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Intervista a Debora: Contro ogni destino scritto

Intervista a Debora: Contro ogni destino scritto


Cosa significa davvero “scegliere sé stessi” quando tutto intorno ti spinge verso un ruolo già deciso?

Significa assumersi la responsabilità della propria vita, dei propri sogni ed anche della propria solitudine. È una dichiarazione d’amore verso la vita. Sai che qualunque cosa accada tu hai già vinto perché hai accettato la sfida.


In che modo l’esperienza dentro una setta può cambiare per sempre il tuo modo di vedere il mondo e le relazioni?

Quando si cresce in una setta, come nel mio caso, si cresce in un mondo ovattato, non per forza migliore ma con dinamiche differenti. Sei ingenuo e diffidente allo stesso tempo. Diffidente perché del mondo esterno tu hai sempre sentito parlare solo male, pensi che tutti siano lì per farti del male. Per “corrompere le tue buone abitudini”. Tu vuoi entrare nel gioco della vita, ma non sai come fare. All’inizio le relazioni sono disastrose, ti vergogni di raccontare e devi lottare anche con la rabbia interiore perché capisci che ti hanno privato della vita vera.


Come si ricomincia a vivere quando il corpo diventa un limite quotidiano invece che uno strumento?

Celebrando ogni progresso, non importa come, celebra le vittorie del tuo corpo. E sottolineo DEL, non contro …. devi imparare ad amare il tuo corpo anche se malato, esteriormente ed interiormente.

Se lotti contro di lui, perdi. Se ogni giorno costruisci la tua nuova vita con lui, vinci sempre. E non dico che sia semplice. Non pensare al limite, ma quando lo raggiungi (e te ne accorgi) fermati. Non importa cosa stai facendo. Fermati! Ringrazia, festeggia e ricomincia domani.


Qual è il confine tra fede, manipolazione e bisogno umano di appartenenza?

L’amore violato.

Quando ti si chiede di violare te stessa/o in nome di un dio, di un altro essere umano o di un gruppo, facendo leva sulle tue debolezze e necessità, allora quel credo, quella relazione, quel gruppo sta oltrepassando il confine.


Perché oggi è così importante leggere l’attualità attraverso la lente della storia e non del populismo?

Perché mai come oggi riceviamo tante notizie ed informazioni. Chiunque può dire qualunque cosa senza essere costretto a provarlo o addirittura manipolando le prove. E il più delle volte questo avviene facendo leva sulle paure della collettività, e fornisce alla società le risposte che vuole sentirsi dire.

La storia, invece, è obiettiva ed oggettiva nel fornirti la prova del perché avvengono i fatti. La storia ci insegna che non siamo individui su un’isola, ma una collettività su un pianeta e che qualunque cosa noi decidiamo influirà anche sugli altri. La storia ci assegna il ruolo da protagonisti che ci spetta.

Debora Menozzi


Intervista a Debora: Contro ogni destino scritto

Redazione The Digital Moon

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