IntervisteSocial Media Management

Intervista a David: Il diabete tipo uno e la community online

Intervista a David: Il diabete tipo uno e la community online


David, nel 2018 la tua vita è cambiata improvvisamente a causa di una patologia cronica che ti costringe a somministrarti esternamente l’insulina per vivere. Come hai affrontato l’impatto iniziale di questa nuova realtà e la gestione quotidiana delle iniezioni?

Nel 2018 avevo tanti sintomi tanta sete, tanta pipì, tanta fame , tanta stanchezza e intanto continuavo a dimagrire, tutto ciò mi portò ad informarmi su Internet e digitando appunto tutti i sintomi. Il primo risultato di ricerca fu appunto Diabete Tipo1 mi cadde il mondo addosso. Subito mi recai in ospedale a fare le analisi e il risultato fu chiaro la glicemia a digiuno era 365, da li poi la visita col diabetologo, che disse queste testuali parole :” vostro figlio dovrà dipendere dall’insulina a vita, ebbene sì. La cosa più difficile da accettare fu proprio quella dipendere da un ormone che io non produco più , un ormone vitale per continuare a vivere e per regolarizzare i livelli di glucosio nel sangue.

Inizialmente non somministravo l’insulina in pubblico mi coprivo per la vergogna mi coprivo per paura del giudizio altrui per paura delle domande scomode che potevano farmi gli altri sono stati degli anni molto duri ma dopo un po’ dopo circa due anni, anche grazie agli Amici mi sono convinto a farla in pubblico e a non farlo sembrare ancor di + un problema anche mentale oltre che fisico.


Hai raccontato che all’inizio ti sentivi solo e che nessuno ti capiva. Qual è stato il momento esatto in cui hai capito che i social potevano diventare uno strumento per rompere questo isolamento e cercare un confronto?

Sì, proprio così inizialmente mi sentivo totalmente solo perché fondamentalmente chi non vive la stessa condizione è difficile che riesca a capire fino in fondo le tue emozioni e ciò che provi durante la convivenza con una patologia cronica, dopo due anni di non accettazione, ho imparato pian piano ad accettarmi e tutto è cambiato da quando ho deciso di raccontare appunto la mia esperienza sui social iniziai proprio qui su Instagram inizialmente ero da solo e condividevo tutta la mia routine con la patologia man mano trovavo sempre più persone che soffrivano della mia stessa patologia e ironizzavo su temi inerenti al Diabete e vedevo che sdrammatizzare faceva stare bene me e anche gli altri da lì ho capito che dovevo continuare su questa strada.


Aprendo la tua pagina hai trovato una vera e propria community di persone con la tua stessa patologia. In che modo la condivisione delle stesse difficoltà ti ha aiutato nel percorso personale di accettazione e convivenza con la malattia?

Grazie alla Pagina ho imparato a convivere meglio con la patologia. Ho imparato che non ero più solo a soffrire Diabete non ero più il solo ad affrontare le difficoltà che questa patologia dimette davanti dobbiamo vivere controllando a vita ( per ora, spero trovino una cura definitiva) la glicemia nel nostro sangue che deve stare in un range ben definito ma non è affatto facile e infatti spesso le glicemia i non sono sempre delle migliori, quindi fondamentalmente le pagine social e la condivisione mi hanno fatto oltrepassare la paura della solitudine


Nel presentarti non perdi l’ironia e definisci questa gestione quotidiana “un bel cacamento di coglioni”. Quanto è importante per te usare la chiave dell’ironia e del realismo per raccontare la cronicità senza filtri o pietismi?

Sì, penso realmente che l’ironia è in primis l’autoironia veramente può rendere tutto più leggero anche se poi io oltre all’ironia comunque condivido anche informazioni giuste sulla patologia, sempre specificando che io non sono un medico e che non posso dare consigli terapeutici. Su Internet è pieno di fake news ,falsi miti sul diabete di tipo 1 io li combatto appunto con autoironia.


Oggi la tua pagina è un punto di riferimento per chi si sente solo come ti sentivi tu all’inizio. Qual è il messaggio principale o il consiglio che ti senti di dare a chi riceve oggi questa diagnosi e deve imparare da zero a conviverci?

Come io ho trovato giovamento dai social e dalla condivisione, magari anche guardando cosa faceva in quello stesso mio momento di iperglicemia un altro ragazzo /automaticamente mi metto nei panni di chi mi guarda dopo aver ricevuto la notizia di avere il diabete tipo 1 e ovviamente si sente triste,
Guardando magari un mio video, dove sorrido appunto facendomi un’iniezione di insulina tutto questo può alleggerire il problema infatti, penso che condividere dimezza appunto il dolore, si è creata una vera e propria community di aiuti di condivisione e di confronti.

Quello che mi sento di dire a tutti gli esordi è che ognuno ha i suoi tempi, e che bisogna prendere i periodi no come uno sprono per farli diventare periodisì o periodi produttivi, che non si è soli e che c’è una community di persone che ha come principio di vita l’EMPATIA e l’UNIONE

David Diabetiamo2.0


Intervista a David: Il diabete tipo uno e la community online

Redazione The Digital Moon

Social The Digital Moon | Leggi altri aritcoli qui.

https://www.instagram.com/thedigitalmoon

Intervista a David: Il diabete tipo uno e la community online