Intervista a Leonardo Sarti: Riflessioni sul Viaggio
Intervista a Leonardo Sarti: Riflessioni sul Viaggio
Un’educazione Senza Confini
Quando pensiamo al viaggio, immaginiamo aerei, mete lontane, valigie. Ma poi ci sono esperienze che non trovi nei cataloghi: una gomma bucata in Val d’Orcia, una chiacchierata con un casaro al mercato, un tramonto visto da una panchina mentre aspetti che qualcuno passi.
In questa intervista condivido episodi semplici che mi hanno insegnato più di tante lezioni scolastiche. Luoghi veri, persone vere, domande vere. Perché il viaggio non ha sempre bisogno di chilometri: a volte bastano pochi passi e occhi nuovi per cambiare il punto di vista.
Quale imprevisto hai affrontato durante un viaggio che ti ha insegnato una lezione importante sulla resilienza?
Una volta, in Val d’Orcia, ho bucato una gomma nel mezzo di una strada bianca. Niente campo, niente officine.
Ero da solo, con un paesaggio da cartolina e nessuna soluzione immediata.
Dopo l’ansia iniziale, mi sono seduto su un muretto e ho iniziato a osservare: le colline, il vento, il silenzio. Dopo un’ora è passato un contadino con un vecchio trattore. Mi ha aiutato e, nel frattempo, mi ha raccontato la storia di quella terra.
Ho imparato che a volte gli imprevisti ti fermano solo per farti guardare meglio dove sei. E che la resilienza non è solo “resistere”, ma anche saper respirare.
In che modo le interazioni con persone di culture diverse hanno ampliato la tua comprensione del mondo e di te stesso?
Una delle conversazioni più semplici ma illuminanti l’ho avuta con un uomo al mercato di Pienza.
Venditore di formaggi, mi ha spiegato in pochi minuti cosa vuol dire “essere parte di un luogo”.
Parlava del territorio come se fosse un parente: con rispetto, affetto e un pizzico di fatica. Mi ha fatto riflettere su quanto le culture siano vive, non solo da visitare ma da ascoltare.
Ogni volta che entri in contatto con un’altra realtà, se lo fai con curiosità e umiltà, impari qualcosa anche su te stesso.
Se potessi consigliare al tuo “te” più giovane un approccio mentale da adottare durante i viaggi, quale sarebbe e perché?
Direi al me più giovane di lasciarsi sorprendere.
Di non avere paura di cambiare idea, di perdere una strada, di sbagliare.
Ogni errore in viaggio è un’esperienza che ricorderai, e spesso sono proprio quelle a rendere tutto più vero.
Il viaggio non è una gara a chi fa di più, ma una scoperta continua di chi sei mentre ti muovi.
Quali sono alcune esperienze di viaggio che consideri più significative rispetto alle tradizionali lezioni apprese a scuola?
Dormire in un agriturismo sperduto dove il riscaldamento non funzionava ma la zuppa era la più buona della mia vita.
Scambiare due parole con chi raccoglieva le olive al mattino.
O semplicemente perdersi in un sentiero e ritrovare la strada grazie a un cane randagio.
Esperienze così ti insegnano ad adattarti, a osservare, ad ascoltare. Cose che nessuna aula scolastica ti insegna davvero.
Ritieni che il viaggio favorisca una forma di educazione più autentica rispetto all’istruzione formale? Puoi spiegare il tuo punto di vista?
Il viaggio è una scuola senza pareti e senza orari. Ti mette alla prova in modo diretto, a volte spiazzante.
L’istruzione formale è importante, ma spesso è teorica.
Viaggiando impari davvero cosa significa comunicare, aspettare, osservare.
Ed è lì che cresci, senza nemmeno accorgertene. Nessuna lezione a scuola mi ha insegnato a fidarmi di uno sconosciuto o a ridere di un imprevisto.
Intervista a Leonardo Sarti: Riflessioni sul Viaggio
Redazione The Digital Moon
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