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Intervista ad Andrea Riccio: La voce dello sport

Intervista ad Andrea Riccio: La voce dello sport


Quanto hanno inciso gli anni difficili del bullismo nella costruzione dell’uomo e del professionista che sei oggi?

Hanno inciso tantissimo. Il bullismo ti toglie sicurezza, ti fa sentire sbagliato, ma se riesci a non spezzarti ti lascia anche una sensibilità diversa. Io ho imparato presto cosa vuol dire stare dall’altra parte, sentirsi escluso e non ascoltato.

Oggi questa esperienza è parte del mio modo di lavorare: cerco sempre la persona prima del personaggio, l’uomo prima del ruolo. Credo che senza quegli anni non avrei la stessa empatia né lo stesso bisogno di verità in quello che racconto.


Cosa ti ha insegnato il lavoro iniziato così giovane al fianco di tuo padre?

Mi ha insegnato il valore delle cose vere. Lavorare da giovane, e farlo con mio padre, mi ha fatto capire cosa significa sacrificarsi, guadagnarsi il rispetto e non dare nulla per scontato.

È stata una scuola di vita durissima ma fondamentale: mi ha tolto molte illusioni, però mi ha dato una base solida. Ancora oggi porto con me quella mentalità: se vuoi qualcosa, devi meritartela ogni giorno.


Quando hai capito che lo sport sarebbe diventato non solo una passione, ma anche il tuo modo di raccontare il mondo?

Quando ho smesso di guardarlo solo come tifoso e ho iniziato a viverlo da dentro. Stadi, eventi, dietro le quinte, persone. Ho capito che lo sport è una lente potentissima per raccontare la vita: la pressione, la caduta, la rivincita, la paura di sbagliare.

In quel momento mi sono reso conto che non volevo solo commentare una partita, ma raccontare cosa c’è dietro una carriera, un risultato, una scelta.


In cosa SHOT SPORTS si differenzia davvero da un’intervista tradizionale o da un semplice podcast sportivo?

SHOT SPORTS non nasce per fare domande, ma per creare uno spazio sicuro. Non cerco la frase a effetto o il titolo facile: cerco verità. Gli ospiti non sono lì per promuovere qualcosa, ma per raccontarsi. Si parla di sport, certo, ma anche di errori, pressione, famiglia, fragilità. È questo che lo rende diverso: non c’è un copione, c’è una conversazione reale.


Guardando al futuro, qual è l’evoluzione che immagini per te e per il progetto SHOT SPORTS?

Mi vedo in continua evoluzione, senza snaturarmi. SHOT SPORTS crescerà, cambierà forma, avrà sempre più spazio e sempre più voci, ma resterà fedele alla sua identità. Il mio obiettivo non è fare numeri a tutti i costi, ma costruire qualcosa che duri nel tempo.

Voglio continuare a raccontare lo sport e le persone con rispetto, profondità e autenticità. È l’unico modo che conosco.


Intervista ad Andrea Riccio: La voce dello sport

Redazione The Digital Moon

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