Mastering Learning percorso per la salute
Mastering Learning percorso per la salute
Premessa
Può sembrare che il mastering learning sia inappropriato per un percorso che mira alla salute psicofisica in quanto l’attuale figura professionale del personal trainer, che che dovrebbe lavorare in modo individualizzato e personalizzato con il discente. In questi casi, nell’ambito professionale, il personal trainer assume una funzione privata, da chinesiologo a cliente. In questo ambito il Mastering learning non si tratta semplicemente di un’attività meramente allenante, ma di un ruolo professionale nella cura e nella crescita personale, anche sotto il profilo olistico dell’esercizio fisico.
ChatGPT ha detto:
Mastery learning: cos’è?
Iniziamo col dire che il Mastering Learning è una metodologia di apprendimento e insegnamento ideata da Benjamin Bloom. Essa si basa sulla scomposizione del contenuto informativo, ovvero delle conoscenze da trasmettere ai discenti, in pillole o in brevi spezzoni di informazioni e contenuti disciplinari più piccoli. Questo approccio è più semplice da assimilare, poiché utilizza parole e termini più semplici, offrendo così anche agli studenti meno capacitivi l’opportunità di comprendere. Inoltre, permette di suscitare in loro la tensione, la motivazione e i sentimenti più allineati con un corretto svolgimento della lezione, cercando di allontanare comportamenti inadeguati o inopportuni che potrebbero rendere inefficace la trasmissione dei contenuti.
Caratteristiche intrisiche
La principale caratteristica di questa metodologia è quella di creare e predisporre un ambiente favorevole all’apprendimento, facendo leva su un orientamento psicologico e motivazionale, suscitando la curiosità dell’allievo. Come già detto, una delle fasi principali consiste nel parcellizzare le informazioni. Indipendentemente dal punto di partenza, si lavora sulla predisposizione del contesto, indirizzando gli allievi verso l’apprendimento, creando un clima e un rapporto rispettoso e anche di simpatia. Questo non significa diventare intrattenitori degli studenti, ma rendere l’informazione più facilmente assimilabile, seguendo il loro metodo e stile di apprendimento, che può essere visivo, verbale o di altra natura, cercando di cogliere le loro caratteristiche.
Tralci di Benjamin Bloom:
Benjamin Bloom è stato un famoso psicologo educativo statunitense, nato nel 1913 e deceduto nel 1999. È noto principalmente per aver sviluppato la *Taxonomia di Bloom*, un modello che classifica gli obiettivi di apprendimento in diverse categorie cognitive.
– **Contributi principali:** La Taxonomia di Bloom (pubblicata nel 1956) suddivide le competenze cognitive in sei livelli gerarchici: Conoscenza, Comprensione, Applicazione, Analisi, Sintesi (più tardi ridenominata Valutazione nelle versioni successive) e Creazione.
– Obiettivo: Aiutare gli educatori a formulare obiettivi di apprendimento chiari e misurabili, oltre a pianificare curricula e valutazioni.
– Impatto: La sua teoria ha influenzato profondamente l’educazione, la progettazione didattica e le strategie di valutazione.
– Altre attività: Oltre alla taxonomia, Bloom ha lavorato su metodi di valutazione e sull’educazione differenziata.
L’utilizzo del mastering learning in una compagnia ginnica e di preparazione fisica
In un contesto come quello del Mastering Learning applicato all’attività fisica, si può pensare a un percorso basato sul personal training. La cosa non è errata se si considera il processo di individualizzazione e personalizzazione nello studio dello stile di apprendimento e nella guida allo sviluppo potenziale, come spiegato da Vygotsky.
Il punto fondamentale è fare un’anamnesi fisica, psichica e potenziale della persona. Si può trattare di un ragazzo, di un adolescente o di un adulto, valutando il suo passato motorio e sportivo, le esperienze sportive e non, e analizzando sia le capacità fisiche e organiche, sia quelle muscolari.
Come avviene l’anamnesi:
Il processo di anamnesi parte da un’intervista sulle esperienze sportive, sull’alimentazione e sulla routine quotidiana, spesso con molti dettagli da correggere o considerare. Dopo aver condotto questa prima intervista, si procede subito con una lezione di livello base o medio, per capire con chi si ha a che fare. Si valutano gesti di coordinazione, saltelli, coordinazione di braccia, gambe, tronco e capo, analizzando tutte le capacità coordinative.
Successivamente, si prendono considerazioni oggettive e soggettive, utili per valutare il soggetto e decidere come approcciare il percorso.
La programmazione:
La programmazione non segue un anno fiscale, ma si basa sul ciclo di vita, ovvero sulla crescita della persona. Come insegnanti, non si propone un semplice programma annuale o scolastico, che sarebbe una perdita di tempo, ma si pianifica un percorso a step, con obiettivi specifici, che possono richiedere anche una settimana, un anno o più.
Programmare sui obiettivi e rivalutare:
Per esempio, si può pensare a Federico, un giovane di 20 anni che non ha mai praticato sport in vita sua, né per suggerimento della famiglia né per vocazione personale.
Fondamentalmente, Federico non presenta difetti posturali o organici evidenti, e si rivolge a un professionista perché desidera stare in salute. Si propone un primo piano di allenamento di due volte a settimana, basato sull’apprendimento di esercizi di coordinazione e tonificazione muscolare (piegamenti, trazioni, squat, ecc.), con l’obiettivo di migliorare stabilità e core stability.
Dato che Federico non ha mai praticato attività fisica, si pensa di introdurlo gradualmente a una disciplina sportiva a sua scelta, affiancando l’allenamento con sovraccarichi e a corpo libero.
La programmazione si adatta progressivamente, valutando costantemente i progressi, i regressi e gli stati d’animo, per arrivare a una piena consapevolezza della propria coordinazione e livello di preparazione, e per scegliere insieme la disciplina sportiva più adatta, considerando anche fattori caratteriali, genetici e comportamentali.
Esempio con Francesco, bambino di 7 anni:
Fino a ora, Francesco ha praticato poco o nulla; i genitori desiderano un percorso che favorisca longevità e salute. Si tratta di una situazione di fantasia, ma rappresentativa di molte famiglie che vogliono il meglio per i propri figli.
Per esempio, si può pensare di farlo allenare tre volte a settimana con esercizi a corpo libero, come corsa, piegamenti, trazioni, esercizi pliometrici (salti, lancio di palle mediche), e successivamente introdurre esercizi con i pesi fondamentali (squat, stacco da terra, panca).
Se svolti in modo razionale, questi esercizi favoriscono una crescita naturale, rafforzano ossa e muscoli, e migliorano metabolismo e vitalità.
Metodologie da adottare
Nel primo caso, possiamo adoperare una metodologia abbastanza classica, con piccole modifiche sull’insegnamento degli esercizi a corpo libero. L’idea è di spezzettare l’esercizio, sia che si tratti di ginnastica sul posto, sia di un altro tipo di movimento. Per facilitare l’apprendimento, possiamo usare video o lavorare in smart working, dando dimostrazioni tramite video da guardare anche a casa.
Inoltre, è importante appuntare sia i progressi positivi che quelli negativi. La metodologia si basa sull’imparare facendo, utilizzando anche una strategia di ascolto attivo. L’obiettivo è incentivare il miglioramento, coinvolgendo il bambino sia emotivamente che cognitivamente.
Valuteremo anche il suo stile di apprendimento e come mette in pratica ciò che ha imparato. Poiché non conosciamo ancora il suo stile di apprendimento, utilizziamo diverse metodologie per capire su quale si concentra maggiormente. Questo è un esempio di come lavoriamo con Federico.
Per caso di Francesco essendo un ragazzo anzi un bambino che si sta approcciando ad un percorso di crescita Nell’allenamento che sicuramente porterà gli ottimi riscontri da un punto di vista salutistico Verrà effettuata una metodologia introducendolo in un piccolo gruppo come se fosse una Small class sei bambini adoperando anche un cooperative learning soltanto appunto il master learning spezzettando le informazioni e facendole introdurre poco alla volta il suo bagaglio motorio che si tratti di ginnastica sul postpiccoli sovraccarichi nell’esercizio esercitazioni libero eh nei giochi sportivi intensi e non stiamo parlando di palla avvelenata !.
Nel primo anno, vediamo che il piccolo Francesco ha difficoltà ad acquisire l’abitudine all’allenamento. Questo dipende dalla sua caparbietà, che si basa su ciò che gli piace fare, non su ciò che gli serve. Inoltre, essendo un bambino, procederemo con l’introduzione di piccoli giochi sportivi. Ovviamente, monitoreremo la sua maturazione e faremo modifiche in tempo reale, se necessario.
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Conclusione
Questo approccio con il mastering learning può sembrare poco strutturato a prima vista. Tuttavia, non ho voluto descrivere tutte le metodologie introdotte da altri pedagogisti e le loro correnti di pensiero. Altrimenti, saremmo andati troppo per le lunghe. Il nostro scopo è fornire uno spunto, utile per un approccio a uno stile di vita sano, come negli esempi riportati.
Mastering Learning percorso per la salute
Daniele
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