Intervista Gaya Germinario: Diritto e Imprenditoria
Intervista Gaya Germinario: Diritto e Imprenditoria
Cosa rappresentano per te il diritto e l’imprenditoria?
Il diritto per me ha rappresentato e rappresenta una delle forme di passione/ossessione e di curiosità che mai credo proverò per altri tipi di professioni o attività.
Sono nata, tuttavia, in una famiglia di medici e imprenditori, e quest’ultima categoria mi ha sempre affascinato. Ti consente di conoscere molte persone, di rapportarti a un mondo fatto di montagne russe, quali sono appunto gli investimenti. Ma ognuno, poi, sceglie come vuole vivere.
Il diritto mi dà calma e quiete; l’imprenditoria una sorta di adrenalina che può essere tradotta così: “Oggi hai tutto, domani puoi non avere nulla.” Due mondi diversi che divido in fasi della giornata. La mattina sono imprenditrice, il pomeriggio divulgatrice di diritto, la sera mi aggiorno in tutti e due gli ambiti con libri di ogni genere, senza dimenticare l’importanza e la cura della mia salute mentale, che coincide con i semplici e genuini divertimenti di una donna della mia età.
Com’è il panorama attuale per i giovani professionisti del diritto?
Partiamo dal presupposto amaro, ma allo stesso tempo vero e sincero, che il mondo del diritto tout court è chiuso alle nuove leve, soprattutto se si tratta di esercitare privatamente e individualmente la professione forense, cioè esercitare come avvocati.
Negli studi legali associati, invece, si può anche essere inseriti, ma si è sottopagati. Per quanto si possa amare la libera professione, nessuno si alza la mattina lavorando per la gloria — quanto meno per la mera sopravvivenza — e, a volte, nemmeno quest’ultima si raggiunge con facilità.
Ho scelto anche e soprattutto la divulgazione gratuita del diritto perché i costi da sostenere in questo percorso sono molto alti, e le famiglie, fino ai 30 anni, si trovano a dover fornire elevato sostegno economico ai figli.
Avrei voluto che tanti professionisti mi affiancassero con meno spocchia e più volontà di insegnarmi qualcosa, illo tempore, quando ero ancora una praticante o tirocinante. Ma non è stato sempre così, seppur abbia incontrato anche professionisti che, in termini sia professionali che umani, mi hanno lasciato davvero tanto e hanno contribuito a realizzare la donna che sono oggi.
Per questo motivo, e non solo, voglio fare la differenza ed essere un punto di riferimento per i giuristi del domani, senza pensare che la speculazione sia l’unico modo di lavorare nel mondo della divulgazione e dell’insegnamento del diritto o in qualsiasi altra realtà lavorativa.
Il diritto è davvero un mondo elitario?
Il mondo giuridico è elitario perché lo rendono tale solo alcuni professionisti.
Ognuno adotta le sue strategie di marketing nel mondo social, e sono proprio queste strategie a far cadere in inganno il giurista “meno avveduto”.
Io credo, invece, che i social debbano essere sfruttati nella loro accezione positiva, e debbano essere semplici e accessibili a chiunque. Arrivare a tutti è già difficile; io, invece — come spesso ho detto e scritto nei miei post e nel mio ultimo libro di diritto processuale penale — vorrei andare “oltre”, che comunemente è un posto per pochi.
Come hai maturato le competenze per gestire anche la tua realtà imprenditoriale?
Il diritto commerciale e la contabilità aziendale, all’inizio, erano poco approfonditi nel mio percorso universitario, al netto di economia politica.
Grazie a corsi mirati aziendali che ho frequentato con grande interesse in questi anni, ho potuto ampliare la mia start-up e occuparmi io stessa della contabilità.
Può sembrare poco, ma in una realtà imprenditoriale che porta 6 milioni e mezzo annui di fatturato, è tutto. Non bisogna vivere di manie di controllo, ma nemmeno essere ignari della realtà aziendale che si crea e nella quale si lavora come “leader”.
Delegare ed avere una squadra vincente è un bene. Saper fare un po’ tutto è un lusso che bisogna imparare ad acquisire e, quindi, poi, a concedersi.
Sicuramente anche la conoscenza del diritto amministrativo — come partecipare a una gara di appalto, conoscere i regolamenti UE sul commercio, sul trust — è fondamentale. Se vuoi ottenere anche una minima autorizzazione come il BOLLO CEE, che nella mia realtà imprenditoriale è il “passaporto” unico per importare ed esportare bestiame da paesi dell’Unione Europea, devi aver acquisito tutte queste conoscenze non solo sulla carta (la cosiddetta teoria), ma anche nella pratica, relazionandoti con vari enti territoriali e istituzioni come la Regione Puglia, il TAR, ecc.
Come vivi il rapporto tra divulgazione, editoria e presenza online?
I consiglieri di Stato e le case editrici sono per me fonte di ricchezza culturale, giuridica ed umana.
Pubblicare un video per una scuola di alta formazione giuridica, piuttosto che per una casa editrice, richiede tempo per chi è ancora in fasce e non ha ancora acquisito la giusta dimestichezza con l’utilizzo dei social.
Dalle mie reti social si evince chiaramente che non curo il lato estetico esasperandolo come, giustamente, fanno le fashion blogger. Io curo i contenuti, più che altro, e questi riesco a registrarli in poco tempo. Quindi, mi so organizzare abbastanza bene, ad oggi.
In azienda, invece, il mio “tallone d’Achille” è proprio la mia rete di collaboratori. Siamo una famiglia. Non mi sono mai posta in una posizione di comando: non avrebbe senso e non rispecchierebbe il vero modo di fare imprenditoria e di lavorare in gruppo, perseguendo tutti un solo obiettivo — la crescita dell’azienda, nonché la sua espansione territoriale.
Io porto il caffè ai miei dipendenti, la colazione, li gratifico perché il lavoro va riconosciuto, non solo preteso.
Chi lavora con me deve sentirsi a suo agio e deve sentire di alzarsi la mattina per uno scopo preciso, e non certo per mero dovere o per portarsi la “famosa” pagnotta a casa.
Le più grandi conquiste si raggiungono tutti assieme. Chi spera di farlo “comandando” o utilizzando il potere per controllare l’altrui operato, non dovrebbe proprio aprire un’attività nel 2025, a mio modesto avviso.
Intervista Gaya Germinario: Diritto e Imprenditoria
Redazione The Digital Moon
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