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Intervista ad Angela Amalfitano: Dalla danza all’imprenditoria digitale

Intervista ad Angela Amalfitano: Dalla danza all’imprenditoria digitale


In che modo i 16 anni di danza agonistica hanno influenzato il tuo approccio al business e alla costruzione del tuo progetto imprenditoriale?

I 16 anni di danza agonistica hanno costruito le fondamenta del mio approccio al business.

Prima di tutto la disciplina: fare ciò che va fatto anche quando non hai voglia. Il talento da solo non basta, né nella danza né nell’imprenditoria. Vince chi resta costante. Poi la coachability, ovvero la capacità di restare “insegnabile”. Nel mondo agonistico impari che l’ego è il tuo peggior nemico: cresci solo se accetti di essere corretta, guidata e migliorata da chi è più avanti di te.

La danza mi ha insegnato anche la sana competizione: sapere che là fuori c’è sempre qualcuno che si sta allenando più di te ti obbliga a non adagiarti mai. Non per dimostrare qualcosa agli altri, ma per superare te stessa ogni giorno.

E infine una lezione che porto ancora oggi nel business: se la musica si ferma, tu continui a ballare. Gli imprevisti esistono, ma non devono fermarti. Gli ostacoli non sono una scusa, sono un’occasione per dimostrare quanto sei solida


    Cosa ti ha spinto, a soli 18 anni, a cambiare direzione e scegliere un percorso orientato all’indipendenza economica?

    La parola chiave è libertà.

    Non solo libertà economica, quella è una conseguenza
    ma libertà di scegliere per me stessa. Di costruire un percorso in cui fossi valutata per il mio impegno, per la mia crescita, per la mia capacità di migliorarmi.

    Sono cresciuta in una famiglia ambiziosa, dove mi hanno insegnato anche il valore dell’indipendenza. Quando ho capito che la danza, pur essendo stata il mio primo amore, non mi rendeva più felice come prima, ho scelto di ascoltarmi. Non è stata una decisione impulsiva. È stata una ricerca. Ho osservato, studiato, valutato. Quando un amico mi ha parlato del mondo digitale e dell’imprenditoria, inizialmente ero scettica. Ma invece di fermarmi al dubbio, ho scelto di approfondire.

    Quella scelta ha cambiato tutto.


    Perché hai deciso di specializzarti proprio nell’educazione finanziaria e quale lacuna formativa hai individuato nel sistema tradizionale?

    Perché nessuno ce la insegna.

    A scuola e all’università impariamo tante cose, ma non impariamo come gestire il denaro, come renderlo uno strumento e non un limite, come costruire indipendenza economica. Ho individuato una lacuna enorme: le persone vogliono di più dalla propria vita, ma non hanno gli strumenti per ottenerlo.

    L’azienda con cui collaboro ha scelto di operare proprio in questo spazio, sviluppando formazione e strumenti concreti nel campo dell’educazione finanziaria e dell’innovazione tecnologica. Ho scelto questo settore perché risponde a un bisogno reale, attuale e trasversale. L’indipendenza finanziaria non è una moda: è una competenza fondamentale, oggi e in futuro.


      Quali sono state le principali difficoltà che hai affrontato iniziando da zero nel digitale e come sei riuscita a costruire una community internazionale?

      Le difficoltà più grandi non sono state tecniche. Sono state mentali.

      Il business, se hai un sistema e un metodo chiaro, è duplicabile. La vera sfida è la testa: le paure, l’insicurezza, il timore del giudizio. All’inizio ho dovuto affrontare la paura di non essere abbastanza, la paura di essere rifiutata o criticata. Queste emozioni possono paralizzarti e impedirti di diventare la versione migliore di te stessa.

      La svolta arriva quando capisci che non devi aspettare di non avere paura per agire. Devi agire comunque. Con la community giusta accanto, inizi a muovere i primi passi nonostante l’insicurezza. Ed è proprio lì che le debolezze si trasformano nella tua forza più grande. Perché un giorno diventeranno il motivo per cui qualcun altro si sentirà compreso e ispirato.


      Che consiglio daresti oggi a un giovane che desidera avvicinarsi al mondo dell’imprenditoria digitale ma è ancora scettico o insicuro?

      Direi: informati, studia, sperimenta.


      È normale avere paura. Ma la domanda vera è: cosa ti spaventa di più? Restare per anni in una vita che non ti soddisfa, o provare a costruirne una diversa?

      Non tutti vogliono diventare milionari, ed è legittimo. Ma tutti dovrebbero desiderare almeno una cosa: avere più controllo sul proprio tempo e sulla propria libertà, aiutare la propria famiglia a stare bene

      L’imprenditoria digitale non è una scorciatoia. È una scelta di responsabilità.

      E se senti che dentro di te c’è il desiderio di qualcosa di più, non ignorarlo. Potrebbe essere il primo passo verso la tua indipendenza.


          Intervista ad Angela Amalfitano: Dalla danza all’imprenditoria digitale

          Redazione The Digital Moon

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