COME CONOSCERE LE RAGIONI DELL’INCONSCIO
COME CONOSCERE LE RAGIONI DELL’INCONSCIO
Siamo abituati a considerare l’inconscio il luogo del “primitivo”, dell’ “illogico”, del “folle, in contrapposizione alla coscienza, lucida e razionale. E se invece l’inconscio avesse “ragione”? Come possiamo conoscere le ragioni dell’inconscio?
La scoperta dell’inconscio
Il grande merito di Freud non è consiste nella scoperta dell’inconscio: il concetto di inconscio era infatti già noto da tempo. Di questo si sono occupati gli scrittori, i poeti e gli artisti.
Ne abbiamo un esempio nei poeti romantici all’interiorità, agli abissi oscuri e misteriosi dell’animo umano. L’inconscio romantico si basa sul predominio dell’emotività e della passione, in contrapposizione con la ragione e il trionfo della razionalità dell’epoca illuminista.
L’opera di Freud: come conoscere le ragioni dell’inconscio
Con “L’interpretazione dei sogni” (1899), Freud scopre che l’inconscio ha una logica: analizzando i meccanismi onirici, Freud individua dei processi logici che chiama “spostamento” e “condensazione”.
I processi inconsci manipolano il materiale del sogno, alterandolo e rendendolo simile ad un rebus. Conoscere questi meccanismi permette all’analista di ricostruire il materiale rimosso che ha dato origine al sogno, svelando il desiderio inconscio celato in esso.
Dopo Freud
Dopo la scomparsa del fondatore della psicoanalisi, gli analisti di scuola inglese torneranno a pensare l’inconscio, sulla scia delle influenze romantiche, come il luogo del primitivo, dell’emotivo e dell’irrazionale.
Nella loro concezione della psiche, era necessario “drenare” l’inconscio, svuotarlo, a favore di un rafforzamento dell’Io e della coscienza.
Freud aveva affermato: “L’Io non è padrone a casa propria”. I post freudiani invece cercano di stabilire questa sovranità.
L’opera di Lacan
Sarà Jacques Lacan, anni dopo la morte di Freud, a recuperare il vero spirito della sua opera: l’inconscio, non è quindi irrazionale, bensì enigmatico. Esso è piuttosto sede di una ragione altra, alternativa alla coscienza, che risponde ad una logica propria.
La tesi di Lacan è che “l’inconscio sia strutturato come un linguaggio”. Questo significa che l’inconscio risponde a delle leggi logiche, come la metafora e la metonimia.
Sulla base di questa similitudine, è possibile interpretare gli enigmi dei sogni e dei sintomi.
“Ritornare a Freud”
La ripresa lacaniana dell’opera di Freud, chiamata da Lacan stesso “ritorno a Freud”, rende giustizia al vero spirito della psicoanalisi: ascoltare ed interpretare l’inconscio permette al soggetto di far emergere il significato rimosso dei suoi sintomi.
Ecco il cuore freudiano della psicoanalisi che torna a pulsare: Lacan riporta al centro della pratica clinica il valore dell’inconscio come ragione.
La psicoanalisi torna, con Lacan, ad essere la pratica che ci mostra come conoscere le ragioni dell’inconscio
Solo ascoltandolo possiamo cogliere la nostra verità.
Per approfondire:
-Sigmund Freud – “L’interpretazione dei sogni” (1899);
-Massimo Recalcati e Antonio di Ciaccia – “Jacques Lacan, un insegnamento sul sapere dell’inconscio” (2000).
Come Riconoscere le ragioni dell’inconscio
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