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Intervista a Gaia: Forza e fragilità nel percorso femminile

Intervista a Gaia: Forza e fragilità nel percorso femminile


Molte donne ti scrivono sui social dicendo di trovare forza nel tuo operato e nel tuo percorso. Che effetto fa sapere di essere diventata un punto di riferimento e una fonte di ispirazione per così tante persone che cercano la propria strada?

È una responsabilità che sento molto e che accolgo con gratitudine. La verità è che non mi sono mai proposta come esempio perfetto da seguire. Ho sempre cercato di raccontare il mio percorso con sincerità, mostrando i traguardi ma anche le difficoltà. Se alcune donne trovano forza nelle mie parole o nelle mie esperienze, credo sia perché si riconoscono in una persona reale, che ogni giorno cerca di costruire qualcosa senza smettere di fare i conti con le proprie fragilità. Se posso lasciare un messaggio, è che non serve essere perfette per essere di ispirazione: spesso è proprio la nostra autenticità ad aiutare gli altri.


Sostieni che il lato lavorativo e quello fragile di una donna debbano e possano convivere. Nella società attuale, che spesso richiede di mostrarsi sempre performanti e infallibili, quanto è difficile accettare e mostrare pubblicamente le proprie vulnerabilità senza temere il giudizio altrui?

È molto difficile, perché viviamo in una società che premia l’immagine della persona sempre forte, sempre efficiente, sempre pronta. Per anni ho pensato anch’io che mostrare una fragilità significasse esporsi a un giudizio o apparire meno credibile. Poi ho compreso che la vulnerabilità non toglie valore alle nostre competenze, le rende semplicemente più umane. Una donna può guidare un’azienda, affrontare sfide professionali importanti e allo stesso tempo avere paure, dubbi, momenti di smarrimento. Le due cose non si escludono. Anzi, credo che sia proprio la capacità di riconoscere le proprie fragilità a renderci più consapevoli e più forti.


Spesso si tende a considerare la fragilità come un difetto o una debolezza, specialmente in ambito professionale. In che modo, secondo la tua esperienza, la sensibilità e la capacità di accogliere i momenti difficili possono invece trasformarsi in una risorsa e in un punto di forza?

La sensibilità è stata una delle mie più grandi risorse, anche quando non me ne rendevo conto. Chi è sensibile osserva di più, ascolta di più, comprende meglio le persone e le situazioni. Certo, a volte si soffre di più, ma si sviluppa anche una capacità di empatia che nel lavoro e nella vita è fondamentale. Ho imparato che i momenti difficili non sono una parentesi da cancellare, ma spesso rappresentano i passaggi che ci permettono di crescere. Accogliere la fragilità significa imparare a conoscersi e a rispettarsi, senza pretendere da sé stessi una perfezione che non appartiene a nessuno.


Attraverso i tuoi canali cerchi di trasmettere un messaggio di autenticità. Quali sono i consigli pratici che ti senti di dare alle donne che ti seguono per aiutarle a bilanciare le grandi ambizioni lavorative con il bisogno di proteggere il proprio benessere emotivo e personale?

Il primo consiglio è quello di non identificarsi esclusivamente con il proprio lavoro. Le soddisfazioni professionali sono importanti, ma non possono essere l’unico metro con cui misuriamo il nostro valore. Il secondo è imparare a dedicarsi del tempo senza sentirsi in colpa: viaggiare, leggere, stare sole, coltivare amicizie o semplicemente fermarsi. Infine, consiglio di non avere paura di chiedere aiuto quando serve. La forza non consiste nel sopportare tutto da sole, ma nel riconoscere quando abbiamo bisogno di un confronto, di un sostegno o di una guida. L’equilibrio non è qualcosa che si raggiunge una volta per tutte, è una scelta quotidiana.


Guardando al futuro e alle prossime generazioni, quale cambiamento culturale ritieni sia più urgente affinché nel mondo del lavoro e nella società ci sia lo spazio per esprimersi pienamente, unendo determinazione e umanità?

Credo che il cambiamento più urgente sia imparare a considerare la persona nella sua interezza. Per troppo tempo abbiamo associato il successo alla rinuncia: rinuncia al tempo, agli affetti, alla vulnerabilità. Vorrei una società in cui una donna non debba scegliere tra ambizione e sensibilità, tra carriera e realizzazione personale, tra indipendenza e desiderio di costruire una famiglia. Vorrei che le nuove generazioni crescessero sapendo che la forza non è assenza di emozioni, ma capacità di viverle senza vergogna. Determinazione e umanità non sono opposti: insieme rappresentano una delle forme più autentiche di successo.

Gaia Germinaro


Intervista a Gaia: Forza e fragilità nel percorso femminile

Redazione The Digital Moon

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