attraverso il tuo linguaggio della danza?
Più che sognare un palco in particolare, il mio desiderio è continuare a crescere e a portare la mia danza sempre più avanti, facendola arrivare a più persone possibili. Per me ogni palco è importante, perché ognuno mi dà la possibilità di esprimere qualcosa di vero. Attraverso la danza voglio continuare a raccontare il mio percorso, tutto quello che vivo e che mi fa crescere, trasformandolo in movimento.
Sofia
Intervista a Sofia: E il mondo della danza
Redazione The Digital Moon
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