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Intervista Samantha: Dalla poltrona dentistica al digitale

Intervista Samantha: Dalla poltrona dentistica al digitale


Samantha, il tuo percorso sembra una sceneggiatura: da assistente alla poltrona di una società digitale. Qual è stata la “scintilla” che ti ha fatto capire che il blog Basilicosecco non era più solo un hobby, ma l’inizio della tua nuova vita professionale?

Questa domanda serve a valorizzare il tema del riscatto e della trasformazione, permettendoti di raccontare il passaggio coraggioso tra due mondi opposti. Guarda, il passaggio dalla poltrona del dentista al digitale non è stato calcolato a tavolino. Pensa che Basilicosecco è nato ben 10 anni fa! All’inizio condividevo semplicemente le mie ricette sane di tutti i giorni, ma poi ho visto che le persone iniziavano a chiedermi sempre più consigli pratici, e persino i grandi brand mi cercavano per collaborare.

Il vero ‘clic’ mentale, però, c’è stato quando ho conosciuto un esperto di marketing, che oggi è uno dei miei due soci. È stato lui a farmi aprire davvero gli occhi sul potenziale di quello che stavo creando. Mettendo insieme la mia parte più pratica con la sua visione strategica, ho capito che non era più solo una grande passione. Si stava trasformando in un’azienda vera e propria, diventando a tutti gli effetti il mio nuovo lavoro, che porto avanti ormai da 7 anni.


Spesso si parla di “carico mentale” come di un concetto astratto, ma per molte mamme è un peso quotidiano schiacciante. In che modo la tua esperienza personale ti ha aiutato a identificare nella domanda “cosa mangiamo stasera?” il punto di rottura da sanare?

Qui puoi approfondire l’aspetto empatico e il supporto reale che offri alla tua community, posizionandoti come una figura che capisce profondamente i bisogni del suo target. Perché quel carico mentale io lo vivo sulla mia pelle. Essere mamma, lavorare e gestire una famiglia significa avere sempre decine di finestre aperte in testa. La domanda ‘cosa mangiamo stasera?’ non è solo una questione di cibo, è la stanchezza di dover prendere l’ennesima decisione a fine giornata.

Inizialmente aiutavo la mia community parlando di meal prep e organizzazione settimanale. Poi mi sono resa conto che i consigli non bastavano più: serviva uno strumento che togliesse fisicamente quel pensiero. L’ironia voleva che mandassi qualcuno a cucinare a casa loro, ma la soluzione tecnologica e concreta è stata EasyPlan: un’app con oltre 400 ricette che pianifica i pasti e fa la spesa al posto tuo. Un supporto reale, non solo a parole.


Con oltre 300mila persone che ti seguono e un libro Mondadori alle spalle, avresti potuto fermarti ai contenuti social. Perché hai sentito l’esigenza di investire nella tecnologia creando l’app EasyPlan?

I social sono una vetrina straordinaria, ma i contenuti passano in fretta. Quante ricette salviamo su Instagram e poi dimentichiamo perché non abbiamo il tempo di cercarle? Io volevo creare qualcosa che restasse nelle mani delle persone tutti i giorni. Dal punto di vista imprenditoriale, poi, è stata una scelta di indipendenza. Non volevo essere vincolata solo a promuovere i prodotti di altri. Continuo a fare collaborazioni, ma solo se i brand mi convincono al 100%. Investire nella tecnologia per creare EasyPlan significava costruire un prodotto mio, in cui credo ciecamente, per offrire una soluzione strutturata e non solo intrattenimento.


EasyPlan promette di pianificare i pasti in pochi secondi e generare la lista della spesa automatica. Qual è stata la sfida più grande nel tradurre il tuo metodo manuale di “gioco d’anticipo” in un algoritmo che semplifica la vita delle persone?

La sfida più grande è stata tradurre un ‘automatismo mentale’ in un sistema informatico. Quando mi organizzavo a mano con il mio metodo, sceglievo i piatti, calcolavo a mente le porzioni e stilavo la lista della spesa raggruppando gli ingredienti. Insegnare a un algoritmo a fare esattamente lo stesso ‘gioco d’anticipo’, calcolando le dosi in automatico e senza errori, è stato tecnicamente complesso.

Infatti, quando abbiamo lanciato l’app a novembre 2024, il sistema proponeva 3 opzioni predefinite per ogni pasto. Ma ascoltando i feedback abbiamo capito che la vera rivoluzione era dare alle persone totale libertà: oggi esplorano l’archivio, scelgono quello che vogliono, impostano il numero dei familiari e l’algoritmo fa tutto il lavoro sporco ricalcolando la spesa. Trasformare questa mia idea in uno strumento reale, semplice e intuitivo ha richiesto un grandissimo lavoro tecnico e una squadra fantastica e preparatissima dietro le quinte.


A chi oggi si sente “incastrata” in un lavoro che non la soddisfa o è sommersa dagli impegni familiari, che messaggio vorresti lanciare attraverso la tua storia di indipendenza e successo?

Che non c’è una data di scadenza per reinventarsi. Se sentite una spinta, dovete avere il coraggio di assecondarla, buttandovi ma mantenendo sempre grande concretezza. Noi mamme siamo abituate a metterci in coda, annullandoci per le necessità dei figli o della famiglia. Invece, ritagliarci lo spazio per costruire un progetto nostro ci restituisce un’energia incredibile. Lavorare per la propria realizzazione personale non toglie nulla ai figli, anzi: una donna soddisfatta e felice porta un equilibrio e una serenità impagabili all’interno di tutta la casa.

Samantha Capola


Intervista Samantha: Dalla poltrona dentistica al digitale

Redazione The Digital Moon

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