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Intervista a Giada di busto: Alla ricerca della propria strada

Intervista a Giada di busto: Alla ricerca della propria strada


Giada, ti sei laureata di recente in Scienze della Comunicazione e oggi stai cercando l’opportunità giusta che ti appaghi davvero nei settori del marketing, della moda o del lusso. Considerando la tua natura dinamica e la tua laurea, qual è il ruolo ideale in cui sentiresti di poter fare la differenza fin da subito e cosa ti affascina particolarmente delle dinamiche comunicative del mondo Luxury?

Il mio ruolo ideale in un agenzia o azienda riguarderebbe la parte creativa quindi grafica/pubblicita’ se dovessi lavorare in un agenzia di comunicazione e social. Ho sempre tante idee per la testa quindi sicuro un lavoro del genere mi aiuterebbe a stimolare ancora di più con la mia parte creativa e sarebbe in linea anche con la mia personalità. Anche lavorare nel mondo della moda luxury sarebbe l’ideale per me, di base mi ha sempre appassionato il mondo della moda, abbinare i colori nel giusto modo o in base al tipo di skin che ha una persona.

Mi piace anche dare consigli in modo sincero così da soddisfare al meglio le esigenze del cliente. Se dovessi lavorare in una boutique luxury per esempio, quello che mi piacerebbe di più è innanzitutto il lusso e quindi l’esclusività, il fatto che un determinato luogo sia destinato a pochi(persone benestanti). Di conseguenza si ha a che fare con persone con standard alti, più pretenziosi e magari anche pignoli. Quindi viene “testata” di più la mia professionalità nel gestire clienti di un certo tipo. Ogni maison racconta una storia unica che l’era dei social ha saputo trasformare. Ovviamente(se mai lavorerò in una boutique)mi piacerebbe molto dare un tocco personale e lasciare un piccolo segno.


Ti definisci ironicamente come la classica ragazza a cui a scuola dicevano “è intelligente ma non si applica”. Spesso, però, chi ha questa etichetta ha solo bisogno di uno stimolo forte per accendere una motivazione straordinaria: se una realtà lavorativa ti offrisse la sfida giusta e la massima libertà d’azione, quale sarebbe il progetto o il contesto che ti spingerebbe finalmente ad “applicarti” al 100%?

Innanzitutto mi piacerebbe lavorare in un ambiente stabile e con persone serie e allineate un minimo a me. So che sembra banale da dire, ma condividere un’etica lavorativa e una visione comune non è scontato. E’ importante trasformare un semplice gruppo di lavoro in un ambiente stimolante, capace di valorizzare il potenziale di ciascuno. Così facendo si può arrivare a risultati concreti.

Sicuramente il mio progetto più grande sarebbe trasferirmi all’estero per lavorare in una grande realtà multinazionale, avere a che fare con persone che parlano lingue diverse e hanno culture e tradizioni differenti, imparare a guardare le cose da nuove prospettive e fuori dalla mia confort zone. Arricchire quindi sia il mio bagaglio umano sia le mie competenze professionali. Per fare tutto ciò ovviamente dovrei sapere parlare benissimo l’inglese(cosa che attualmente non so bene ma mi sto applicando). Diciamo che il mio progetto è composto da vari step che raggiungerò (spero) man mano.


Nel tempo libero sei un concentrato di energia: ti alleni in palestra, pratichi la boxe e ti appassioni allo studio della psicologia. In che modo la disciplina sportiva del combattimento e la comprensione della mente umana influenzano il tuo modo di relazionarti con le persone e quanto ti aiutano a gestire la carica travolgente che ti caratterizza?

Fare boxe e leggere libri sulla psicologia sembrano due cose molto diverse a primo impatto ma sono strumenti che mi aiutano molto a capire me stessa e interpretare la persona che ho davanti. La boxe richiede molta tecnica, disciplina e tanta testa. Durante l’allenamento non si può essere impulsivi: ogni movimento va calcolato, ogni energia canalizzata.

Questo sport mi insegna a trasformare la carica energetica e l’adrenalina che mi caratterizzano in concentrazione. La psicologia invece mi fornisce la chiave di lettura per comprendere i comportamenti, le reazioni e le emozioni sia mie ma anche degli altri. Mi aiuta a sviluppare un’empatia profonda e un ascolto non superficiale. Questo mi permette di incanalare tutta la mia energia in modo positivo, trasformando l’adrenalina in determinazione. In sunto sono due cose collegate allineate con la mia personalità travolgente.


Racconti di essere una persona estroversa e socievole che cerca sempre un feeling mentale profondo nelle conversazioni, con la necessità costante di stimoli per non cedere alla noia. Come riesci a portare questa tua urgenza di autenticità ed energia nei contesti lavorativi (come gli eventi in cui fai la hostess) e come immagini l’ambiente di lavoro ideale per non spegnere il tuo entusiasmo?

Socializzare ed entrare in contatto con gli altri non è un problema per me, dato il mio carattere. La vera sfida, (soprattutto al giorno d’oggi) è andare oltre la superficie e creare legami e intese davvero autentiche. Nei contesti lavorativi, come durante gli eventi, trasformo questa mia energia in un approccio attivo alla comunicazione. Non mi limito a eseguire una mansione o a dare un’informazione, ma cerco sempre di leggere la persona che ho di fronte, capirne le esigenze e creare un clima di fiducia.

La ricerca di stimoli costanti e’ fondamentale per un carattere come il mio, non è una distrazione, anzi: è ciò che mi mantiene sempre focalizzata, attenta ai dettagli e reattiva di fronte agli imprevisti. Per quanto riguarda il mio ambiente di lavoro ideale, immagino un contesto dinamico, stimolante e con una visione internazionale(come ho già detto nelle risposte precedenti). Un luogo in cui ci si possa confrontare liberamente, dove la professionalità e la serietà vadano di pari passo con la voglia di fare squadra. Non mi spaventa la complessità, anzi: sono la responsabilità, la diversità di vedute e la possibilità di imparare cose nuove che mantengono al 100% il mio entusiasmo.


Attraverso questa intervista stai cercando anche di fare maggiore chiarezza su te stessa per orientare i prossimi passi della tua carriera. Se un’azienda o un brand dovessero sceglierti oggi dopo aver letto queste parole, qual è il valore aggiunto e l’impronta unica che porti sul tavolo e quale sarebbe la prima grande sfida su cui vorresti metterti alla prova?

Vorrei essere quel punto di riferimento energico e positivo di cui un team non vuole fare a meno: la persona che porta entusiasmo, visione e presenza mentale fin da quando entra in una stanza, ma che sa subito tradurre quella carica in valore e risultati concreti. Non porto solo competenze tecniche o la naturale facilità nel comunicare: porto la capacità di entrare subito in empatia con le persone, cogliere i dettagli che ad altri sfuggono e canalizzare l’entusiasmo in risultati concreti.

Grazie al mio percorso e alle mie passioni(come la boxe e la psicologia) so cosa significano disciplina, tenacia, rispetto dei ruoli e gestione della pressione. Questo si traduce in autenticità, visione d’insieme e capacità di fare squadra. Per quanto riguarda la mia prima grande sfida, vorrei mettermi alla prova in un progetto complesso ma stimolante: un contesto, magari internazionale o dinamico, in cui sia necessario strutturare o ottimizzare strategie di comunicazione e relazione, unendo la comprensione profonda delle persone e dei trend alla pianificazione operativa.

Aravecchia Giada|Ig: @giadaaa.aravecchia


Intervista a Giada di busto: Alla ricerca della propria strada

Redazione The Digital Moon

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