Intervista a Jessica Maiolo: Racconta come viaggiare in autonomia
Intervista a Jessica Maiolo: Racconta come viaggiare in autonomia
Ciao Jessica! Nella vita di tutti i giorni sei un capotreno e sui social sei conosciuta come @Jess.inviaggio. In che modo la tua professione sui binari ha influenzato la tua passione per i viaggi e la tua capacità di organizzare itinerari perfetti anche con ritmi di lavoro serrati?
Ho sempre amato viaggiare e il mio sogno, fin da piccola, è quello di scoprire il più possibile del mondo.
Fare il capotreno ha sicuramente cambiato il mio modo di organizzare i viaggi: vivo letteralmente di orari, coincidenze e imprevisti e, quando sono io ad essere “dall’altra parte”, faccio sempre in modo di avere un “cuscinetto” di tempo, soprattutto quando devo prendere un aereo (cioè sempre) per evitare che un eventuale contrattempo rischi di rovinare quella che, per me, oltre a un viaggio è anche una vacanza.
Inoltre, lavorando su turni – weekend e festivi inclusi – programmo sempre in anticipo i miei viaggi, facendo in modo di incastrare le ferie con i giorni di riposo, in modo da ottimizzare il tutto. Prenoto sempre con mesi di anticipo e costruisco itinerari che mi consentano di vedere il più possibile, ma anche di rilassarmi, godermi il posto e ricaricare le pile.
Uno dei punti di forza dei tuoi contenuti è mostrare come sia possibile organizzare viaggi straordinari partendo dalla Calabria, una regione che spesso richiede un pizzico di pianificazione in più per gli spostamenti. Quali sono i tuoi trucchi per incastrare coincidenze, voli e tempi quando si parte da contesti meno “comodi”?
Partire dalla Calabria non è un limite, è solo un livello in più di organizzazione. Io ormai ragiono sempre “a blocchi”: casa → aeroporto → destinazione. Non guardo mai solo il volo, ma tutto il percorso per arrivarci.
Ad esempio: il volo parte alle 12. Ho il modo per raggiungere quell’aeroporto con il giusto anticipo?
Qui sicuramente sono avvantaggiata: lavorando sui treni so bene come funzionano e, non dovendoli pagare o pagandoli molto poco, ho più libertà di movimento rispetto ad altri. Ed è giusto dirlo.
Però il metodo resta replicabile: il trucco vero è smettere di cercare la soluzione perfetta e iniziare a costruirla, altrimenti si rischia di rinunciare in partenza. E poi essere flessibili: anche solo spostare di un giorno può cambiare completamente prezzo e fattibilità. È un po’ un puzzle, ma quando ci prendi la mano diventa tutto molto più semplice.
Nei tuoi video e post mostri sempre il lato reale e autentico del viaggio, senza filtri e senza nascondere gli imprevisti o il lato “meno bello” delle destinazioni. Perché per te è così fondamentale mantenere questo approccio trasparente con la tua community?
Perché il viaggio reale non è Instagram. È sveglia alle 4, è il volo cancellato, è il bagaglio che non arriva, è essere stanca morta ma felice. Ma è anche quella sensazione di disillusione quando un posto che ti eri immaginata in un certo modo si rivela diverso da come te lo aspettavi. E va bene così, fa parte del viaggio.
Per me non ha senso raccontare solo la parte bella, perché non sarebbe utile a chi mi segue.
Se voglio davvero aiutare qualcuno a partire, devo raccontargli anche cosa può andare storto. Non per spaventare o per lamentami, ma per far capire che non è tutto oro ciò che luccica e che gli imprevisti sono normali e si superano. E spesso, a distanza di tempo, sono proprio queste le cose che ti ricordi di più.
E, ovviamente, pubblico i miei errori e le mie disavventure anche affinché che mi segue non si trovi nelle stesse situazioni scomode.
Sui social ti concentri molto nel valorizzare operatori locali e realtà autentiche per promuovere un turismo più consapevole. Come selezioni le strutture o le esperienze da consigliare e qual è l’impatto che speri di generare con il tuo lavoro da creator?
Io consiglio solo cose che sceglierei davvero per me. Quando viaggio cerco sempre, per quanto possibile, realtà locali ed esperienze autentiche. Non mi interessa promuovere il posto “instagrammabile”, mi interessa che chi mi segue viva un’esperienza vera. Se posso, preferisco sempre supportare piccole attività locali, perché sono quelle che fanno davvero la differenza in un viaggio. Il mio obiettivo è proprio questo: far viaggiare le persone meglio, non solo di più.
A chi oggi sogna di esplorare il mondo in autonomia, magari avendo solo pochi giorni di ferie a disposizione e poco budget, qual è la prima “rule of thumb” o il primo consiglio pratico che ti senti di dare per mettersi in viaggio senza timore?
Il primo consiglio è: non aspettare il momento perfetto, perché non esiste. Inizia da un viaggio piccolo, anche vicino, e prova a organizzarlo da solə. Ormai i social e internet in generale danno un grosso aiuto in questo senso. Capire qual è il momento giusto per prenotare un volo, scegliere l’alloggio più adatto, muoversi in una nuova città… sono tutte competenze che si imparano facendo. E poi tieni sempre a mente che budget e tempo possono essere limiti, sì, ma anche strumenti.
Con il giusto approccio si può viaggiare tanto anche con poco. Io viaggio con 25/30 giorni di ferie all’anno, lavorando full time. Non è impossibile, è solo una questione di priorità e di metodo. E c’è un’altra cosa a cui tengo tantissimo: non bisogna sentirsi in competizione con gli altri. Sui social si vedono viaggi sempre più lunghi, più lontani, più costosi… e spesso sembra quasi una gara. Ma non lo è. Ognuno viaggia per come può, ma soprattutto per come vuole e per quello che lo fa stare bene. Non deve essere una corsa a chi vede più posti o a chi viaggia di più. Il viaggio dovrebbe essere solo un modo per arricchirsi, scoprire altre parti del mondo e entrare in contatto con culture diverse.
Tutto il resto è rumore.
Jessica Maiolo|Ig: @jess.inviaggio
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Redazione The Digital Moon
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