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Intervista ad Angelica Rubino: Dalla Fantasia all’erotico

Intervista ad Angelica Rubino: Dalla Fantasia all’erotico

Il tuo esordio è avvenuto molto presto, con racconti premiati e i primi libri già nel 2013: cosa ricordi di quel periodo e cosa ti ha spinta a pubblicare così giovane?

Ciao! In realtà io credo di aver iniziato anche tardi se penso che la mia passione per la lettura è nata alle elementari! Da bambina la maestra Lidia voleva che partecipassi a un contest scolastico, ma io mi vergognavo. Poi, a diciotto anni, sentii per la prima volta in TV il caso di Alfredino Rampi e decisi di onorarlo con un racconto che poi mandai al premio letterario internazionale Moica. Il racconto arrivò secondo e da lì presi la carica. Il mio primo libro, il fantasy per ragazzi Jeremy Jenkhins e il fiore della montagna perduta, lo dedicai proprio alla mia maestra. Perché sei un essere speciale è arrivato un mese dopo, ma solo perché il lavoro di editing fu più corto!

I tuoi romanzi spaziano da racconti per ragazzi fino a thriller erotici: come riesci a gestire questa versatilità senza perdere la tua identità autoriale?

Il primo libro parte da un sogno. In quel periodo guardavo la serie TV Merlin ed ero in fissa con il fantasy. Con il tempo mi è venuto naturale sperimentare altri generi. Il sesso è parte integrante della vita della persona, e non parlo solo di sesso negli ultimi due libri. Parallelamente e saltuariamente tengo un progetto lettura per bambini: perché una cosa non può escludere l’altra? Un bambino non avrà mai in mano un mio libro che parla di sesso, a meno che non glielo compri un adulto.

Quale differenza senti, come scrittrice, tra pubblicare con una casa editrice e autopubblicare su Amazon?

Anche Amazon è a suo modo una casa editrice, ma hai più controllo sulle vendite. E poi ormai le case editrici piccole e medie sono tutte a pagamento. Le grandi ti considerano solo se sei già famoso. Io ho sempre pensato: non dovrebbe essere la casa editrice a sponsorizzarti? È tutto un disastro.

Il premio internazionale MittAffett è stato per te un traguardo importante: cosa ha significato a livello personale e professionale?

È stato uno dei giorni più belli della mia vita. Sono arrivata prima per la prima volta e, oltre a un premio in denaro, mi è stata regalata una notte in un hotel per me e un’altra persona. Umanamente è stato gratificante perché il racconto parlava della depressione.

Guardando al futuro, quali generi o progetti letterari ti piacerebbe esplorare che ancora non hai affrontato?

Magari un fantasy per adulti, chi lo sa?


Intervista ad Angelica Rubino: Dalla Fantasia all’erotico
Redazione The Digital Moon

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