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Federica Bona: La “Vegan Ballerina”

Intervista a Federica Bona: La “Vegan Ballerina”


Federica, a soli 27 anni vanti un percorso di altissimo livello: dopo aver iniziato per gioco a Palermo, a 15 anni ti sei trasferita a Milano per la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, fino ad arrivare oggi nel corpo di ballo del Teatro Nazionale Ceco a Praga. Come si vive da giovanissimi il sacrificio di lasciare la propria città per inseguire la danza ad alti livelli e qual è stata l’emozione di trasformare quella passione iniziale in una carriera internazionale?

Quando mi è stata offerta l’opportunità di studiare all’Accademia di danza della Scala, avevo solo 15 anni e un unico obiettivo: diventare una ballerina professionista. Sul momento, infatti, ero talmente emozionata e desiderosa di intraprendere i miei studi nella scuola più prestigiosa d’Italia che non pensai nemmeno alle conseguenze che trasferirmi da sola a Milano avrebbe comportato nella mia vita.

Trascorsi i primi mesi alla Scuola di Ballo e superata la fase iniziale in cui tutto è nuovo e meraviglioso, ho iniziato a percepire la nostalgia di casa e della mia famiglia, rendendomi conto di ciò che stavo sacrificando. Ricordo che il primo anno a Milano è stato il più duro sotto questo punto di vista. In nome del mio sogno avevo lasciato la Sicilia, la mia famiglia, i miei amici, la mia scuola, la mia casa e tutti i ricordi della mia infanzia. È stato un sacrificio enorme, ma sono riuscita a superare i primi momenti di sconforto e di tristezza grazie alla consapevolezza che grandi sogni richiedono grandi sacrifici, e io ero troppo determinata per mollare.
Trasformare la mia passione per la danza in una carriera internazionale è stata un’emozione inaspettata, totalizzante e difficile da descrivere a parole. Ho iniziato a studiare danza per gioco a soli 5 anni. L’ammissione alla Scala è stata il primo momento in cui ho capito di avere qualche possibilità di diventare una ballerina professionista, ma prima di allora non pensavo nemmeno fosse possibile per me raggiungere un livello così alto. La conquista più emozionante, però, è stata quando mi è stato offerto un contratto di lavoro presso il corpo di ballo del Teatro di Praga. Lì ho capito di avercela fatta per davvero e che tutti i sacrifici fatti per raggiungere quell’obiettivo erano stati ripagati.


L’estate scorsa hai pubblicato il tuo romanzo autobiografico “La bambina che amava danzare” (Scatole Parlanti), in cui ripercorri la tua storia e gli anni dedicati allo studio accademico. Cosa ti ha spinta a mettere su carta il tuo vissuto e quale messaggio speri di trasmettere ai giovani che sognano di intraprendere una strada bella ma complessa come quella del balletto?

Fin da bambina ho sempre amato i libri e le storie. Leggevo tantissimo e nei temi di italiano a scuola prendevo sempre voti alti. Avevo in mente di scrivere un libro da tanto tempo, già dalle scuole medie, ma non sapevo cosa raccontare né da dove partire… e mi è sempre sembrata un’impresa troppo grande. Ricordo ancora quando, un giorno dell’estate del 2024, mi si è accesa la lampadina: racconterò la mia storia con la danza. In pochi mesi ho buttato giù la prima scaletta, mi sono presa l’impegno di scrivere almeno un’ora al giorno e, a febbraio del 2025, la prima stesura era pronta. L’ho inviata ad alcune case editrici sperando di ricevere una proposta di pubblicazione, e dopo qualche mese di attesa è arrivata l’offerta dalla casa editrice Scatole Parlanti. A quel punto, inaspettatamente, ero riuscita a raggiungere anche questo piccolo grande obiettivo.

Nel libro racchiudo il mio percorso negli studi della danza: a partire dalla prima lezione nella scuola di Palermo “Aurino e Beltrame” della maestra Candida Amato, fino al diploma alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Racconto la nascita della mia passione, gli anni spensierati delle scuole elementari e medie, il trasferimento a Milano, le difficoltà di vivere lontano da casa, i tre anni di studi in Accademia e tutte le incredibili esperienze che ho vissuto durante gli anni del liceo.
Ho deciso di raccontare questa storia perché mi piacerebbe essere un punto di riferimento per le giovani generazioni di studenti di danza. Il lettore ideale del mio romanzo, infatti, è proprio la Federica del passato. L’ho scritto pensando a quanto mi sarebbe stato d’aiuto, quando ero piccolina, piena di sogni e di dubbi, leggere la storia di una ballerina che è riuscita a coronare il suo sogno. Con il mio libro vorrei trasmettere ai giovani aspiranti ballerini il messaggio che gli ostacoli fanno parte del percorso e che soltanto superandoli possiamo crescere e avvicinarci ai nostri sogni. Spero che i lettori riescano a ritrovarsi nella mia storia e che possano trarne ispirazione ogni volta che le sfide che incontrano sembrano insormontabili.


Dal 2013 sei vegana e oggi ti definisci un’attivista per i diritti degli animali, sottolineando come il veganismo non sia una semplice dieta ma un vero movimento di liberazione contro lo sfruttamento. Come si concilia un’alimentazione 100% vegetale con i ritmi e le esigenze fisiche di un’atleta e ballerina professionista e come è nata la tua sensibilità verso i santuari di animali liberi?

Il mio interesse per i diritti degli animali è nato nel 2013, quando avevo 14 anni. Da bambina gli animali mi sono sempre piaciuti, ma sono cresciuta in una famiglia che mangiava di tutto e non mi ero mai chiesta da dove provenissero la carne o i formaggi che mia mamma portava in tavola. Un giorno, mentre navigavo su internet, mi sono imbattuta in un video narrato da Red Canzian che mostrava come gli animali vengono macellati e faceva appello alla sensibilità delle persone affinché empatizzassero con il loro dolore. In quel momento ho fatto il collegamento tra la sofferenza degli animali che tanto amavo e le mie scelte quotidiane, e ho capito che non volevo essere la ragione per cui venivano uccisi. Ho chiamato subito i miei genitori per mostrare loro il video che avevo appena visto e tutti e tre, con le lacrime agli occhi, abbiamo deciso di diventare vegani.

Dopo esserci informati con medici nutrizionisti e con il mio pediatra, abbiamo capito che si poteva vivere benissimo anche con un’alimentazione vegetale e da quel momento non siamo più tornati indietro. Conciliare una dieta priva di cibi di origine animale con i ritmi serrati del mio lavoro da ballerina non è mai stato un problema per me, anzi sento di avere più consapevolezza rispetto ai miei colleghi proprio perché mi sono informata molto a riguardo. Non appena ho iniziato questo lavoro, sapendo quanto sarebbe stato impegnativo per il mio corpo, ho seguito un corso di Nutrizione Vegetale per Sportivi e ho imparato moltissime nozioni che prima non conoscevo. Molte persone pensano che il lavoro della ballerina classica sia fatto solo di delicatezza e leggerezza, ma è esattamente l’opposto. Facciamo otto ore al giorno di prove per sei giorni su sette, quattro o cinque spettacoli a settimana, e in più ci alleniamo in palestra sollevando pesi per migliorare forza e potenza. Siamo atleti a tutti gli effetti e la scienza conferma che una dieta vegetale è adatta a tutte le fasi della vita e a ogni livello di attività.


Sul tuo canale YouTube “The Vegan Ballerina”, seguito da oltre 12mila iscritti, unisci la tua passione per la danza con l’attivismo e i vlog dietro le quinte della tua vita a Praga. In che modo la tua laurea in Scienze della Comunicazione Digitale ti aiuta a strutturare la tua presenza online e come riesci a creare un dialogo autentico e costruttivo con la tua community?

Ho aperto il mio canale YouTube a novembre del 2020 con l’intento di condividere ricette vegetali adatte ai ballerini. Dopo poco tempo, però, mi sono resa conto che quella non era la mia “vocazione” e che volevo spingermi oltre il cibo: desideravo condividere la mia vita, i miei valori e i miei obiettivi per ispirare e motivare le persone a sognare in grande. Ho quindi abbandonato le ricette e ho iniziato a registrare video parlati in cui raccontavo la mia storia, la mia esperienza a Milano e la mia vita a Praga.

Ho iniziato a sperimentare con i vlog e il primo che ho realizzato è diventato virale, raggiungendo oltre 100mila visualizzazioni in poco tempo e portando il canale a superare i 1.000 iscritti. Così è nata una grande passione che prosegue ancora oggi e che mi regala ogni giorno bellissime soddisfazioni. Il canale ha da poco superato i 12mila iscritti e sono immensamente grata per la community che sono riuscita a creare. Riesco a instaurare un dialogo autentico e costruttivo con i miei iscritti perché nei video mi mostro sempre per quella che sono. Non voglio dare l’impressione di vivere una vita perfetta, per questo condivido anche i momenti di difficoltà, proprio per dimostrare che la vita è fatta anche di questo.

Non faccio video per i soldi o per la fama, ma perché voglio davvero aiutare e motivare gli altri a credere in se stessi e penso che condividere la mia quotidianità a Praga sia un ottimo modo per farlo. Proprio come è successo con il mio romanzo, anche il canale YouTube è esattamente ciò che avrei voluto guardare io quando ero agli inizi del mio percorso nella danza: speravo di poter osservare il dietro le quinte della vita di una ballerina per dare concretezza al mio sogno.
La laurea in Scienze della Comunicazione Digitale, conseguita a luglio 2023, mi ha aiutata a consolidare le conoscenze che avevo appreso da autodidatta gestendo il mio canale. Questo percorso di studi mi ha permesso di strutturare i miei canali social e il mio brand personale in modo più professionale, acquisendo una visione più ampia e completa sulle strategie di comunicazione online. Inoltre, grazie a questo titolo di studi, da qualche mese ho intrapreso un percorso come Social Media Strategist volontaria per un santuario di animali liberi in Cambogia, Animals of Our World. In questo modo posso unire le competenze acquisite con gli studi al mio obiettivo di aiutare gli animali di tutto il mondo.


Lavori come Social Media Strategist per un santuario, danzi in uno dei teatri più prestigiosi d’Europa e usi la tua voce per dare parola a chi non ce l’ha. Guardando al futuro, come vedi l’evoluzione del tuo percorso personale e professionale e qual è il cambiamento che più desideri generare attraverso le tue piattaforme?

La carriera di un ballerino è tendenzialmente breve rispetto alla media. Spero di riuscire a danzare per almeno i prossimi dieci anni e, nel frattempo, continuare a far crescere la mia presenza online. Dopo l’addio alle scene mi piacerebbe lavorare in modo autonomo, sfruttando la base che sto costruendo: creando corsi di danza online o insegnando in presenza, gestendo i social media di santuari e associazioni animaliste, investendo sul mio brand personale e continuando a fare sensibilizzazione sul tema del veganismo.

Il cambiamento che più desidero generare attraverso le mie piattaforme consiste nel dimostrare che si può vivere una vita serena e appagante senza sfruttare nessuno. Continuerò a difendere gli animali e a dare voce a chi non ce l’ha, intraprendendo progetti di sensibilizzazione ed educazione sui loro diritti.
Mi piacerebbe anche essere d’esempio per chi ha paura di intraprendere un percorso professionale nel mondo della danza, dimostrando che, con passione e costanza, anche i sogni più ambiziosi possono realizzarsi. Insomma, vorrei essere una “voce fuori dal coro” e un punto di riferimento per chiunque abbia bisogno di supporto, in qualsiasi ambito.


Federica Bona: La “Vegan Ballerina”

Redazione The Digital Moon

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