IntervisteLibri e letteratura

Intervista a Mark S Ray, autore di Neanderthal – Il Progetto

Intervista a Mark S Ray, autore di Neanderthal – Il Progetto


Da dove nasce l’idea di scrivere Neanderthal – Il Progetto? C’è stato un fatto o una lettura che ha acceso la scintilla? Intervista a Mark S Ray, autore di Neanderthal

L’idea è rimasta latente per diversi anni, nata quasi come un sussurro. Tutto parte da un tentativo reale, avvenuto in Cina, di riportare in vita i Neanderthal. Da lì, lentamente, ha preso forma una trama più complessa.

La Cina, con meno restrizioni in campo medico e genetico, rappresenta uno scenario credibile. Ha una visione del mondo diversa: si percepisce come il centro, il “Regno di Mezzo”, mentre l’Europa appare come una propaggine lontana dell’Eurasia.


Perché proprio i Neanderthal? Cosa ti affascina di questa specie così vicina all’uomo moderno?

Sono lontanissimi nel tempo, eppure ci separa solo lo 0,2–0,3% del patrimonio genetico: una differenza minima. Nei Sapiens moderni esiste ancora una percentuale di DNA neanderthaliano, segno che in passato le due specie si sono incontrate e mescolate.

È una vicinanza estrema, ma allo stesso tempo una distanza enorme, soprattutto per quanto riguarda le capacità mentali.


Quanto c’è di ricerca scientifica reale dietro al romanzo?

Molto più di quanto si possa pensare. Le difficoltà non sono insormontabili: esistono diverse vie teoriche per arrivare a un risultato simile. Servirebbero grandi risorse, e probabilmente si dovrebbe accettare l’idea di creare Neanderthal modificati geneticamente, una sorta di OGM.


Nel libro si parla di un esperimento che riporta in vita i Neanderthal: quanto è fantascienza e quanto è plausibile?

La linea di confine è sottile. Ciò che oggi consideriamo fantascienza potrebbe non esserlo domani.


La storia mescola azione, riflessione e tensione morale. Quale aspetto è stato più importante per te?

La riflessione è stata il punto di partenza: le possibilità, le potenzialità. Poi si è inserito il contesto politico, quello di uno Stato in cui il potere si misura attraverso i risultati. Tutto si fonde come un’onda che cresce e poi si lascia andare.


Perché hai scelto la Cina come ambientazione?

Perché potrebbe essere davvero il luogo in cui una rinascita del genere avviene. Nel romanzo si apre anche una prospettiva ulteriore: i Neanderthal potrebbero essere utilizzati per ambienti estremi, persino su Marte, dove in condizioni particolari potrebbero sopravvivere.


Il Maggiore Wang è un personaggio chiave: come è nato e cosa rappresenta?

È un personaggio bifronte, attraversato da un forte tumulto interiore. Vive situazioni estreme e si piega, spesso contro la sua volontà, a un sistema più forte di lui. La possibilità di una nuova vita, con un corpo e un volto migliorati, diventa una tentazione irresistibile.


I Neanderthal del romanzo sono molto diversi dagli stereotipi. Come li hai immaginati?

Sono esseri modificati geneticamente, creati per essere utili. Non rappresentano una semplice rinascita, ma una nuova forma di esistenza. Vivono tra rabbia, stupore e smarrimento, senza sapere davvero chi sono.


Quale personaggio senti più vicino a te come autore?

I personaggi sono simboli delle pulsioni umane. Rappresentano aspetti diversi di ciò che siamo.
Nella realtà è molto più difficile essere un solo personaggio e seguirne davvero la rotta.


Il romanzo si interroga su cosa significhi essere “umani”. È questo il cuore della storia?

Sì. Cosa significa essere umani? E fino a dove lo si è davvero? L’uomo è capace di grandi altezze e profonde bassezze. Il cuore della storia è proprio questo mistero.


Secondo te l’uomo moderno è davvero più evoluto dei suoi antenati?

Dal punto di vista tecnologico sì. Ma sul piano umano è difficile dirlo. I nostri antenati vivevano in condizioni estreme: basta provare a scheggiare una pietra per capire cosa significhi davvero sopravvivere.


Che ruolo hanno etica e responsabilità scientifica nel tuo romanzo?

L’etica è fragile, perché è un sentimento, non una necessità. Nel romanzo emergono le conseguenze delle scelte, e le responsabilità appaiono per quello che sono: forze che travolgono.


Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro?

È un testo nato nel tempo, meditato e ripensato a lungo. Non appartiene a un momento preciso, ma a un percorso.


Hai incontrato difficoltà nel raccontare una storia che mescola scienza, avventura e riflessione filosofica?

Non è stato semplice, ma la scrittura ha qualcosa di magnetico. Quando ti prende, il peso si sente meno.


Il libro è pensato come storia autoconclusiva o parte di un progetto più ampio?

Per ora è autoconclusiva. Ma esistono idee già abbozzate: sarà il tempo a dire se cresceranno.


Se potessi incontrare davvero un Neanderthal, quale sarebbe la prima cosa che gli chiederesti?

Probabilmente non potremmo comunicare. Ma, se fosse possibile, gli chiederei cosa pensa del mondo e del suo essere qui.


Cosa speri che il lettore provi dopo aver chiuso l’ultima pagina?

Spero che abbia vissuto un viaggio. E che rifletta sulla potenza dell’ingegneria genetica e sulle scelte politiche che la guidano.


Tre parole per descrivere Neanderthal – Il Progetto?

Avventura. Riflessione. Speranza.

Link al libro: http://Intervista a Mark S Ray, autore di Neanderthal


Intervista a Mark S Ray, autore di Neanderthal – Il Progetto

MiaBlu

Social The Digital Moon | Leggi altri aritcoli qui.

https://www.instagram.com/thedigitalmoon