Intervista a Giuseppe Morabito: attore vittima di una maledizione
Intervista a Giuseppe Morabito: attore vittima di una maledizione
Aprendo il tuo CV leggo: Teatro amatoriale dal 97 al 2000, professionale dal 2001 al 2007. La tua passione nasce per il teatro, oppure avevi già l’idea di entrare nel cinema, nella tv?
No, è nata con il cinema classico, tutto quello vintage, specialmente quello americano. Attori tipo, che ne so, Clark Gable, Errol Flynn, Spencer Tracy, Jerry Cooper… Sono sempre stato attratto da questi attori, da questi film… li vedevo assieme a mio padre, con mia nonna.
Quindi era già il tuo sogno dall’inizio?
E’ successo casualmente, ma sì.
Arrivare a Mediaset… Com’è successo? C’è stato un incontro particolare?
Certo, comunque mi hanno scelto per degli sketch che mi dilettavo a fare. Io ho tutt’altra formazione, laurea in fisica… puoi immaginare. Eppure grazie a questi sketch sono riuscito a farmi notare e poi mi hanno scelto.
Facevo di volta in volta il bagnino, il massaggiatore, eccetera. E poi appunto apparii nella prima edizione di On the Road, dove c’era anche Alessia Ventura, non so se la ricordi. Andava in onda a mezzanotte circa.
Non lo ricordo, sinceramente. Ho letto che le tue capacità e competenze spesso sono legate per ruoli da caratterista. Ecco, a me piacciono molto le figure dei Villains. E penso che siano ruoli che piacciano ormai un po’ a tutti
Molto spesso i cattivi sono più affascinanti dei buoni, non ci fai caso? Soprattutto nel cinema.
Resta più impresso il Villain perché ha delle sue peculiarità.
Se tu guardi tutti i primi film di Bogart, dal 1936 fino al 1941, vedrai che faceva sempre il Villain, sempre i ruoli dei cattivi.
I tuoi come le hai gestiti questi ruoli da antagonista?
I miei non ci sono da tanti anni.
Però ricordo con affetto una versione di Romeo e Giulietta a teatro. Una sera mi fece i complimenti Mariangela Melato.
Mi ha detto: “farai molta strada!”
Ecco, mi ha portato sfortuna, perchè poi non ho combinato niente. Sul cinema ho fatto poca roba, ho avuto solo piccoli ruoli e poi ho fatto da comparsa.
Hai però condiviso il seto con Pierfrancesco Favino… insomma, non proprio un lavoro da buttare via direi! Che persona è lui al di fuori dei personaggi?
Uno molto alla mano, molto simpatico. Gli ho domandato chi erano i suoi amiti e mi ha nominato Jean Gabin. Oggi, Jean Gabin, chi lo conosce?
Eh in effetti. Rocco Schiavone invece?
In Rocco Schiavone facevo solo un’apparizione mentre scendevo le scale e dicevo una battuta. Ma qui ad esempio Marco Giallini l’ho solamente intravisto.
Che mi dici dei progetti futuri? Hai già qualcosa in programma?
Certo, ci sarebbe una cosa in cantiere. Sarebbe tra i favoriti, sarebbe una parte d’attore importante, ma non lo so, è sempre un’incognita in questo settore.
Non si sa. Dovrebbe essere girato in autunno… dovrebbe.
Per la tv o per il cinema?
Per il cinema. È una produzione Italiana.
Che tipo di ruolo avresti?
Diciamo caratterista, perché oggi le chiamano figurazioni, le figurazioni dette “speciali” (poi perché le chiamano figurazioni speciali non lo so). Ma altro non sono che delle comparse. Io ho sempre pensato a una figurazione speciale come un attore non protagonista invece, e in realtà sarebbe quello. Quindi un ruolo da non protagonista, ma di impatto per la sceneggiatura intera. Senza quel personaggio la storia non avrebbe un senso.
Chi ti piacerebbe interpretare, se potessi avere l’occasione di recitare in qualche remake?
Allora, un remake dei film passati, mi piacerebbe sicuramente il ruolo di Robert Mitchum in Le catene della colpa e il Grande Gatsby.
Sarebbe il top.
Sei appassionato di noir?
Noir, western, horror, fantascienza, qualunque genere se fatto bene.
Da chi ti piacerebbe essere diretto in Italia?
In Italia Sorrentino, secondo me, è uno dei migliori.
Che cos’è che lo rende così speciale?
Non so se è un aspetto particolare, ma se ci hai fatto caso, il suo cinema si rifà molto ai Maestri registi.
E invece a livello attoriale, con chi ti piacerebbe lavorare insieme? Per esempio in una coppia, non per forza maschio-femmina. Mi immagino un noir, due investigatori…
Farei coppia con Favino per un thriller noir. Poi mii piace molto Miriam Leone, anche se sottovalutata secondo me… l’hai vista quando ha fatto Rianna Pallaci? E’ bravissima!
È molto richiesta nella commedia, ma secondo me può dare molto di più… Molto della sua bellezza è qualcosa di innovativo… ha un viso molto particolare, con queste sopracciglia imponenti… E’ imponente in tutto lei secondo me.
Hai qualcosa o qualche aneddoto da raccontare al nostro giornale? Qualcosa che ti piacerebbe raccontarci?
Quando mi ha visto Mariangela Melato, come dicevo prima. Per me addirittura superiore alla Loren come interprete. All’epoca ero bellissimo, avevo 22 anni… Mi ha detto: “faremo strada con questo fisico, questa faccia così espressiva… Specialmente lo sguardo…” Un paio di mesi dopo mi hanno fatto interpretare la creatura di Frankenstein… Una riduzione, si dice, una vita senza anima, non avevo nemmeno una battuta ritagliata per me… Insomma… Era tratto da romanzo, era tratto da un’opera teatrale… e mi ha portato una maledizione…
Questo è a prima intervista a Giuseppe Morabito: attore vittima di una maledizione (scagliata involontariamente da Mariangela Melato)
Dany D. DARKO
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