Intervista a Marialuisa: Dalla rete alla pagina scritta con il “Metodo Biscotto”
Intervista a Marialuisa: Dalla rete alla pagina scritta con il “Metodo Biscotto”
Marialuisa, il tuo progetto digitale e la tua community di oltre 85.000 follower nascono dal racconto ironico ed empatico della quotidianità con i tuoi bulldog francesi, Biscotto e Caramella. Come sei riuscita a trasformare la tua esperienza di “mamma umana” in un linguaggio universale capace di catalizzare così tanto affetto e seguito su piattaforme diverse come TikTok, Instagram e Facebook?
Il segreto risiede nella scelta radicale di non edulcorare mai la realtà, preferendo l’autenticità del quotidiano alle narrazioni patinate che spesso affollano i social. Questo legame così profondo con la community è nato dalla decisione di far raccontare a Biscotto, in prima persona, la sua versione delle cose: la sua famiglia, la sua vita e, soprattutto, la nostra società. Attraverso i suoi occhi, Biscotto riduce all’osso delle distanze che separano la gente comune dai grandi della Terra, che si tratti di politici, del Papa o di personaggi dello spettacolo. La sua mente canina possiede il dono della sintesi e della semplificazione assoluta. Polemizza su tutto ciò che accade, cerca di risolvere ogni problema e affronta l’esistenza con una leggerezza disarmante, liberandoci da quelle sovrastrutture e da quei complessi che noi esseri umani continuiamo ostinatamente a costruire.
Nei miei canali si incontra una quotidianità autentica e priva di filtri, lontana dalle finzioni estetiche a cui siamo ormai abituati. Rifiuto l’editing artificiale e le costruzioni a tavolino per mostrare la vita vera di una famiglia come tante: una tavola non apparecchiata alla perfezione, i piatti della cucina casereccia, il disordine, una passeggiata improvvisata o persino una macchia di pipì sul pavimento. Credo che molte persone si siano affezionate a noi proprio perché non mostriamo una vita perfetta. Sui social vediamo continuamente case da copertina, giornate straordinarie e immagini costruite per apparire impeccabili. Noi, invece, raccontiamo una normalità in cui la maggior parte delle persone può riconoscersi. Quando qualcuno vede sullo schermo una famiglia simile alla propria, con le stesse piccole difficoltà, le stesse risate e gli stessi momenti di tenderness, smette di sentirsi spettatore e diventa parte della storia. Da lì nascono l’affetto, la fiducia e quel senso di familiarità che oggi lega la nostra community di oltre 85.000 persone a me, Biscotto e Caramella.
Il successo sui social ha guidato la nascita del tuo libro, Manuale di sopravvivenza per umani disagiati, Metodo Biscotto, scritto ironicamente a “due mani e quattro zampe”. Com’è nata l’idea di ribaltare la prospettiva tradizionale e di analizzare le nevrosi e i disagi di noi umani attraverso gli occhi disincantati e la “saggezza silenziosa” di un cane?
L’idea è nata in modo quasi naturale, come risposta all’incredibile ondata di affetto e ai costanti messaggi della nostra community. Di fronte a così tante persone che ogni giorno cercavano un sorriso nei nostri video, Biscotto, forte della sua personalità dichiaratamente megalomane, ha sentito il dovere morale di intervenire. Ha deciso che i suoi follower avessero bisogno di una guida spirituale e pratica, mettendo nero su bianco un manuale di sopravvivenza dedicato a quelli che lui definisce amorevolmente umani disagiati.
Ribaltare la prospettiva tradizionale è stato il mezzo per dimostrare quanto noi umani tendiamo a complicarci l’esistenza. Il libro nasce per insegnare ad affrontare la vita con leggerezza, spogliandoci delle paranoie quotidiane. Essendo un fiero bullo campano, Biscotto ha imperniato gran parte della sua filosofia attorno al culto della buona tavola: per lui, mangiare bene rappresenta il pilastro fondamentale per stare bene. Attraverso il racconto delle sue esperienze e delle avventure condivise sui social, dispensa consigli con quel cinismo affettuoso e disincantato che solo un bulldog francese può permettersi, ricordandoci che, in fondo, l’unico vero segreto per sopravvivere a se stessi risiede nell’imparare a ridere delle proprie disgrazie.
Nella struttura del libro unisci la leggerezza delle situazioni comiche alla profondità delle riflessioni sulla natura umana. Qual è stata la sfida più grande nel mantenere questo delicato equilibrio sulla pagina scritta, offrendo una guida che insegni ai lettori a ridere delle proprie disgrazie senza perdere di vista il valore emotivo del racconto?
La sfida più grande è stata dimostrare nei fatti come la leggerezza non sia affatto sinonimo di superficialità, un risco sempre dietro l’angolo quando si sceglie un punto di vista così insolito. Affidare la narrazione alla voce in prima persona di un bulldog francese mi ha offerto una straordinaria libertà espressiva, ma la vera complessità è stata calibrare questo registro comico per veicolare temi profondi e radicati, senza mai risultare didascalica.
Chi si immerge nelle pagine del libro scopre rapidamente che Biscotto, dietro la sua maschera ironica, possiede un senso della giustizia inflessibile. A suo modo, corre in difesa di chi viene bullizzato, di chi si sente fragile o di chi viene preso di mira dalla cattiveria degli haters sul web, dimostrando una spiccata attitudine a schierarsi dalla parte del giusto. La chiave dell’equilibrio risiede proprio qui: lo sguardo disincantato del cane alleggerisce la pesantezza delle nevrosi umane, ma non ne sminuisce il valore emotivo. Il lettore si ritrova a ridere di una situazione buffa e, un rigo dopo, a riflettere su un valore intimo e universale. Mostrare che si può essere ironici pur restando profondamente empatici è stata la scommessa più complessa, ma anche la dinamica più autentica che il pubblico ha premiato.
Lavori quotidianamente sia come content creator che come social media manager, due ruoli che richiedono una profonda conoscenza delle dinamiche del web. In che modo la tua professionalità tecnica ti ha aiutata a strutturare questo specifico progetto editoriale e a mantenere la tua community così attiva, autentica e sintonizzata sui tuoi stessi valori?
Tutto ciò che ho costruito poggia sull’esperienza diretta maturata ogni giorno dal 2020 a oggi. Ho iniziato su TikTok e, successivamente, ho esteso il progetto a Instagram, Facebook e YouTube. Sono una persona estremamente curiosa e testarda: quando desidero comprendere il funzionamento di qualcosa, posso dedicargli ore e ore di studio finché non ne afferro i meccanismi. Questo approccio mi ha permesso di conoscere a fondo le dinamiche delle piattaforme, osservando, sperimentando e analizzando costantemente i dati e le reazioni del pubblico. Naturalmente credo nel valore della formazione e continuo a studiare, ma sono convinta che le competenze più autentiche si acquisiscano confrontandosi ogni giorno con la realtà del web. Il digitale cambia continuamente e, in un contesto simile, non si smette mai di imparare.
Paradossalmente, però, penso che la mia competenza più importante non sia tecnica. È l’assenza di autoreferenzialità. Chi segue Biscotto sa che la prima vittima della sua ironia sono sempre io: prende in giro le mie diete, le mie fissazioni e i miei difetti quotidiani.
Questo continuo esercizio di autoironia mi ricorda che non bisogna mai prendersi troppo sul serio.
Lo stesso principio guida il rapporto con la community. Per me è naturale rispondere ai messaggi, ascoltare le persone e accoglierle quando vengono a trovarci. Non lo considero marketing, ma semplice rispetto umano. Le piattaforme offrono gli strumenti per comunicare, ma sono l’autenticità, la disponibilità e la capacità di creare relazioni sincere a trasformare un pubblico in una vera comunità.
Sia online che nei tuoi testi promuovi una nuova consapevolezza sul benessere animale e sull’impatto che i cani hanno nelle nostre vite. Quali sono i messaggi o i comportamenti più urgenti che, secondo te, l’essere umano contemporaneo dovrebbe fare propri e imparare dai propri animali per riuscire finalmente a vivere meglio il presente?
Il messaggio più importante che l’essere umano contemporaneo dovrebbe imparare dagli animali è la capacità di abitare il tempo presente, liberandosi almeno in parte da quelle preoccupazioni e da quelle sovrastrutture di cui siamo spesso prigionieri. Un cane vive nell’istante, sa godersi ciò che ha davanti e non spreca energie inseguendo ciò che è già passato o temendo ciò che potrebbe accadere domani.
Credo che una nuova consapevolezza sul benessere animale debba partire proprio da qui: dal rifiuto dell’idea che un cane possa essere un accessorio, uno status symbol o un elemento decorativo della nostra vita. Biscotto e Caramella sono certamente molto amati e anche un po’ viziati, ma prima di tutto sono cani. Vivono in campagna, respirano aria pulita, corrono sull’erba, si sporcano, esplorano e hanno la possibilità di esprimere liberamente la loro natura.
Accogliere un animale nella propria vita non può essere un atto di egoismo. Troppo spesso pretendiamo che siano loro ad adattarsi completamente ai nostri ritmi, ai nostri spazi e alle nostre esigenze. Io credo, invece, che il vero amore consista nel fare il percorso opposto: essere noi a comprendere e rispettare le loro necessità, ricordandoci che non sono oggetti da possedere, ma esseri viventi con bisogni e sensibilità proprie. Dietro le risate che spero il libro sappia regalare, c’è anche questo invito: guardare i nostri compagni a quattro zampe con occhi diversi. Non come creature da gestire o esibire, ma come straordinari maestri di semplicità, capaci di insegnarci ogni giorno il valore della libertà, della presenza, dell’amore incondizionato e della gratuità dei gesti.
Marialuisa De Santis
Intervista a Marialuisa: Dalla rete alla pagina scritta con il “Metodo Biscotto”
Redazione The Digital Moon
Social The Digital Moon | Leggi altri aritcoli qui.
https://www.instagram.com/thedigitalmoon

