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Intervista ad Alex: Il gaming come passione-crescita e professione

Intervista ad Alex: Il gaming come passione-crescita e professione


Nel tuo racconto spieghi come il gaming sia molto più di un passatempo, evidenziando la sua capacità di unire persone diverse e trasformare le connessioni online in legami autentici. Qual è stata l’amicizia o l’incontro nato in lobby che ha segnato maggiormente la tua vita reale e la tua crescita personale?

Ho avuto poche occasioni di incontrare di persona gli amici conosciuti online, poiché, giocando in lobby, siamo generalmente distribuiti in diverse zone d’Italia. Tuttavia, con alcune persone che vivono nella mia area ho avuto modo di approfondire il rapporto nato virtualmente, trasformandolo in un’amicizia anche nel mondo reale.


Il tuo ingresso nel panorama competitivo avviene nel 2020, passando da titoli storici come PES e FIFA alle eSports academy di vere società calcistiche. Come è stato l’impatto con un ambiente societario reale e in che modo la pressione della competizione professionale ha cambiato il tuo modo di stare davanti allo schermo?

Ho vissuto momenti di forte pressione davanti allo schermo, ma grazie al lavoro svolto con un mental coach ho sviluppato una maggiore capacità di autocontrollo e gestione emotiva. Nel competitivo, infatti, la differenza spesso la fa la tenuta mentale. Restare concentrati per tutta la durata della partita ed evitare di lasciarsi condizionare da episodi negativi è fondamentale. Anche quando stai giocando bene, un gol subito allo scadere del primo tempo può provocare frustrazione e alterare il tuo stato mentale. Essere in grado di mantenere equilibrio, lucidità e fiducia nei propri mezzi permette invece di continuare a esprimersi al meglio e restare competitivi fino all’ultimo minuto..

Ho capito che era arrivato il momento di smettere quando ho realizzato che volevo dedicarmi ad altri progetti che non richiedessero un impegno così totalizzante. La carriera da player professionista è estremamente impegnativa: tra tornei, competizioni, fiere ed eventi, richiede una grande quantità di tempo, energia e sacrifici. Inoltre, ho preso consapevolezza del fatto che le nuove generazioni stanno alzando sempre di più il livello competitivo. Oggi molti ragazzi di 15 o 16 anni arrivano sulla scena con capacità e tempi di adattamento incredibili, e questo rende il contesto ancora più competitivo rispetto al passato.

Per quanto riguarda UFL, la mia sfida più grande nel far crescere la community è mettere la mia esperienza al servizio delle persone. Il mio obiettivo non è solo aiutare i giocatori a migliorare all’interno del gioco, ma anche creare relazioni autentiche e durature, costruendo una community fondata sul rispetto, sulla condivisione e sui rapporti umani che vanno oltre il semplice aspetto competitivo.


    La collaborazione come content creator con un colosso hardware come ASUS ROG Italia rappresenta un enorme traguardo professionale. Cosa ha significato per te ricevere la fiducia di un brand così iconico nel mondo del gaming e come integri la promozione dei loro prodotti nelle tue dirette quotidiane senza perdere la tua spontaneità?

    Fin da piccolo ho sempre nutrito una grande passione per la tecnologia e l’elettronica, per questo motivo sono particolarmente orgoglioso di poter rappresentare il brand ASUS. Fin dal primo momento mi sono sentito accolto e valorizzato dal team, che ha dimostrato grande disponibilità e supporto fornendomi attrezzature, abbigliamento e diversi gadget ufficiali.

    Attraverso le mie live e i miei contenuti sui social media, promuovo regolarmente le iniziative e le offerte dedicate alla community, mettendo a disposizione il mio codice sconto riservato ai content creator e contribuendo a creare un collegamento diretto tra il brand e il pubblico. Essere un content creator per ASUS rappresenta per me motivo di grande soddisfazione e gratitudine. Questa collaborazione mi stimola costantemente a migliorarmi, a crescere professionalmente e ad ampliare sempre di più il mio percorso nel mondo della creazione di contenuti.


    Dichiari con fermezza che il gaming non è una perdita di tempo, ma un incubatore di opportunità concrete e carriere. Se ti trovassi davanti a un genitore o a un critico ancora scettico verso questo mondo, quali sono i tre valori fondamentali che, grazie alla tua esperienza, dimostrano il valore educativo e professionale dei videogiochi?

    Ai genitori vorrei dire di non considerare i videogiochi esclusivamente come una semplice forma di svago o una perdita di tempo. Se vissuti con equilibrio e responsabilità, possono diventare un’importante occasione di crescita personale, socializzazione e sviluppo di competenze. Da una passione per il gaming possono nascere amicizie sincere e durature, esperienze formative e, in alcuni casi, persino opportunità professionali. Oggi molti giovani hanno trasformato le proprie passioni in percorsi di studio, carriere e lavori concreti.

    Per questo motivo, il mio consiglio è quello di accompagnare i propri figli nelle loro passioni, cercando di comprenderle e di condividerle quando possibile. Piuttosto che vietare o limitare a priori il tempo dedicato ai videogiochi, è importante instaurare un dialogo costruttivo e trovare il giusto equilibrio tra divertimento, studio, attività sportive e vita sociale. Conoscere ciò che appassiona i propri figli è uno dei modi migliori per sostenerli nella loro crescita e aiutarli a sviluppare i propri talenti e interessi.


    Sei passato dall’essere un player competitivo di PES e FIFA all’essere il volto streaming di UFL e ASUS ROG. Qual è la cosa che ti manca di più della cabina di regia del pro-player e cosa invece ami della tua nuova vita da creator?

    Sicuramente sento la mancanza dell’aspetto competitivo: i tornei, la ricerca della vittoria insieme al team e, soprattutto, la vita di squadra. Mi mancano i momenti condivisi, sia quelli positivi che quelli più difficili, così come le riunioni, gli allenamenti e tutto ciò che ruota attorno alla figura del giocatore professionista.
    D’altra parte, il percorso da content creator mi sta dando grandi soddisfazioni.

    Questa nuova esperienza mi permette di esprimere al meglio la mia creatività attraverso contenuti sempre più coinvolgenti e di qualità, contribuendo al tempo stesso ad avvicinare nuovi utenti al mondo del gaming. Un esempio concreto è il crescente interesse verso UFL: molti giocatori stanno scoprendo e provando questo titolo anche grazie al lavoro di divulgazione e promozione svolto dai content creator, che stanno supportando attivamente il progetto.


    Intervista ad Alex: Il gaming come passione-crescita e professione

    Redazione The Digital Moon

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