Intervista a Michela Mioni: l’eroina di amore tossico
Intervista a Michela Mioni: l’eroina di amore tossico
Ciao Michela, innanzitutto come stai?
Ciao, direi che sto “OK!”
Per me sei stata e continui a essere un mito ineguagliabile e immortale. La tua presenza in Amore Tossico è stata fondamentale. Tutti si ricordano di te. C’è ancora chi ti ferma per strada per selfie autografi ecc…?
Si, dopo tutti questi anni ancora c’è chi mi riconosce, ragazzi che hanno il film nella propria cineteca in casa, nonostante i tanti anni passati dalla sua uscita.
Che ricordi hai di quel periodo? In senso allargato, parlo del periodo storico…
Gli anni 80 furono orribili, era già iniziata la diffusione dell’eroina, in quegli anni ci fu un boom. Dopo i meravigliosi anni 70, anni pieni di fantasia, ribellione, vita, (l’Operazione Bluemoon nacque per quello), ci fu il crollo di molte cose, riflusso politico, compagni che si perdevano, i primi casi di AIDS
Come ti ha trovato Caligari? Che tipo di uomo era il maestro?
Claudio Caligari trovò noi, ragazzi di “strada”, tramite Guido Blumir. Andavamo al sert del S.Eugenio, e avevamo creato su una redazione. Unico sert in Italia dove un gruppetto di “utenti” scriveva un giornalino, che parlava di politica e dipendenze. Lo venne a sapere Guido Blumir, il sociologo, che era amico di Claudio. Lo portò lì, lui ci propose di scrivere un libro, poi di fare un film.
Accettammo, nessuno di noi aveva intenzione di diventare un attore, ma il nostro fu un film politico, una denuncia. Siamo stati 2 anni a strettissimo contatto con Claudio. Una grande persona, unico nella sua coerenza, non è un caso se ha potuto dirigere solo 3 film in tutta la sua vita. Non scendeva a compromessi.
Il film è un colpo allo stomaco oggi, posso solo lontanamente immaginare l’effetto che ebbe quando uscii nelle sale. La gente come lo accolse?
Quando il film uscì, (dopo una raccolta firme per non vietarlo ai minori di 18 anni, scendendo almeno a 16), anche su questo Caligari fu abbastanza osteggiato.
A Ostia lo tolsero dalla sala dopo 2 giorni, secondo i vari commercianti rovinava l’immagine del territorio. In compenso, dopo la presentazione alla rassegna di Venezia, lo chiesero varie Università, poi ientrò nei circuiti scolastici un po’ in tutta Europa
Tanti che hanno attraversato il tunnel della tossicodipendenza sono rimasti intrappolati. Altri sono usciti come reduci da una guerra. Tu sembri in gran forma. Cosa ti ha spinto a uscirne?
Ci ho messo anni e molti tentativi, prima di riuscire a smettere. Non ci fu’ un motivo preciso, ma un insieme di cose, una serie di eventi, anche molto dolorosi. La morte di persone care, innanzi tutto. Siamo stati molto diversi dai ragazzi della nuova generazione, abbiamo avuto delle spinte forti, la politica( gli anni 70), non eravamo apatici, né menefreghisti.
Ti ringrazio davvero tanto. È un onore averti potuto conoscere, e sarà un onore averti ospite nelle prossime interviste a te dedicate.
Intervista a Michela Mioni: l’eroina di amore tossico
Dany Darko
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