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Intervista a Nubia Da Silva: Il mondo urban

Intervista a Nubia Da Silva: Il mondo urban


Qual è stato il momento in cui hai sentito che la danza Urban non era solo uno stile, ma una vera scelta di vita? Racconta cosa ti ha fatto capire che non potevi più ignorare quella chiamata.

Sono partita dal mondo coreografico, per poi staccarmi ed entrare nel mondo del freestyle. Dopo anni che fai sempre la stessa cosa e non vedi miglioramenti, capisci che sei arrivato ad un punto in cui devi cambiare qualcosa… che sia scuola, metodo di allenamento o provare una parte della danza che viene sottovalutata tanto ovvero il freestyle.

Ero arrivata a quel punto, dove mi sono resa conto che io volevo rendere la danza la mia professione e che non stavo più crescendo, perciò ho sentito quella necessità di andare a studiare più profondamente i vari stili che fanno parte del mondo Hip Hop e dell’Urban.

Da lì mi sono trasferita a Roma e il mio modo di vedere la danza è cambiato completamente: non era più solo coreografia, ma c’era molto di più… tecnica, foundations, storia e da lì ho capito che l’Urban è anche un modo di vivere..


Cosa hai dovuto “lasciare” di te per fare spazio alla Nubia che danza oggi?

Ho dovuto praticamente lasciare tutto: ho lasciato la famiglia, il fidanzato e la Nubia che credeva che esistesse solo quel mondo. Nel momento in cui poi mi sono trasferita, li mi è crollato il mondo addosso proprio perché pensavo di sapere ballare hip hop, ma alla fine ho scoperto di non essere in grado.. perciò ho dovuto lasciare tutte le mie convinzioni, tutto ciò che credevo di sapere e affidarmi a persone nuove e competenti.


Hai mai avuto paura di non essere abbastanza o di non appartenere davvero alla cultura hip hop? Come hai affrontato quel dubbio?

Purtroppo è un dubbio che ho avuto per molto tempo, ma finalmente ho dato una risposta a questa domanda. Inizialmente non ero per niente hip hop.. non ascoltavo rap, non avevo idea della knowledge che c’è dietro, non sapevo cosa fosse un vinile.. in pratica sapevo un decimo di quello che ora so sull’Hip Hop. Ma fortunatamente ho avuto delle guide che mi hanno portata a scoprire cosa fosse il vero Hip Hop. Ora ti posso dire che sì, mi sento hip hop.

L’Hip Hop è una cultura, è un modo di vivere e attualmente ci sto completamente dentro: ho studiato la storia, ho iniziato a toccare i vinili , ho iniziato a scratchare, ho la musica nelle orecchie h24 e sono una Bgirl (la prima danza hip hop: il breaking). Quel dubbio quindi l’ho affrontato cercando di conoscere, di fare ricerca, di essere seguita da persone che lo vivono tutti i giorni e allora solo lì capirai se davvero sei hip hop o no.


In che modo l’Urban Dance ha contribuito alla tua crescita personale, oltre che artistica?

Questa è una domanda difficile ma cercherò di dare una risposta. A livello personale, studiare le danze Urban mi ha aiutata a maturare su tanti aspetti, soprattutto a livello di disciplina. Mi ha fatto capire che la danza è un linguaggio: il nostro corpo è la parola, il movimento è la frase, perciò se tu non hai vocaboli, ovvero le foundations e la tecnica, non puoi comunicare.

Mi ha fatto capire quanto la danza possa essere uno strumento potentissimo. Ho imparato a credere di più in me stessa, mi ha aiutata nei momenti di difficoltà, ho capito cosa significa essere e vivere in una comunità; ho capito quanto ti devi fare la pellaccia dura certe volte per non mollare. Parlando di disciplina, studiare queste danze mi ha portata a capire quanto davvero bisogna allenarsi per far in modo che qualcosa ti esca, soprattutto nel breaking… ripetere costantemente uno stesso movimento affinché possa diventare naturale; mi ha dato costanza: ogni giorno mi alleno per almeno 3/4 ore e quando posso vado a seguire corsi di altre persone.

Mi ha dato ciò che prima non avevo: la soddisfazione. Quanto è bello quando dopo mesi che alleni quello step, ti esce.. è un’emozione indescrivibile. Ma quello che è più importante è che grazie all’Hip Hop vero e puro sono riuscita a trovare me stessa, perché non ballo più per conto di qualcun altro, ma ballo per esprimere le mie emozioni, ballo per me stessa.


Cosa diresti oggi a una persona che ama l’hip hop ma ha paura di mollare ciò che conosce per inseguire ciò che sente?

A quella persona direi che nella vita è meglio avere rimorsi che rimpianti, che la vita è una e va vissuta. Il nuovo spaventa sempre, ma una volta che ci entri.. posso assicurare che non ne esci più. L’Hip Hop ti fa scoprire chi sei davvero: tu sei un performer o sei un ballerino? Ti piace eseguire o vuoi iniziare ad essere te stesso? Ti pone davanti delle domande e tu li riuscirai a scoprire che persona sei. Inoltre se ciò che fai adesso ti fa sentire insoddisfatto o infelice, perché continuare?

Anzi la maggior parte delle persone molla la danza perché pensa che non ci siano altre soluzioni.. ma in realtà ci sono sempre soluzioni: cambiare ambiente, cambiare insegnanti, studiare in un’accademia anziché in una scuola di provincia, fare ricerche ed entrare a fare parte della comunità del tuo stile; tutti abbiamo iniziato lasciandoci le spalle qualcosa e con l’ansia di non arrivare dove volevamo, ma quello che mi ha insegnato L’Hip hop è avere speranza. La speranza è un segno di forza, non di debolezza. Bisogna sempre avere speranza nella vita se no che vita felice vuoi avere? Perciò il mio consiglio è insegui il tuo sogno e non permettere alla paura di vincere, ma anzi reagisci e vedrai che non ti pentirai mai della scelta presa.


Intervista a Nubia Da Silva: Il mondo urban

Redazione The Digital Moon

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