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Intervista a Gaia Valeria Patierno: Thriller e non solo!

Intervista a Gaia Valeria Patierno: Thriller e non solo!


Hai tre lauree, una famiglia numerosa da gestire tra figli e animali, e la passione per la scrittura che ti accompagna da quando avevi cinque anni. Come riesci a conciliare una vita così ricca di impegni con il tempo e la concentrazione necessari per scrivere?

La risposta più sincera è: non lo so! Probabilmente ho sviluppato negli anni una discreta capacità di vivere nel caos. Ho tre lauree, un lavoro, una famiglia, figli, animali e una quantità di interessi che non aiutano certo ad avere giornate tranquille. Però la scrittura, per me, non è mai stata qualcosa per cui “trovare tempo”: è sempre stata parte della mia vita.

Scrivo da quando avevo cinque anni e quindi, in qualche modo, lo spazio arriva. A volte è un pomeriggio intero, altre volte sono ritagli di tempo molto più piccoli. E forse proprio avere una vita piena mi aiuta: osservo continuamente persone, situazioni, caratteri, contraddizioni. Tutto può finire, prima o poi, dentro una storia.


Il tuo genere d’elezione è il thriller, uno stile che richiede suspense e grande precisione. Da dove è nata l’ispirazione per il tuo primo romanzo “Solo Cinque” e quali sono gli elementi chiave che caratterizzano la tua narrazione?

Solo Cinque, uscito nel 2020, è stato il romanzo con cui tutto è cominciato davvero. È diventato poi il primo capitolo di una trilogia, ma all’inizio c’era soprattutto la voglia di raccontare una storia capace di mettere il lettore in una condizione di tensione crescente, quasi di paranoia.

È probabilmente questa la cosa che cerco ancora oggi quando scrivo un thriller. Non mi interessa soltanto sapere “chi è stato”. Mi interessa quello che succede ai personaggi mentre la realtà intorno a loro comincia a incrinarsi. Mi piacciono i segreti, le ambiguità, le persone che non sono mai esattamente ciò che sembrano e soprattutto quella sensazione per cui il lettore pensa di avere finalmente capito tutto e, magari tre pagine dopo, deve rimettere insieme i pezzi.

Credo che la suspense funzioni davvero quando nasce dai personaggi e non soltanto dagli eventi. Il colpo di scena deve sorprendere, certo, ma quando arriva deve anche far pensare: “Era tutto davanti ai miei occhi e non me ne sono accorto”.


Oltre che autrice sei anche una editor diplomata al Master Editing di Diego Di Dio. In che modo analizzare e perfezionare i testi degli altri influenza il tuo modo di scrivere e la revisione dei tuoi stessi romanzi?

Essere editor è un vantaggio enorme e, contemporaneamente, una piccola maledizione! Perché impari a vedere tutto: ripetizioni, passaggi che rallentano, dialoghi che potrebbero essere più incisivi, informazioni date troppo presto o troppo tardi.

Lavorare sui testi degli altri mi ha insegnato soprattutto a distinguere la storia che abbiamo in testa dalla storia che effettivamente arriva sulla pagina. Quando scriviamo conosciamo già tutto dei nostri personaggi e rischiamo di riempire inconsapevolmente i vuoti. Il lettore, invece, possiede soltanto quello che gli abbiamo dato.

Quando scrivo, però, cerco di tenere a bada l’editor che è in me. La prima stesura deve avere libertà, deve poter essere anche imperfetta. Poi arriva il momento della revisione e lì l’editor può finalmente scatenarsi. E vi assicuro che con l’autrice Gaia non è particolarmente indulgente.


Dalla passione per il cake design all’amore per i viaggi e per i gatti, la tua vita è piena di stimoli creativi e c’è sempre l’idea di “vivere dal lato felice”. Come si riflette questo approccio positivo nella tua quotidianità e nella tua creatività?

“Vivere dal lato felice” per me non significa pensare che vada sempre tutto bene. Sarebbe impossibile e anche piuttosto ingenuo. Significa cercare deliberatamente le cose che rendono bella una giornata e non rimandarle continuamente a un futuro ideale.

Amo viaggiare, amo gli animali, ho avuto la passione per il cake design e in generale mi entusiasmo facilmente quando qualcosa accende la mia curiosità. Credo che tutto questo finisca inevitabilmente anche nei libri, magari in maniera meno evidente di quanto si possa pensare.

È abbastanza buffo, in effetti, che una persona che cerca di vivere “dal lato felice” ami scrivere thriller, omicidi, segreti e personaggi messi in situazioni terribili. Forse è proprio quello il punto: nella vita reale preferisco cercare la luce, nei romanzi mi diverto moltissimo a spegnerla.


Guardando al futuro, quali sono i prossimi progetti editoriali che stai preparando e cosa possiamo aspettarci dai tuoi prossimi lavori nel mondo della narrativa e del thriller?

Ho diversi progetti in movimento e, come sempre, faccio molta fatica a restare ferma dentro un solo genere. Il thriller continuerà sicuramente ad avere un ruolo importante: amo costruire tensione, segreti e personaggi dei quali non ci si può fidare fino in fondo.

Ma questa volta c’è anche qualcosa di molto diverso. Una storia più oscura, più fisica, forse persino più pericolosa rispetto a ciò che ho scritto finora. Posso dire che ci sono un deserto, un mistero che arriva da molto lontano, qualcosa che tutti vogliono trovare e due personaggi che farebbero decisamente meglio a stare lontani l’uno dall’altra.

E poi c’è una certa presenza felina che, in qualche modo, sembra osservare tutto dall’ombra.

Non posso raccontare altro, almeno per ora. Diciamo soltanto che nei prossimi mesi qualcuno potrebbe scoprire un lato della mia scrittura che non si aspettava affatto.

E forse anche chiedersi se dietro quella storia ci sia davvero io.

Gaia Valeria Patierno


Intervista a Gaia Valeria Patierno: Thriller e non solo!

Redazione The Digital Moon

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