Intervista a Gabriele: La realtà di chi lavora nella sicurezza
Intervista a Gabriele: La realtà di chi lavora nella sicurezza
Cosa significa davvero lavorare nella sicurezza oggi, al di là degli stereotipi comuni?
Lavorare nella sicurezza ad oggi significa fare da amico, psicologo, genitore di tutti i ragazzini che vengono a ballare nei locali, totalmente differente dagli stereotipi che ci sono al giorno d’oggi nei confronti dei ”buttafuori” che vengono visti come degli assassini o picchiatori di ragazzini. Per la gente, noi della sicurezza, siamo quelli che escono di casa con l’idea ”stasera vado a lavorare e picchio tutti senza motivo”.
Qual è stato il momento in cui hai percepito più chiaramente il rischio reale del tuo lavoro?
Purtroppo è un lavoro molto rischioso al giorno d’oggi, i ragazzi non sanno più divertirsi ed escono con l’idea di fare risse. Una situazione dove ho percepito più chiaramente il rischio reale del mio lavoro è stato questa estate in un locale dove io ed un collega ci siamo trovati contro una banda di una trentina di persone che ci hanno aggrediti con bottiglie, spranghe di ferro, sassi… qualunque cosa potesse essere usato come arma, per la prima volta in 10 anni di lavoro ho chiuso gli occhi e ho pensato di non tornare a casa, invece per fortuna son tornato a casa con un gomito rotto e un taglio sull’altro braccio, ci è andata bene, poteva andare molto peggio, però questo fa capire quanto sia diventato pericoloso lavorare la notte.
In che modo l’atteggiamento delle persone influenza il vostro lavoro e la gestione delle situazioni critiche?
L’atteggiamento delle persone, durante degli interventi, non deve influenzarci, dobbiamo rimanere lucidi per risolvere al meglio le situazioni senza arrivare a situazioni di scontri. Purtroppo tante volte i problemi grossi vengono fuori proprio perche la gente che c’è intorno al piccolo problema si intromette non sapendo i fatti e cerca di fare avvocato del diavolo peggiorando la situazione e mettendo noi della sicurezza in una posizione scomoda.
Quanto pesa, a livello personale e familiare, l’incertezza di ogni turno di lavoro?
Purtroppo è un discorso delicato, i familiari sentono tanti telegiornali dove si parla di aggressioni, morti, colpi di arma da fuoco. Ogni volta che si esce per un turno, la famiglia, ha paura che quella possa essere la notte sbagliata dove ci fanno del male, per esempio questa estate, nella rissa citata prima, avrei dovuto arrivare a casa alle 3 del mattino, quando alle 3.30 non ero ancora arrivato erano preoccupati e hanno iniziato a chiamare preoccupati, e quando alle 4 ho detto loro che ero in ospedale erano tutti in ansia.
Cosa vorresti che le persone capissero davvero del tuo ruolo e dei tuoi colleghi?
La gente dovrebbe capire che il nostro lavoro, è ciò che permette a loro di divertirsi agli eventi, allo stadio, nelle discoteche, noi siamo quelli che dobbiamo tenere sotto controllo una discoteca con magari 5/600 persone in 6 colleghi e proteggere tutti questi ragazzi che si stanno divertendo dalla gente male intenzionata, anche i genitori dei ragazzini dovrebbero capire che noi siamo li a proteggere i loro figli e se li allontaniamo dal locale non devono venire a muso duro conto noi della sicurezza ma devono educare i loro figli ad avere rispetto.
Intervista a Gabriele: La realtà di chi lavora nella sicurezza
Redazione The Digital Moon
Social The Digital Moon | Leggi altri aritcoli qui.
https://www.instagram.com/thedigitalmoon

