Danielle Vandekamp: L’arte della seduzione e della femminilità
Danielle Vandekamp : L’arte della seduzione e della femminilità
Ciao Danielle! La tua formazione artistica nasce a Milano con la danza classica e si arricchisce con la guida di maestri della TV e performer internazionali. In che modo la disciplina del balletto classico si fonde con la libertà espressiva e l’ironia tipiche del burlesque nelle tue esibizioni?
Anche in quella che può sembrare un’arte istintiva e naturale, apparentemente semplice nel Burlesque in verità c’è molta disciplina e rigore tecnico, quasi quanto la danza classica. Ogni act è infatti studiato nei particolari a partire dalla scelta della musica alla creazione del personaggio, il trucco e parrucco insieme al costume, ai movimenti che devono essere sincronizzati alla musica per far si che lo spettatore si ritrovi a vivere un’esperienza a tutto tondo. Un’esperienza immersiva in un immaginario che deve comunque calibrare seduzione non volgare, grazia e tecnica della gestualità burlesque.
Dal 2011 sei alla guida della Burlesque School, portando workshop in tutta Italia e organizzando format originali come gli addii al nubilato a tema. Qual è l’impatto emotivo che vedi nelle donne quando si avvicinano a quest’arte e riescono a riscoprire la propria femminilità?
Adoro l’addio al nubilato con burlesque! La sposa, le damigelle e le amiche arrivano alla lezione cariche di curiosità spesso trovandosi di fronte ad una realtà sconosciuta, così come ai workshop. Spesso le partecipanti sono prevenute e pensano di dover affrontare una lezione di streap teese, oppure non sentendosi all’altezza fisicamente dicono che in questa disciplina devi essere perfetta.
Scoprono poi un’ universo fatto di accoglienza e celebrazione della propria femminilità, l’esaltazione della propria personalità e bellezza unica. Ogni donna come dico sempre nel burlesque è soggetto e non oggetto e così diventa davvero il raggiungimento di un traguardo individuale e per me vederle affrontare il superamento di questi piccoli pregiudizi mi rende felice.
Il tuo percorso artistico ti ha portata sui palchi dei teatri e sugli schermi televisivi con show e act personalizzati. Quali sono le differenze principali nell’interagire con il pubblico dal vivo in teatro rispetto alla camera televisiva?
Lo show ripreso dalle telecamere per un video o trasmissione è un’esperienza comunque molto bella, le luci dello studio, la camera che ti segue, la possibilità spesso di ripetere eventuali inquadrature o parti dell’act rendono il momento patinato e quasi irreale, dal vivo, in teatro o comunque di fronte agli spettatori è tutta un’altra cosa: si crea la magia.
Raggiungi gli sguardi e crei il contatto visivo ma soprattutto energetico ed è lì che il linguaggio del burlesque raggiunge il suo massimo. Ognuno è come se assistesse ad uno spettacolo diverso, perché ciò che lo raggiungerà sarà il risultato di un’interazione unica tra la performer, la performance e lo spettatore. Gli applausi coronano il tutto facendoti sentire in perfetta armonia con la platea, piccola o numerosa che sia.
La tua passione per la moda e lo stile vintage pin-up è un elemento centrale della tua identità visiva. Come curi la ricerca dei costumi, delle musiche e delle scenografie per creare spettacoli che rievochino l’eleganza d’altri tempi?
Lo stile vintage e retrò degli anni anni 20 con le flapper girl e le pin up degli anni 50 mi hanno sempre portato a fare ricerche sullo stile musicale, gli outfit e i personaggi più in voga di quegli anni. Dopo un’accurata ricerca ho sempre cercato di portare la performance ad uno stile unico e personale, dando vita e forma a donne uscite da un immaginario si ma anche con qualcosa di moderno. Ricerche nelle botteghe del second hand, ritrovando pezzi unici da riadattare, i vinili anche a 78 giri che ascoltati in un vecchio grammofono ti fanno viaggiare indietro nel tempo, un vecchio film, insomma tutto è storia e fonte d’ispirazione.
Nonostante la sua storia e il suo fascino, attorno al burlesque esistono ancora molti stereotipi. Qual è il messaggio più importante che cerchi di trasmettere attraverso le tue esibizioni e le tue lezioni per mostrare il valore culturale e artistico di questa disciplina?
È vero, concordo perfettamente soprattutto al sud Italia è davvero difficile riuscire a proporre spettacoli ma chi li richiede è davvero motivato dalla ricerca di qualcosa di unico e originale. Dico sempre che questa è un’arte di nicchia e forse è meglio così. La cosa più bella che ti gratifica è quando sono le donne che si complimentano per l’eleganza e la grazia dello spettacolo, ma anche i complimenti maschili fanno piacere.
Secondo me il Burlesque è un’arte completa a 360 gradi e mette d’accordo tutti. Donne di qualsiasi fisicità ed età vi si accostano e conquistano una nuova immagine di sé. E questa è tanta roba. C’è storia, costume, danza, musica, insomma credo che venga custodito un patrimonio che continua un dialogo anche con le nuove generazioni e il rispetto dell’immagine di sé e del proprio femminile che è un tesoro da custodire e rispettare e anche questo da tramandare. E allora w il Burlesque, patrimonio dell’umanità!
Intervista a Danielle: L’arte della seduzione e della femminilità
Redazione The Digital Moon
Social The Digital Moon | Leggi altri aritcoli qui.
https://www.instagram.com/thedigitalmoon

