La trasformazione di Giorgia nel Bodybulding Natural
Dal cardio come punizione al Palco come conquista: La trasformazione di Giorgia nel Bodybulding Natural e il suo approcio consapevole alla preparazione agonistica
Sono Giorgia ho quasi 26 anni e lavoro/pratico nel mondo delle palestre da quando avevo 18 anni. Tutto è iniziato perché i miei genitori mi hanno trasmesso questa passione essendo loro personal/istruttori fitness.
Ho iniziato ad allenarmi quando soffrivo di disturbi alimentari e vedevo la palestra come una punizione, come un “vado per bruciare tutte le calorie che ho ingerito”. Non è stato un bel periodo e mi ricordo che facevo tantissimo cardio. Quando poi ho iniziato a lavorare in palestra come receptionist mi sono sempre appassionata di più, e appena sono stata seguita ho visto i veri cambiamenti: mangiavo tanto e costruivo tanto tutto perfetto. Nel 2023 il mio ex coach mi chiese ” hai mai pensato all’idea di gareggiare?” Io non ne capivo niente, anche se sono stata sempre determinata come persona ( perché comunque non saltavo mai i miei allenamenti) non sapevo a cosa andavo incontro.
Ho avuto esperienze “sbagliate” che mi hanno portato a fare le mie prime due Competizioni in NBFI riuscendo a fare le mie prime due esperienze arrivando anche ai Nazionali a Firenze.
Poi ho conosciuto ( il mio attuale coach) e con lui ho avuto una visione completamente diversa e un vivere la preparazione completamente differente senza nemmeno troppe privazioni, arrivando al mio esordio in AINBB quest’anno e classificandomi terza a rimini wellness.
Qual è l’approccio mentale più sano da adottare durante una preparazione gara per evitare che diventi un’ossessione? Per mantenere un equilibrio tra obiettivi agonistici e benessere mentale.
Viverla con serenità, non come punizione, ma accettando il percorso e chiedersi sempre il perché lo si fa. Accettando anche che il corpo e la condizione da gara non è sostenibile a lungo termine
Come gestire il picco di stress nei giorni precedenti alla gara senza compromettere la performance sul palco? Per rimanere lucidi e presenti mentalmente nei momenti più delicati.
Dipende tanto dalle persone. Io ad esempio mi riposavo tanto e facevo cose che mi rendevano felici e non mi stressavo troppo.
Quali sono i segnali fisici o mentali da ascoltare per capire se il proprio corpo ha bisogno di recupero durante la preparazione? Per evitare il burnout fisico e mentale.
Mentalmente durante la preparazione (soprattutto negli ultimi mesi) hai tanti sbalzi d’umore per via della fame e della stanchezza, fisicamente è ancora più dura perché lo senti che il corpo è arrivato e non ce la fa più.
Quanto è importante avere un coach che valorizzi il percorso e non solo il risultato? Come riconoscere il coach giusto per sé? Per distinguere un approccio costruttivo da uno potenzialmente tossico.
Tantissimo quanto è importante trovare il coach giusto. Bisogna trovare una persona che non ti tratti come un numero, che ti dà scheda di allenamento ed alimentazione e basta ma una persona con la quale crei un legame, forte empatia e stima reciproca.
Come affrontare il post-gara senza cadere in sensi di colpa o disorientamento, soprattutto se si proviene da un passato di disturbi alimentari? Per mantenere un rapporto sano con il cibo e l’allenamento anche dopo l’evento.
Accettarsi sempre e accettare il fatto che il corpo cambia come appunto dicevo prima la condizione da gara è solo per quei giorni. Accettare che senza la fase di bulk, senza fase di costruzione non arrivi da nessuna parte e capire che il cibo o comunque la dieta non dev’essere vista come punizione bensì come stile di vita. Ed usare l’aumento dei carboidrati per tornare a spingere bene in palestra e in generale per tornare più energica
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La trasformazione di Giorgia nel Bodybulding Natural
Alessandro
Redazione The Digital Moon
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