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Intervista a Lorenzo: La corsa come filosofia di vita

Intervista a Lorenzo: La corsa come filosofia di vita


Ciao Lorenzo! Nel tuo percorso la corsa è iniziata come una semplice passione per poi trasformarsi in un vero e proprio stile di vita. Qual è stato il momento esatto o la scintilla che ti ha fatto capire che correre stava diventando qualcosa di molto più profondo di un semplice hobby?

All’inizio ho iniziato a correre semplicemente per stare bene e per tenermi in forma. Non avevo grandi aspettative né immaginavo che sarebbe diventata una parte così importante della mia vita. La svolta è arrivata quando ho iniziato a fissarmi obiettivi sempre più ambiziosi e mi sono accorto che miglioravo non solo come atleta, ma soprattutto come persona.

In pochi anni sono passato dalle prime uscite senza esperienza a correre una maratona in 3 ore e 5 minuti e una mezza maratona in 1 ora e 23 minuti. Ma la soddisfazione più grande non sono i tempi: è sapere quanta strada ho fatto per arrivarci. Ho capito che la corsa non era più solo uno sport, ma un percorso di crescita personale che mi accompagna ogni giorno.


Conciliare il lavoro, lo studio universitario e gli allenamenti intensivi richiede un’organizzazione fuori dal comune. Come si articola la tua giornata tipo e quali strategie utilizzi per mantenere alta la concentrazione senza togliere spazio ai tuoi doveri?

La mia giornata è abbastanza intensa. Lavoro come montatore meccanico, frequento l’università e, allo stesso tempo, seguo una preparazione che oggi supera gli 80 chilometri di corsa a settimana, oltre agli allenamenti di forza in palestra.

Per riuscire a fare tutto serve organizzazione. Programmo la settimana in anticipo, cerco di sfruttare al meglio ogni momento della giornata e, soprattutto, accetto il fatto che per inseguire un obiettivo bisogna anche fare delle rinunce. Ci sono meno serate improvvisate e più sveglie all’alba, ma quando fai qualcosa che ami, ogni sacrificio acquista un significato.


Hai sottolineato che il talento non basta e che la differenza la fanno la disciplina e la costanza, fatte di sveglie all’alba e allenamenti sotto la pioggia. Quando la stanchezza si fa sentire o manca la motivazione, dove trovi la forza mentale per allacciarti le scarpe e uscire a correre?

    Ho imparato una cosa: la motivazione è un’emozione, e come tutte le emozioni va e viene. La disciplina, invece, è una scelta.

    Ci sono mattine in cui la voglia di allenarmi è pari a zero, soprattutto dopo una giornata di lavoro o quando fuori piove. Ma so che i risultati che ho ottenuto non sono arrivati nei giorni facili: sono nati proprio in quelli in cui avrei avuto mille motivi per restare a casa. Ogni allenamento che porto a termine, anche il più difficile, è un piccolo passo verso la persona che voglio diventare. È questo che mi spinge a uscire, anche quando la testa dice il contrario.


    Nelle tue parole definisci la corsa come uno strumento di crescita personale che ti ha reso più determinato e consapevole. Ci racconti un episodio specifico o una gara in cui hai superato un tuo limite mentale, applicando poi quella stessa determinazione anche nelle sfide dello studio o del lavoro?

    Credo che la mia prima maratona rappresenti perfettamente questo concetto. Arriva sempre un momento, intorno agli ultimi chilometri, in cui il corpo ti chiede di fermarti. Lì non corri più con le gambe, ma con la testa.

    Tagliare il traguardo in 3 ore e 5 minuti mi ha insegnato che spesso i limiti più grandi sono quelli che ci imponiamo da soli. Da allora affronto anche il lavoro e lo studio con lo stesso approccio: invece di concentrarmi sulla difficoltà dell’obiettivo finale, penso al passo successivo. Esattamente come in una maratona, è la costanza che ti porta al traguardo.


    Il tuo obiettivo è trasmettere un messaggio forte ai giovani che vogliono mettersi alla prova. Qual è il consiglio principale che ti senti di dare a chi desidera iniziare a correre o a chi, più in generale, fatica a trovare la costanza necessaria per raggiungere i propri obiettivi di vita?

      Il consiglio che darei è di avere pazienza. Oggi siamo abituati a voler vedere tutto e subito, ma la crescita richiede tempo. Quando ho iniziato a correre non avrei mai immaginato di poter correre una maratona in poco più di tre ore. Se mi fossi concentrato solo sul risultato finale, probabilmente avrei mollato. Invece ho imparato a dare valore ai piccoli miglioramenti quotidiani.

      Ma La costanza batte quasi sempre il talento quando il talento smette di impegnarsi. Se ogni giorno fai anche solo un piccolo passo nella direzione giusta, dopo qualche anno ti guarderai indietro e ti sorprenderai della strada percorsa. È una lezione che vale nella corsa, nello studio, nel lavoro e, in fondo, nella vita.

      Lorenzo


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      Redazione The Digital Moon

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