Intervista a Nicolas: Trasformare 48h in esperienze che restano
Intervista a Nicolas: Trasformare 48h in esperienze che restano
Com’è nata l’idea di Missione Weekend e quale bisogno volevi risolvere all’inizio?
È strano, sai? Mi trovavo su una spiaggia a Monterosso al Mare, in un momento della mia vita piuttosto delicato, senza avere davvero le idee chiare su quello che sarebbe stato il mio futuro. Come spesso mi capita, riesco a riflettere molto meglio quando ho il mare davanti, con le onde che si rompono sugli scogli.
In quel momento mi sono chiesto: qual è un bisogno che accomuna davvero tante persone? E ho pensato alla vita in una grande città come Milano. Ritmi veloci, settimane tutte uguali. Il weekend mi è sembrato subito il punto perfetto da cui partire: è l’unico spazio reale che abbiamo per staccare, partire e vivere qualcosa di diverso. Da lì è nata l’idea di costruire un progetto che aiutasse le persone a trasformare quei due giorni in esperienze che restano.
Perché oggi le persone sentono sempre più il bisogno di staccare, anche solo per 2 giorni?
Credo che oggi più che mai viviamo in una realtà che va velocissima. Siamo sempre connessi, sempre impegnati, e spesso fatichiamo anche solo a fermarci qualche secondo ad apprezzare quello che ci circonda. Il weekend diventa quindi una sorta di “pausa dal pilota automatico”. Un momento in cui riprendere il controllo del proprio tempo e dedicarlo davvero a sé stessi, spesso attraverso il viaggio e nuove esperienze.
Cosa significa davvero “vivere bene un weekend” oggi?
C’è una frase che uso spesso: “Hai vissuto davvero un weekend se la domenica sera torni a casa con quel mix di stanchezza e adrenalina che alla fine è felicità.” È una sensazione che ho provato tante volte.
E la cosa interessante è che, paradossalmente, mi ha sempre dato più energia per affrontare la settimana in ufficio rispetto a quando restavo fermo a casa a riposare. Come se il vivere intensamente, anche per poco tempo, ricaricasse molto di più del non fare nulla.
In che modo piccoli viaggi frequenti possono cambiare la percezione del tempo e della propria vita?
Se ci pensi, gli anni prima del lavoro (università, viaggi, prime volte) sembrano sempre più lunghi. Se ripenso al 2019, ho la sensazione di aver vissuto 2 o 3 anni in uno solo. Perché?
Perché c’erano più esperienze, più emozioni, più ricordi. Il nostro cervello registra la varietà, non la routine. Quando invece entriamo in schemi ripetitivi (lavoro, casa, stessi ritmi) il tempo sembra scorrere velocissimo, quasi senza lasciare traccia. Ecco perché anche solo partire un giorno nel weekend può cambiare tutto. Non serve andare lontano o prendere un aereo: basta rompere la routine. La varietà e l’intensità delle esperienze fanno sì che il nostro cervello accumuli più ricordi, e questo ci dà la sensazione concreta di vivere di più. Di vivere, in un certo senso, “in larghezza” e non solo in lunghezza. Ed è esattamente su questo che si basa Missione Weekend.
Dove vuoi portare Missione Weekend nei prossimi mesi?
L’obiettivo è continuare a crescere, ma soprattutto andare più in profondità. Non solo aiutare le persone a organizzare un weekend, ma trasmettere sempre di più questo modo di vivere il tempo. Da una parte continueranno i weekend di gruppo, che stanno creando una community molto bella.
Dall’altra sto iniziando a sviluppare servizi più personalizzati, come itinerari su misura, per accompagnare le persone anche nei loro viaggi individuali. L’idea è semplice: rendere sempre più facile per chiunque prendersi quei 2–3 giorni e trasformarli in qualcosa che resta davvero.
Nicolas Clerici
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Redazione The Digital Moon
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