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Intervista a Lorenzo Tano Siffredi: Tra eredità-amore e ambizione

Intervista a Lorenzo Tano Siffredi: Tra eredità-amore e ambizione


Sei cresciuto tra Italia e Ungheria, hai studiato economia e ora lavori nel business di famiglia: in che modo il tuo percorso “da dietro le quinte” ti ha aiutato a definire la tua identità, lontano dall’ombra di un padre celebre?

Lavorare con mio padre, che ha sempre avuto una personalità molto forte, è stato naturale fin dall’inizio. Ho sempre percepito in lui “qualcosa in più”, una qualità difficile da spiegare ma evidente. Io, invece, mi sono sempre visto come una sorta di amplificatore: qualcuno che può valorizzare quello che lui fa, occupandomi di tutto ciò che magari gli interessa meno.

Dal punto di vista lavorativo siamo estremamente compatibili proprio perché ci completiamo: ciò che appassiona me interessa meno a lui, e viceversa. Io ho un carattere più riservato e introverso, mentre lui è la voce del nostro lavoro, quello che si espone di più.

Ed è proprio questa complementarità che ci fa funzionare così bene insieme.


Nel 2025 sei entrato nel cast de L’Isola dei Famosi: che significato ha per te affrontare una sfida così pubblica, anche in relazione al tuo rapporto con la fama e con la figura paterna?

L’opportunità di partecipare all’Isola era qualcosa che desideravo da tempo. Da quando mio padre fece il programma nel 2015, ho sempre sentito il desiderio di vivere quell’esperienza in prima persona. Sono passati esattamente dieci anni e, grazie ai suoi consigli prima della partenza, avevo già un’idea abbastanza chiara di cosa aspettarmi.

Detto questo, non sono una persona che cerca la fama o la visibilità a tutti i costi. Tanto che la proposta non è arrivata neppure direttamente a me, ma inizialmente alla mia fidanzata. Non inseguo il palco, ma quando arriva un’opportunità non mi tiro certo indietro. È un mondo che, pur non vivendolo direttamente, ho sempre respirato, quindi non mi intimorisce.

Partecipare era un obiettivo personale, e mi dispiace molto che la mia esperienza sia durata così poco. Però posso dire con sincerità che, per il tempo in cui sono rimasto, me la sono goduta completamente.


Con Lucrezia Lando sogni di mettere su una famiglia numerosa e hai dichiarato di voler avere tre figli: come immagini il vostro futuro insieme tra Italia, Ungheria e forse altri paesi?

Sì, con Lucrezia immagino sicuramente un futuro insieme e una famiglia. L’unico punto ancora un po’ incerto è dove mettere la nostra base: lei non vorrebbe vivere in Ungheria, io non mi vedrei in Italia, quindi al momento siamo in una sorta di equilibrio temporaneo. Vedremo dove ci porterà la vita.

Una cosa però è sicura: per me non avere un luogo fisso non è un problema. Fin da piccolo ho sempre viaggiato molto, quindi l’idea di spostarmi o vivere in più posti mi viene naturale.


Recentemente hai difeso pubblicamente tuo padre dalle accuse di abusi sul set: come vivi il confronto con le controversie legate al suo lavoro e come riesci a mediare tra l’amore filiale e la tua visione etica del business?

Sì, in un certo senso l’ho difeso, anche se di fatto stavo difendendo anche me stesso. Lavoriamo insieme da quasi dieci anni e, nel servizio, è stato tirato in causa anche il mio lavoro e il mio progetto. Per questo siamo rimasti entrambi scioccati dalle accuse: per noi rappresentano una realtà completamente distorta, lontana anni luce dal nostro ambiente, che per come lo viviamo è assolutamente normale. È stato qualcosa di totalmente inaspettato.

Ho sentito il bisogno di dire la mia, anche se non l’ho fatto subito. Ho aspettato qualche mese e poi ho condiviso solo alcuni spunti di riflessione, perché in realtà ci sarebbe molto di più da approfondire.

Detto questo, il nostro rapporto lavorativo non è cambiato minimamente dopo quella vicenda. Sono sereno, sia per me che per la nostra attività e la nostra famiglia, perché conosciamo la verità e sappiamo che non c’è nulla di cui preoccuparsi.

È chiaro che l’esposizione pubblica non sia stata piacevole, ma un aspetto positivo c’è: gran parte del pubblico ha percepito che nel servizio delle Iene c’era qualcosa che non tornava. Era un racconto completamente unilaterale, e penso che molte persone l’abbiano colto.


Intervista a Lorenzo Tano Siffredi: Tra eredità-amore e ambizione

Redazione The Digital Moon

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