Intervista a Los Camareros: Dalle sale dei ristoranti ai trend social
Intervista a Los Camareros: Dalle sale dei ristoranti ai trend social
Il vostro progetto nasce tra un turno e l’altro di lavoro nella ristorazione, un ambiente noto per i ritmi intensi e le situazioni assurde. Qual è stato l’aneddoto o il cliente memorabile che vi ha fatto dire per la prima volta: “Dobbiamo assolutamente farci un video social”?
In realtà non è nato da un cliente specifico. L’idea parte da più lontano. Ci siamo conosciuti lavorando nella ristorazione e, avendo la stessa passione per i social e per la comicità, abbiamo deciso di provare a creare qualcosa insieme. All’inizio era soprattutto un modo per divertirci e passare il tempo tra un turno e l’altro.
Il primo video che pubblicammo parlava proprio di una situazione tipica della ristorazione: il cliente che entra in un ristorante e chiede se c’è un bagno. Noi abbiamo giocato sul fatto che la domanda ci sembrava quasi scontata e abbiamo costruito una scenetta comica intorno a quella situazione. Oggi quel video è privato perché nel frattempo il nostro format si è completamente evoluto, ma rappresenta comunque il punto di partenza della nostra avventura. Il primo video non esplose particolarmente, ma il secondo ottenne risultati incredibili e ci fece capire che forse stavamo costruendo qualcosa di speciale.
Ai vostri esordi non sono mancate le critiche da parte di chi considerava il progetto una perdita di tempo, ma voi avete continuato a pubblicare con costanza. Come siete riusciti a fare squadra, a proteggere la vostra idea e a non lasciarvi scoraggiare dai giudizi esterni?
Le critiche ci sono sempre state e probabilmente ci saranno sempre. Quando una persona decide di esporsi sui social e fare qualcosa di diverso dalla massa, inevitabilmente si espone anche ai giudizi degli altri. All’inizio molte persone pensavano che fosse una perdita di tempo o che il progetto non sarebbe andato da nessuna parte. Quello che ci ha permesso di andare avanti è stato soprattutto il fatto di essere un gruppo. Nei momenti di difficoltà siamo sempre riusciti a sostenerci a vicenda. Quando uno di noi aveva qualche dubbio o attraversava un periodo più complicato, gli altri erano sempre pronti a dare forza e motivazione. Questo ci ha permesso di credere nel progetto anche quando gli altri non ci credevano ancora.
Sinceramente non abbiamo mai dato troppo peso alle critiche.
Ci siamo concentrati sul fatto che stavamo facendo qualcosa che ci piaceva davvero e che ci rendeva felici. Molto spesso chi critica non comprende ciò che stai costruendo oppure è semplicemente infastidito dal fatto che qualcuno stia provando a fare qualcosa di diverso. Per questo abbiamo sempre preferito concentrarci sul nostro percorso. Oggi possiamo dire che quella fase è in gran parte superata. Qualche critica arriva ancora, ma fa parte del gioco. Spesso le persone giudicano un progetto quando è agli inizi e poi cambiano completamente atteggiamento quando iniziano ad arrivare i risultati. La vera sfida è rimanere sempre gli stessi, ricordandosi chi ci è stato vicino fin dal primo giorno e chi invece è arrivato soltanto quando le cose hanno iniziato a funzionare.
Con il tempo avete vissuto un’evoluzione importante, passando dai video sulla ristorazione a sketch sui momenti universali della vita quotidiana (amicizia, scuola, amore). Come nascono oggi le vostre idee e quanto c’è di improvvisazione nei vostri POV?
A un certo punto ci siamo resi conto che il format funzionava molto bene nella ristorazione, ma noi non eravamo soltanto quello. La ristorazione era il luogo in cui ci eravamo conosciuti, ma le nostre vite comprendevano molto altro. Ci siamo quindi chiesti perché limitarci a un solo contesto quando potevamo raccontare situazioni che riguardano tutti. Da quel momento abbiamo iniziato a creare contenuti legati all’amicizia, all’amore, alla scuola e alle piccole dinamiche quotidiane in cui chiunque può riconoscersi. È stata una scelta che ci ha permesso di raggiungere numeri che sinceramente non ci aspettavamo.
Le idee nascono spesso da episodi reali che viviamo personalmente o che osserviamo nelle persone che ci circondano. Guardiamo anche cosa succede sul web, ma cerchiamo sempre di reinterpretarlo secondo il nostro stile. Nei video c’è molta improvvisazione perché quello che vedete è realmente il nostro modo di essere, ma dietro ogni contenuto c’è anche un importante lavoro di preparazione. Le scene vengono registrate più volte e curate nei dettagli fino a quando non siamo soddisfatti del risultato. Dietro un video di pochi secondi possono esserci anche un’ora o un’ora e mezza di lavoro.
Oggi siete seguiti da centinaia di migliaia di utenti e le persone vi fermano per strada per scattare foto e ringraziarvi per le risate. In che modo questo successo così improvviso ha cambiato la vostra quotidianità e il vostro rapporto con il lavoro?
È una sensazione difficile da spiegare. Ricordiamo ancora perfettamente le prime persone che ci hanno chiesto una foto. Quando succede per la prima volta è qualcosa che ti rimane davvero nel cuore perché ti rendi conto che qualcuno ti riconosce per qualcosa che hai creato.
Oggi capita molto più spesso. Ci fermano per strada, nei centri commerciali, in discoteca, nei locali e a volte ci salutano persino dalle macchine quando passano nei nostri paesi. Sono situazioni che continuano a emozionarci perché rappresentano una conferma concreta del fatto che quello che facciamo arriva davvero alle persone.
“Los Camareros” è la dimostrazione che l’amicizia e la passione possono trasformare un gioco in una realtà importante. Guardando al futuro del progetto, quali sono i vostri prossimi obiettivi? C’è il sogno di portare questa comicità anche fuori dagli schermi degli smartphone, magari a teatro o in televisione?
È una domanda che ci siamo posti molte volte. Crediamo che il nostro format sia molto versatile e che possa adattarsi anche ad altri contesti oltre ai social. Uno dei nostri sogni è quello di riuscire un giorno a portare questa comicità anche al cinema. Siamo cresciuti guardando artisti come Checco Zalone, Christian De Sica e Massimo Boldi, che consideriamo dei punti di riferimento della comicità italiana. Ci piacerebbe riuscire a trasmettere alle nuove generazioni quella leggerezza e quella capacità di far ridere che hanno caratterizzato tanti grandi film comici italiani.
Detto questo, siamo persone molto razionali. Sognare è importante, ma sappiamo che ogni traguardo va costruito passo dopo passo. Oggi il nostro obiettivo principale è continuare a creare contenuti di qualità e costruire una community sempre più forte e affezionata. Se un domani dovessimo realizzare un film, uno spettacolo o un progetto più grande, vorremmo arrivarci con una base solida di persone che hanno condiviso con noi tutto il percorso fin dall’inizio. Non vogliamo partire da zero: vogliamo costruire qualcosa di grande insieme alla nostra community.
Los Camareros | Lorenzo, Kledi e Giulia
Intervista a Los Camareros: Dalle sale dei ristoranti ai trend social
Redazione The Digital Moon
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