The Beauty In The Beast: la sindrome di Aronne Piperno
The Beauty In The Beast: la sindrome di Aronne Piperno
La routine del “grazie ma no grazie”
Uno degli aspetti più ostici di questo lunghissimo viaggio è, come in ogni progetto artistico che si rispetti, quello finanziario.
Ammetto di aver commesso una grande leggerezza quando ho deciso di iniziare a lavorare a “The Beauty In The Beast” sottovalutando l’aspetto finanziario convinto che riuscisse ad accogliere facilmente il consenso degli investitori.
Annebbiato completamente dall’ “ogni scarrafone è bell’ a mamma soja” (per ogni mamma non esistono figli brutti), mi sono lanciato incurante ed impavido… Ho aperto un crowdfunding su una delle più importanti piattaforme italiane del settore con un epilogo drammatico: solo 10 euro! E si che il link l’ho inviato a tutti i miei contatti più stretti, amici e parenti.
Ho inviato mail ad un numero imbarazzante di aziende proponendogli sponsorizzazioni, ho contattato Fondazioni proponendogli partnership culturali. La risposta è: “grazie, il progetto è bellissimo, ma abbiamo già programmato i nostri investimenti e ti auguriamo in bocca al lupo”.
Se alla prima ci sono rimasto male, alla seconda ho capito l’andazzo, alla terza ho riso ricordando un film bellissimo del 1981 di Mario Monicelli con Alberto Sordi: Il Marchese del Grillo.
Una delle scene più belle di questo capolavoro è quella in cui il Marchese è invitato dal proprio amministratore a ricevere l’ebanista Aronne Piperno.
L’ebanista presenta “il conticino” ed il marchese: “Aronne tu lavori bene: bella la boiserie bello l’armadio, bella la cassapanca bello, bello tutto, bravo, grazie. “Adesso te ne poi anna’ […] Tu sei giudeo e i tuoi antenati falegnami hanno fabbricato la croce dove hanno inchiodato Nostro Signore Gesù Cristo. Posso esse’ ancora un po’ incazzato pe’sto fatto?”
Ovviamente il senso del rifiuto del pagamento da parte del Marchese ha una deriva completamente diversa dal mio progetto: egli vuole vedere se le ragioni di un plebeo valgono più dei soprusi che può fare un Marchese ricco e potente come lui (quanta amara attualità).
Però l’assonanza con le mail che ho ricevuto è fortissima: bello il progetto, belle le foto, bello tutto, bravo…ma adesso te ne poi anna’.
Conclusione
Comunque, seppur con un sorriso amaro sulle labbra, seppur senza un euro in tasca, io il progetto non lo fermo, perché sono convinto che questo scarrafone non sarà bello solo per me!
The Beauty In The Beast: la sindrome di Aronne Piperno
Lervo
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