Intervista a Matteo Amoroso: Lo Sport come stile di vita
Intervista a Matteo Amoroso: Lo Sport come stile di vita
Qual è stata la tua motivazione principale per intraprendere il percorso nel calisthenics? Cosa ti ha spinto a fare quel primo passo?
La mia motivazione principale è stata piacere alle ragazze. Essendo che pesavo 50 kg, ero timido e insicuro. Non avevo mai avuto una relazione, quindi sì, ammetto che ho iniziato per le ragazze ahah.
Cosa mi ha spinto a iniziare il calisthenics? Devo ringraziare a vita il mio migliore amico Luca. È grazie a lui che ho trovato la speranza e la fiducia di potercela fare. Siamo andati insieme a fare una prova nel gruppo Calisthenics Lugano e da lì non ho più smesso.
In che modo le tue origini dal Sud Italia influiscono sulla tua vita e sui tuoi obiettivi attuali?
Sinceramente non saprei darti una risposta certa al 100%. Sicuramente, però, il fatto di avere valori genuini, come non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te, viene proprio da lì.
Li ho presi anche dai miei nonni, che purtroppo oggi non ci sono più.
Quali sono state le sfide più grandi che hai affrontato quando hai iniziato a costruire la tua massa muscolare?
Bella domanda. Inizierei col dire il dolore fisico. Mi ricordo ancora quanta fatica facevo a fare anche solo un dip o una trazione. Ero davvero messo male.
Un’altra sfida è stata convincermi che potevo arrivare dove volevo. Siamo abituati ad avere risultati immediati e, se non vediamo nulla, molliamo.
La sfida più difficile è stata far capire a mia madre come bisognerebbe mangiare. Avendo origini del Sud puoi immaginare la dieta italiana ahah. Farle capire che servono proteine, carboidrati, fibre e grassi buoni nello stesso piatto è stata un’impresa.
Come l’esperienza di bullismo ha modellato la tua personalità e il tuo approccio alla vita oggi?
La mia esperienza di bullismo mi ha reso la persona che sono oggi, e ne vado fiero.
Ero arrivato a un punto non bellissimo. Avevo paura di parlare, perché venivo deriso o preso in giro per il mio aspetto o perché a scuola non ero bravissimo. Frequentavo delle lezioni “speciali” e tutto ciò mi ha fatto chiudere in me stesso.
Ma proprio grazie a questo sono diventato la persona che sono oggi. Amo aiutare chi ha bisogno perché so cosa significa sentirsi solo. Cerco di farlo il più possibile e, quando ci riesco, mi si riempie il cuore.
Voglio far capire che tutto è possibile nella vita e spronare le persone a dare il meglio di sé.
Qual è il tuo sogno più grande riguardo alla tua carriera nel fitness e nella nutrizione?
Il mio sogno è vivere e guadagnare bene grazie a ciò che amo: lo sport e la nutrizione.
So che succederà. Non è un “se”, ma un “quando”. Sono certo che, grazie alla direzione che ho intrapreso, diventerò anche milionario.
Non lo faccio per il materialismo, ma per essere libero. Arrivare a guadagnare anche 10.000 euro al mese e poter scegliere cosa fare e dove stare è una sensazione bellissima.
Come hai integrato l’uso dei prodotti Herbalife nel tuo percorso di trasformazione e quali risultati hai ottenuto?
La prima volta che ho sentito parlare di Herbalife è stato nel 2017, proprio quando ho iniziato calisthenics. È stato un coach del gruppo Calisthenics Lugano a introdurmi al mondo dell’integrazione.
Grazie a lui ho avuto risultati enormi: nel primo anno ero già arrivato a 63 kg partendo da 50, per poi continuare fino agli 80 kg attuali. In totale, +30 kg di massa grazie a un mix di allenamento, alimentazione e integrazione.
Con Herbalife mi sono trovato benissimo. È un ecosistema facile da capire, vieni seguito e hai sempre un punto di riferimento. La qualità dei prodotti non è buona, è eccezionale.
So che a volte se ne parla male, ma secondo me i prodotti non hanno nulla di sbagliato. Il problema è più nel modello di distribuzione: c’è chi lavora con serietà e chi lo fa male, rovinando la reputazione di chi invece si impegna.
Cosa consiglieresti a un giovane che si sente insicuro e timido come lo eri tu, per aiutarlo a superare queste emozioni?
Gli direi di non dubitare mai di sé stesso. Non sentirsi in difetto, lavorare su di sé e usare quella rabbia per diventare la versione migliore di sé stessi.
Sarà difficile, ma può arrivare ovunque vuole. E so che ci riuscirà, perché se ci sono riuscito io, non vedo perché non dovrebbe riuscirci anche lui o lei.
Quali qualità pensi siano fondamentali per un buon personal trainer e come pensi di svilupparle nel tuo percorso?
Le qualità fondamentali sono molte.
Direi credibilità, che si acquisisce con l’esperienza.
Poi curiosità, la voglia di sapere sempre di più: chi si ferma è perduto.
Serve anche carisma, perché bisogna entrare in empatia con le persone, farle sentire bene.
Un buon trainer deve essere motivante, far capire che si può farcela e spronare sempre al meglio.
Infine, direi autenticità: essere se stessi.
Come riesci a bilanciare il tuo impegno nel lavoro, nello sport e nei progetti personali?
Il bello di ciò che faccio è che lavoro, sport e progetti personali sono racchiusi in un’unica cosa: ciò che amo.
Per questo non è pesante. Si dice sempre: “Fai delle tue passioni il tuo lavoro e non lavorerai mai più un giorno nella tua vita.”
Io amo ciò che sto costruendo. È difficile, certo, perché sto prendendo un nuovo diploma da personal trainer, ma è quello che voglio, non quello che devo fare.
Una frase che mi ha sempre colpito è:
“Se il perché è potente, il come sarà facile.”
Qual è un messaggio chiave che hai imparato dalla tua esperienza e che vorresti condividere con gli altri?
Il messaggio chiave è che nulla nella vita è impossibile.
La vita è una, e dobbiamo viverla. Dobbiamo fare della nostra vita la più bella possibile, seguire i nostri sogni e non quelli degli altri.
Mai smettere di credere in noi stessi. Continuare a investire su di noi, anno dopo anno, per diventare la versione migliore di noi stessi.
Anch’io ho ancora tante mete da raggiungere, ma so che ci arriverò. Non smetterò mai di sognare e di credere in me stesso, qualunque cosa mi accada.
Intervista a Matteo Amoroso: Lo Sport come stile di vita
Redazione The Digital Moon
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