Intervista a dell’Anna Christian: Dalle rinunce del calcio alla forza della musica
Intervista a dell’Anna Christian: Dalle rinunce del calcio alla forza della musica
Il calcio è stato una parte fondamentale della tua vita fin da piccolissimo, ma dopo un infortunio nel 2021 hai capito che quell’ossessione stava assorbendo troppa energia, allontanandoti dagli affetti. Quanto è stato difficile e doloroso prendere la consapevolezza di dover lasciare andare quel sogno per ritrovare te stesso?
Si, ho iniziato a giocare a calcio all’età di 4/5 anni e come la maggior parte dei bambini il mio sogno era quello di diventare un calciatore. In parte grazie a quell’infortunio riuscì a trasformare l’ossessione in consapevolezza e comprendere che il calcio mi stava, appunto si, allontanando dagli affetti, il problema era d’altro canto lasciare lo stesso per non far rimanere male chi credeva in me, ma sapevo che l’avrei fatto per stare bene e riprendere quelle amicizie che stavo perdendo pian piano.
La tua avventura con la scrittura è iniziata a 16 anni con le poesie, poi diventate veri e propri testi musicali fino al debutto con À LA FOLIE. Che effetto ti ha fatto sentire per la prima volta i tuoi amici, e persino gli sconosciuti in paese, canticchiare il ritornello di un brano nato dalla tua penna?
Fortunatamente ho sempre avuto una buona penna e quelle poche rime che scrivevo, adattate a canzoni già famose, che presi anche in modo scherzoso con i miei amici rimanevano impresse, da li col passare del tempo ho iniziato a scrivere “per davvero”; arrivando poi appunto ad À la folie è stato scritto di getto, di pancia, senza pensarci troppo e credo sia uno dei brani più importanti e significativi per me. Il fatto che l’abbia pubblicato e che, oltre ai miei amici, anche sconosciuti l’abbiano ascoltato, mi ha emozionato si, ma mi ha fatto comprendere quanto io possa dare in questo settore.
Dopo il secondo singolo PAROLE AL VENTO, ora stai lavorando al tuo primo EP. Ci spieghi che questo progetto racconterà i lati belli e brutti delle relazioni, ma anche i disagi legati alle cattive compagnie e ai problemi del territorio. Come riesci a far coesistere temi così intimi e sentimentali con una forte critica sociale?
Posso dirvi che à la folie e parole al vento sono collegate. la prima appunto parla del lato bello di una relazione, è quasi una lettera scritta con un tono calmo e a tratti quasi scherzoso mentre la seconda tutto il contrario ,dopo la rottura, tutti i sentimenti che si provano, con dei contrasti “interiori” di indecisioni, odio, rabbia, senza quasi capirne nulla, una delusione che a tratti non ti spieghi, quelle rotture indecise, dove cerchi ancora risposte ma sai che a tratti ti farebbero ancora più male ma a tratti vuoi sapere davvero la verità. e l’ep ne è la rivalsa, perché comunque si è sviluppato tutto con esperienze davvero passate, e ora , vorrei far comprendere al mio pubblico che vi sono problemi più grandi da affrontare nella vita e da un lato vorrei proprio aiutare in un certo senso ad affrontarli, portando canzoni dove ne parlo esplicitamente.
Nella tua presentazione citi due colonne portanti che ti fanno amare fare musica: la tua famiglia e i tuoi amici, sempre presenti sotto il palco. Quanto è importante avere una base così solida e reale per rimanere con i piedi per terra mentre cerchi di costruire la tua carriera artistica?
Come dicevo, la famiglia deve sia riuscire a motivarti e sia a darti forza, ma nello stesso tempo non deve ne oppressare, ne tanto meno esaltare le capacità, credo che la mia base sia abbastanza solida da darmi un equilibrio in tutto ciò che faccio. E per quanto riguarda le amicizie altrettanto. Proprio per questo che mi sento molto fortunato e motivato a continuare a fare sempre meglio per cercare di costruire una carriera in questo ambito.
Il tuo percorso dimostra che la fine di un percorso (come quello sportivo) può coincidere con l’inizio di qualcosa di ancora più grande. A un giovane che oggi si trova costretto a rinunciare a un grande obiettivo a causa di un imprevisto, quale consiglio daresti basandoti sulla tua esperienza come KVRT?
Qui posso dire che tutto cio che ho scritto adesso, l’ho scritto per conto di Christian , poichè in primis ritrovare davvero se stesso è la chiave, come dicevo prima per crearsi un traguardo per comprendere davvero cosa si vuole e chi si vuole diventare, lart arriva dopo dopo indecisioni dopo momenti sconforto, dopo periodi dove ci si vuole arrendere e abbandonare tutfo dove non sai chi davvero è cosa, chi davvero sei e in cosa davvero credi, in cosa davvero ti rispecchi in quale carattere ti ritrovi e credo che combaciarli e comprendere che non sei una doppia persona e soprattuto personalità ma sei ciò che scrivi, sei la verità nuda e cruda, ti porterà in una conoscenza anche personale più profonda, pronta e rispecchiare le vere idee le verità quintane, a raccontare ciò che fi circonda ma in modo vero, poiché christian vive e kvrt racconta. il consiglio che posso dare, è di trovare, o meglio di circondarsi si di persone vere che credono in voi, ma anche di sbagliare, cadere e di riprovare perché sarà proprio questo a farti crescere e a farti capire fin dove puoi arrivare.
Dell’Anna Christian
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Redazione The Digital Moon
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