Intervista a Marina: Dalle radici di Napoli al new jazz
Intervista a Marina: Dalle radici di Napoli al new jazz
Hai conseguito due lauree con il massimo dei voti e lode al Conservatorio Martucci, per poi specializzarti al CET di Mogol. In che modo questa solida formazione tecnica e teorica convive con l’istinto necessario alla produzione indipendente e alla scrittura dei tuoi brani?
Penso che la preparazione accademica e l’istinto artistico debbano andare di pari passo perché si completano a vicenda, le competenze ti servono per avere più libertà nelle scelte artistiche, sei libero ma consapevole, quando sei padrone del tuo strumento, dei tuoi mezzi e della musica l’istinto si accompagna alla consapevolezza, e paradossalmente è funzionale perché puoi fare letteralmente tutto e ciò alimenta ancor di più la creatività.
Da M’arina a Manya, fino ad arrivare a MERÝDIA. Come sono cambiati il tuo approccio alla musica e la tua consapevolezza artistica attraverso questi diversi progetti e pseudonimi dal 2019 a oggi?
Il mio percorso è stato lungo e articolato. Ho cambiato 4 progetti perché sentivo la necessità di mutare completamente forma, seppur sempre fedele alla mia visione e alla mia identità artistica, questo perché ho sempre visto me solo come musicista e mai come persona, non mi ero ancora mai scoperta del tutto umanamente. Con MERÝDIA invece c’è stata la svolta definitiva, il progetto è nato da poco meno di un anno, in un momento in cui mi sentivo finalmente consapevole anche della mia persona oltre che della mia arte, in una fase della mia vita più matura e ancora più combattiva. Sento finalmente di aver trovato la mia identità nella sua totalità.
Nel tuo nuovo progetto MERÝDIA unisci le radici partenopee al New Jazz e all’R&B. Come riesci a far dialogare la profondità viscerale di un termine come “A’ Pucundria” con le sonorità internazionali e moderne che caratterizzano la tua produzione?
Il mio obiettivo è sempre stato di mescolare le mie origini e il mio background artistico-musicale di stampo accademico a sonorità contemporanee e innovative, come il new jazz e l’elettronica, mi viene del tutto naturale, il mio scopo è quello di rendere ogni mia produzione assolutamente personale, unica e non replicabile, che sia anche un’ispirazione per chi è da solo e da zero sta costruendo qualcosa di bello.
Dai palchi di X Factor ai mesi trascorsi al Conservatorio di Hannover, hai vissuto contesti molto diversi. Quale di queste esperienze ha influenzato maggiormente la tua visione del mercato musicale e il modo in cui oggi ti approcci alle esibizioni live?
Entrambe sono state esperienze che mi hanno arricchito, chi in un modo chi in un altro; sicuramente l’esperienza a X Factor mi ha dato ancora più consapevolezza su come girano le realtà discografiche e televisive attuali, ed ho capito ancor di più che sono ben lontane dal concetto più puro di musica; il mercato, la musica e la televisione sono tre ambiti differenti e non sempre si trovano d’accordo, questa esperienza però ha acceso in me la voglia ancora più potente di farcela e di combattere la continua mancanza di meritocrazia in questi ambienti. Per l’approccio ai live invece sicuramente ho acquisito più confidenza con il palcoscenico a livello di staging, che comunque è importante a suo modo.
Il tuo ultimo EP viene descritto come la prima parte di un viaggio più ampio. Cosa rappresenta per te questa “stanza buia” e quali sono le tematiche che collegheranno questa prima uscita alla pubblicazione finale del concept album?
“Nella stanza buia” rappresenta la prima meta di un viaggio interiore durato un bel po’ di anni. L’EP è composto da 4 tracce legate tra loro armonicamente ma anche concettualmente dal tema della salute mentale. Delle mie complessita ne ho fatto invece unicità, da qui ho creato la mia stanza ed il mio mondo, e in ogni traccia viene rappresentata una parte complessa di me, che va poi a formare, insieme alle altre parti, l’intera stanza. Ovviamente ci sarà anche un seguito che però per adesso non posso spoilerare. Vi invito quindi a rimanere aggiornati sui miei canali social e sulle piattaforme digitali.
Marina Del Grosso
Intervista a Marina: Dalle radici di Napoli al new jazz
Redazione The Digital Moon
Social The Digital Moon | Leggi altri aritcoli qui.
https://www.instagram.com/thedigitalmoon

