LA FAMIGLIA DEL BOSCO E IL SENSO DEL LIMITE
LA FAMIGLIA DEL BOSCO E IL SENSO DEL LIMITE
L’opinione pubblica in queste settimane è stata integralmente catturata dalla vicenda della cosiddetta “famiglia del bosco”; molti si sono spesi in riflessioni sull’appropriatezza di metodi di vita ed educativi alternativi ma una questione resta centrale ma trascurata: dov’è il senso del limite?
I FATTI
Partiamo da una breve riepilogazione dei fatti.
A seguito di un accesso al pronto soccorso per una intossicazione alimentare, tre bambini di una coppia anglo australiana vengono allontanati dalla loro casa nel bosco. I bambini vengono affidati ad una casa famiglia, accessibile alla madre.
La relazione dei servizi sociali sottolinea l’inadeguatezza e la mancata agibilità della casa nel bosco, priva di servizi igienici, di elettricità e di acqua corrente. Inoltre si denuncia l’isolamento sociale al quale i minori sono costretti anche a causa del regime educativo di “home schooling” scelto dai genitori.
IL RUOLO DELLO STATO
In questa faccenda, lo Stato interviene nell’ottica della tutela dei minori, attraverso l’intervento di istituzioni, come gli assistenti sociali e il tribunale, che tecnicamente tentano di dirimere la questione. Tuttavia, la situazione sfugge di mano.
IL RUOLO DEI MEDIA
Potremmo indicare nella grande attenzione mediatica e quindi nell’inevitabile svolta pubblica della faccenda il momento decisivo di questa storia per il ruolo dei media tradizionali e social. La politica, la stampa e i commentatori si sono azzuffati nel tentativo di attaccare, giustificare, offrire pareri sulla faccenda.
Al centro del dibattito, abbiamo il primato dei genitori sull’educazione dei figli, sulle scelte di vita e di crescita.
Si tratta di un tema secolare, con al centro il confine tra dimensione singolare e privata e il ruolo dello Stato.
Non voglio entrare nel merito della questione, proprio in virtù del senso di questo articolo; mi limito a sottolineare un punto: dov’è il senso del limite?
IL SENSO DEL LIMITE
Come abbiamo visto, si tratta di una vicenda che mescola aspetti tecnici e legali con altri politici, filosofici e sociali. Per questo è necessario capire dove sia il confine tra questi, facendo riferimento al senso del limite.
Il nostro rapporto con il sapere con la realtà è di per sé insufficiente: non possiamo sapere tutto, non possiamo intervenire su tutto, non possiamo capire tutto.
A questa insufficienza spesso si risponde con la sindrome della “tuttologia”, cioè la convinzione difensiva di poter, invece, intervenire su qualsiasi ambito della realtà.
Ecco allora che i media tradizionale moderni diventano l’arena nella quale si combatte una battaglia politica e sociale che dimentica l’unica questione davvero importante.
Ovvero: qual è il bene dei bambini?
CONCLUDENDO SULLA FAMIGLIA DEL BOSCO E SUL SENSO DEL LIMITE
Chi deve intervenire? L’impossibilità emotiva di fare i conti con i limiti del sapere dell’azione si scontra con la distanza emotiva che la dimensione della tecnica porta con sé.
La vicinanza il calore familiare vincono su la fredda e dura dimensione della legge. La mobilitazione sociale a tutela della famiglia riguarda proprio questo aspetto;
l’idea stessa che la famiglia in quanto tale sia luogo di calore vince sul freddo sapere della legge e della scienza, condannata a rimanere emotivamente distante.
Accettare il limite implica uno sforzo mentale e una consapevolezza di sé che l’emotività spesso rifiuta. Intervenire riflette infatti una primitiva ma efficace strategia per tamponare l’angoscia che l’impotenza determina.
In questo senso, la politica ha cercato di fare leva sulla dimensione emotiva della tutela del calore familiare. Tutto questo per contrapporsi ai servizi, visti come freddi e grigi burocrati.
Da una parte, quindi abbiamo la dimensione emotiva da proteggere contrapposta alla disumana razionalità.
Messa in questi termini, la vicenda non poteva che prendere una piega favorevole ai due genitori. Tutto questo al di là di ogni valutazione nel merito della questione.
LA FAMIGLIA DEL BOSCO E IL SENSO DEL LIMITE
Gianfranco Ricci
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