Crescita personaleInterviste

Intervista ad Anna Maria: Radici nomadi e il cielo di Roma

Intervista ad Anna Maria: Radici nomadi e il cielo di Roma


Hai lasciato Napoli quasi vent’anni fa, giovanissima: qual è la cosa di te che è rimasta profondamente napoletana ovunque tu sia andata e quale invece è cambiata per sempre durante i tuoi viaggi?

Oddio, come mi dicono spesso tante persone che mi conoscono, sono una “napoletana anomala”: non ho l’accento napoletano, non amo particolarmente il mare e ci sono tante altre cose tipicamente napoletane che non sento mie. C’è però una cosa che porto sempre con me: il calore umano, l’essere di cuore con tutti. Credimi, avendo girato tanto, posso dirti che è qualcosa di speciale. Quel modo di accogliere e far sentire gli altri a casa, secondo me, è un dono che solo un napoletano sa trasmettere davvero.


Hai vissuto in diverse parti d’Italia e del mondo per studio e lavoro: cosa cercavi in quegli anni di continuo movimento e cosa hai capito di te stessa solo stando lontana da casa?

    In questi anni trascorsi lontano da casa ho sempre cercato di imparare e crescere, sia professionalmente che personalmente, con l’obiettivo di migliorarmi ogni giorno e raggiungere i traguardi che mi ero prefissata.
    Vivere da soli in città sempre nuove non è facile, soprattutto all’inizio. Devi imparare ad adattarti, a cavartela da sola e a costruirti nuovi punti di riferimento. Però, quando credi in te stessa e affronti la vita con positività, si aprono porte che spesso nemmeno immaginavi.

    Forse è proprio questo l’aspetto in cui sono cambiata di più: oggi credo molto di più in me stessa. Sono diventata più sicura, più diretta nel dire ciò che penso e nel fare ciò che ritengo giusto. Ho imparato ad assumermi le mie responsabilità e ad affrontare le sfide con maggiore consapevolezza e determinazione.


    Roma è la città che da 11 anni consideri casa e dove hai costruito la tua seconda famiglia: qual è stato il momento esatto in cui hai capito che questa città non era più una tappa di passaggio, ma il posto in cui fermarsi?

    Roma, Roma è davvero una città che non dorme mai. Una città che, nel bene e nel male, ti dà sempre qualcosa, offre tanto. Ormai è diventata la mia seconda famiglia. Ricordo ancora quando sono arrivata qui da Grenoble, in Francia, una città decisamente più tranquilla. All’inizio mi sentivo un po’ spaesata: il caos, il traffico infinito, il ritmo frenetico, una vita sempre in movimento. Eppure mi è bastato pochissimo per capire una cosa: sì, io voglio restare qui. Questa sarà la mia seconda casa. E infatti, dopo 11 anni quasi 12 posso dirlo con certezza: ormai sono diventata una di loro.


    Si dice che le città che ci ospitano finiscano per modellarci: se dovessi descrivere il tuo legame con Roma attraverso un luogo, un profumo o un’abitudine che hai fatto tua, quali sarebbero?

    Credo che Roma, in questi 12 anni, mi abbia cambiata tanto senza farmi perdere le mie radici napoletane.
    Se dovessi descrivere il mio legame con questa città attraverso un luogo, sceglierei il Lungotevere al tramonto: ogni volta che ci passo riesce a trasmettermi quella sensazione di grandezza e libertà che solo Roma sa dare.

    Come profumo, direi quello del caffè che esce dai bar la mattina presto, mescolato all’odore delle strade che iniziano a riempirsi di vita. E come abitudine che ho fatto mia, sicuramente il vivere la città in ogni momento della giornata: una passeggiata senza meta, un aperitivo improvvisato o una cena che finisce tardi. Roma mi ha insegnato a prendermi il tempo per vivere, mentre Napoli mi ha insegnato a viverlo con il cuore. Oggi porto entrambe dentro di me.


    Guardando la mappa della tua vita – da Napoli a Roma, passando per il mondo – se la te stessa di oggi potesse fare una chiacchierata con la ragazza di 17 anni che stava per lasciare Napoli, cosa le direbbe per rassicurarla sul futuro?

    Le direi di non avere paura di partire, anche quando tutto sembra incerto e lontano da ciò che conosce.
    Le direi che ci saranno momenti difficili, giorni in cui sentirà la mancanza di casa, della sua famiglia, del mare di Napoli e delle sue abitudini. Ma le direi anche che ogni passo fuori dalla sua zona di comfort la renderà più forte, più consapevole e più libera.

    Le direi di fidarsi di sé stessa, perché riuscirà a costruirsi una vita che oggi nemmeno immagina. Che incontrerà persone che diventeranno famiglia, che Roma la accoglierà e che, pur cambiando, non smetterà mai di essere la ragazza napoletana che è sempre stata. E soprattutto le direi una cosa: tutto quello che stai cercando di costruire richiederà coraggio, ma ne varrà la pena. Un giorno guarderai indietro e sarai orgogliosa della scelta di aver creduto in te stessa.

    Anna Maria


    Intervista ad Anna Maria: Radici nomadi e il cielo di Roma

    Redazione The Digital Moon

    Social The Digital Moon | Leggi altri aritcoli qui.

    https://www.instagram.com/thedigitalmoon

    Intervista ad Anna Maria: Radici nomadi e il cielo di Roma