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Intervista ad Alessandro: Dalla sabbia al campo verde

Intervista ad Alessandro: Dalla sabbia al campo verde


Giochi a calcio da 10 anni e da 4 ti sei appassionato al beach soccer, facendone i due pilastri della tua vita. Quali sono le differenze tecniche e mentali più grandi tra il giocare sul campo d’erba e il muoversi sulla sabbia, e come riesci a far coesistere queste due discipline?

diciamo che le differenze tecniche del calcio rispetto al beach sono molte, uno può pensare è pur sempre calcio ma sulla sabbia, eppure è completamente un altro sport. Il pallone si tiene spesso in aria e i principali gesti tecnici sono il tiro al volo e la rovesciata. per non parlare ovviamente del terreno che essendo diverso influisce su tutti i movimenti. A livello mentale penso che il beach rispetto al pallone sia uno sport con molto più margine di errore, dove ogni errore può essere determinante per gli avversari, ma allo stesso tempo ti permette di rimediare subito essendo una disciplina molto veloce nel quale sei sempre al centro del gioco.
il calcio è forse più elaborato da gestire a livello mentale perché ci sono più dinamiche a cui fare caso, oltre alla durata effettiva dell’anno calcistico che durando di più ti tiene impegnato molto più tempo.


Ostia ha una grandissima tradizione legata agli sport sulla sabbia e al beach soccer in particolare. Quanto ha influito il legame con il tuo territorio nella scelta di dedicarti a questo sport e nel farti crescere come atleta?

Ostia ha influito in una maniera elevata nella scelta di iniziare il beach soccer, se penso che abbiamo iniziato in un gruppo di tutti amici, tutti di ostia, che andavamo ad allenarci prima di andare al mare. Ovviamente siamo stati fortunati ad avere la possibilità di iniziarlo, e di conseguenza ad avere uno spazio dove allenarci anche d’inverno quando i campionati sono fermi, almeno fino a quando non c’è stata la chiusura degli stabilimenti, l’importante però è avere la sabbia sotto i piedi.


Parallelamente all’attività agonistica, studi Scienze Motorie in un’università telematica. In che modo gli studi teorici ti stanno aiutando a comprendere meglio il tuo corpo, le dinamiche di allenamento e a migliorare le tue prestazioni sul campo?

Devo dire che essendo al primo anno mi sto appassionando molto e cerco di mettere in pratica quello che studio, sopratutto per quanto riguarda magari il riscaldamento e la prevenzione. conoscere il proprio corpo è sempre importante che capire come gestirsi e sapere cosa succede.


Ti descrivi come una persona semplice e solare, che mette al primo posto la famiglia e gli amici. Quanto è importante avere una rete stabile di affetti per mantenere i piedi per terra e trovare la giusta motivazione sia nello sport che nella vita di tutti i giorni?

Penso che essere circondato dalle persone giuste, che ti vogliono bene, sia la base della vita. se stai bene mentalmente vai bene anche nello sport, questo è quello che penso io, perché la serenità è la cosa più importante. Serenità vuol dire finire gli allenamenti, una partita, tornare a casa dopo tanto tempo fuori e stare con la famiglia, gli amici e le persone che ami, anche loro mi spingono a fare bene e dare sempre il massimo.


Hai 20 anni e stai concentrando tutte le tue energie sul tuo futuro sportivo e accademico, cercando sempre di “trovare il bello in tutto quello che fai”. Quali sono i tuoi obiettivi e i sogni più grandi che vorresti realizzare nei prossimi anni nel mondo del calcio e del beach soccer?

Il mio obbiettivo è quello di migliorarmi sempre, penso che accontentarsi è la via più semplice per farti passare la voglia di continuare. Obbiettivi precisi non ce ne sono cerco sempre di dare tutto me stesso, perché i sacrifici e la costanza ripagano sempre. spero di avere una stabilità economica con entrambi gli sport e portare avanti la mia vita per poi trovarmi qualcosa tra le mani una volta che smetto. Per quanto riguarda obbiettivi calcistici: nel calcio prima o poi devo vincere un campionato, ci sono andato vicino ma non ho mai raggiunto l’obiettivo. Il mio sogno più grande nel beach invece è vincere un mondiale, penso sia l’obiettivo più alto da raggiungere.

Alessandro Andriani | Ig: alessandroandriani_21


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Redazione The Digital Moon

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