Intervista a Enrica: Dalla parte degli animali
Intervista a Enrica: Dalla parte degli animali
Enrica, a soli 26 anni hai fatto dell’amore per gli animali il centro assoluto della tua vita, una dedizione che si riflette anche nella tua scelta di essere vegetariana. In che modo questo valore profondo guida le tue decisioni quotidiane e come rispondi a chi, ancora oggi, considera il vegetarianesimo come una semplice moda alimentare e non come una responsabilità verso ogni forma di vita?
Per me non è mai stata una moda, ma una conseguenza naturale, con ciò che sento. L’amore per gli animali non è qualcosa che accendo e spengo a seconda delle situazioni: è un valore che influenza ogni scelta quotidiana. Tantissime persone dicono di amare gli animali, ma spesso è un amore selettivo, comodo a ciò che siamo abituati a vedere. Si ama il cane, il gatto, ma si preferisce non sapere cosa c’è dietro una semplice bistecca. Non perché manchi sensibilità, ma perché guardare davvero significherebbe poi sentirsi chiamati a fare una scelta.
Io quella scelta l’ho fatta. Non perché sia migliore degli altri, ma perché per me ignorare era diventato impossibile. E lo stesso vale per i pesci. Spesso si sente dire che ‘tanto non soffrono’, come se fossero esseri di serie B, come se il loro dolore contasse meno solo perché è più silenzioso, più distante da noi. Ma il fatto che non lo vediamo o non lo comprendiamo fino in fondo non significa che non esista. Essere vegetariana, quindi, non è una moda né una rinuncia: è un atto di coerenza. È scegliere ogni giorno di non voltarsi dall’altra parte. E anche se la mia scelta, è solo una piccola cosa nel mondo, per me significa vivere in pace con quello che sento.
La tua è una famiglia davvero speciale e variegata: due cani, due gatti, due serpenti, due oche e presto anche due caprette. Come riesci a gestire la routine quotidiana e a costruire un rapporto autentico, basato su fiducia e amore incondizionato, con specie così diverse tra loro e con necessità così differenti?
La mia vita è sicuramente piena, a volte anche caotica, ma è un caos bellissimo. Gestire specie così diverse significa prima di tutto accettare che non esiste un approccio unico: ogni animale ha il suo linguaggio, i suoi tempi, le sue esigenze. I cani magari cercano contatto e presenza continua, i gatti scelgono quando concedersi, i serpenti insegnano la calma e l’osservazione, mentre le oche, hanno una loro personalità fortissima e sorprendente.
Certo, ci vuole organizzazione: orari, alimentazione, pulizia, attenzioni diverse per ognuno. Ma quello che davvero tiene insieme tutto non è la routine, è la relazione e l’amore. Io cerco di osservare molto, perché anche un animale che non ti viene incontro o non ti guarda negli occhi, in realtà sta comunicando tantissimo, e una delle cose che amo di più è proprio vederli convivere tra loro: gatti, oche e cani che condividono gli spazi, che imparano a rispettarsi, a capirsi, a trovare un equilibrio. Alla fine ho capito una cosa: non sono io a insegnare a loro a convivere, sono loro che ogni giorno insegnano a me. Senza giudizio, senza pregiudizi, senza bisogno di essere uguali. Solo con rispetto, e con amore, quello vero.
Subito dopo le scuole superiori hai iniziato a lavorare in fabbrica su turni, un impiego faticoso e che richiede molti sacrifici, ma che non ha mai intaccato la tua priorità di garantire il benessere dei tuoi animali. Dove trovi l’energia per superare la stanchezza fisica dei turni quando torni a casa e devi dedicarti completamente a chi dipende da te?
È vero, il lavoro in fabbrica è faticoso, ci sono giorni in cui torno a casa stanca, magari svuotata, e l’unica cosa che vorrei fare è fermarmi. L’energia non la trovo, in realtà: la ricevo. La ricevo da loro, dai loro occhi, dalla loro presenza, dal fatto che mi aspettano senza chiedere nulla.
Quando sai che qualcuno dipende da te, non solo fisicamente ma anche emotivamente, scatta qualcosa di più forte della stanchezza. Prendermi cura di loro non è un peso dopo una giornata pesante, è quasi il contrario: è il momento in cui mi riconnetto, in cui ritrovo un senso più profondo a tutto quello che faccio. Certo, ci sono sacrifici, ci sono rinunce, giorni difficili, momenti in cui sei davvero al limite, ma poi li guardi, e capisci che ne vale sempre la pena. Perché alla fine non è la forza fisica che ti manda avanti, è il cuore. E quando ami così tanto, non ti fermi…trovi sempre un modo per esserci.
Da ben sette anni condividi il tuo cammino con il tuo fidanzato, una presenza stabile al tuo fianco. Quanto è stato importante per te avere vicino una persona che non solo ti accompagna, ma che sostiene e condivide pienamente i valori e lo stile di vita così totalizzante che hai scelto?
Per me è stato fondamentale. Quando vivi una scelta così totale, che non riguarda solo l’alimentazione o gli animali, ma un modo di sentire e di vedere il mondo, avere accanto qualcuno che non ti giudica e non cerca di cambiarti, ma rispetta pienamente quello che sei e quello che scegli, fa la differenza.
Sette anni sono tanti, soprattutto dentro una quotidianità intensa come la nostra fatta di lavoro, responsabilità e di una vita piena di animali e impegni. Lui non ha mai provato a indirizzare le mie scelte o a metterle in discussione: le ha capite, accettate e sostenute.
Non è una cosa scontata, significa condividere davvero la vita di qualcuno, anche quando quella vita è fatta di rinunce, di sacrifici, di priorità molto chiare. Insieme abbiamo scelto questa strada, e insieme abbiamo accettato anche tutto ciò che comporta: i limiti, le rinunce, i pochi viaggi perchè sempre pensati in funzione dei nostri animali. Non vogliamo separarci da loro, perché fanno parte della nostra famiglia a tutti gli effetti. E questo ci ha portati semplicemente a costruire una vita su misura nostra, senza forzature. Il suo sostegno, per me, non è solo presenza: è libertà. È sapere che posso essere pienamente me stessa, senza dovermi giustificare, e credo che questo, in una relazione, sia una delle forme più profonde di amore.
Guardando al futuro, la tua famiglia è in continua espansione con l’arrivo imminente delle due caprette. Qual è il tuo sogno più grande legato a questo tuo percorso e quale messaggio speri di trasmettere alle persone che, vedendoti da fuori, rimangono ammirate dalla tua dedizione e dal tuo rispetto per il mondo animale?
Guardando al futuro non penso mai a qualcosa di più grande nel senso materiale, ma a qualcosa di più pieno. La mia famiglia continuerà a crescere, arriveranno le caprette e tanti altri cambiamenti, ma il mio desiderio più profondo è che resti sempre la stessa cosa: un luogo di rispetto, equilibrio e amore tra specie diverse. Il mio sogno non è avere di più, ma continuare a vivere in armonia con quello che ho scelto. Vedere animali diversi convivere, imparare a conoscersi, a rispettarsi, a creare un equilibrio che non è imposto, ma naturale…per me questo è già tutto.
E se un giorno questo percorso potesse anche diventare un lavoro, ne sarei felice, anche se so che non è semplice e richiede impegno, costanza e tante sfide. Se penso a ciò che vorrei trasmettere agli altri, è soprattutto questo: non serve essere perfetti, non serve fare gesti estremi. Mi piacerebbe che chi mi osserva da fuori non vedesse qualcosa di eccezionale, ma qualcosa di possibile. Un modo diverso di vivere, fatto di coerenza e piccoli gesti quotidiani. E se anche solo una persona, dopo aver ascoltato o visto la mia storia, decidesse di guardare ogni animale con lo stesso rispetto, senza gerarchie o differenze, allora per me avrebbe già avuto senso tutto questo. Perché alla fine è una questione di rispetto, di presenza, ogni giorno, e di amore, quello che non fa distinzioni.
Enrica
Intervista a Enrica: Dalla parte degli animali
Redazione The Digital Moon
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