Intervista a Shelena: La vincitrice della Siffredi Academy
Intervista a Shelena: La vincitrice della Siffredi Academy
Elena, il tuo percorso è iniziato come fotomodella nella tua terra, in Sicilia, per poi passare a OnlyFans e infine alla Siffredi Academy nel 2023. Inizialmente avevi rifiutato la proposta di partecipare: cosa ti frenava all’inizio e cosa ti ha fatto invece dire di sì quando ti hanno ricontattata?
Quando mi hanno proposto per la prima volta di partecipare alla Siffredi Academy, sinceramente mi sembrava una cosa assurda. Non era qualcosa che avevo programmato o che immaginavo potesse capitare a me. In quel momento vedevo quella proposta come qualcosa di molto lontano dalla mia realtà e per questo ho deciso di rifiutare.
Quando mi hanno ricontattata qualche mese dopo, però, ho iniziato a guardare la situazione con occhi diversi. Ho pensato che opportunità del genere non capitano tutti i giorni e che, se non avessi provato, probabilmente me ne sarei pentita. Ho deciso di mettermi in gioco, senza aspettative particolari, con la curiosità di vivere un’esperienza nuova e capire fin dove sarei potuta arrivare. Alla fine quella scelta ha cambiato completamente il mio percorso professionale e la mia vita sopratutto.
All’Academy non solo hai girato le tue prime quattro scene, ma hai anche conquistato la vittoria, un traguardo che hai dichiarato essere del tutto inaspettato. Qual è stata la chiave che ti ha permesso di distinguerti e cosa hai imparato in quell’esperienza così intensa?
La vittoria è stata una sorpresa totale. Quando sono entrata all’Academy il mio obiettivo non era vincere, ma vivere un’esperienza nuova e capire se quello fosse davvero il mio percorso. Mi sono presentata senza strategie particolari, cercando semplicemente di essere me stessa e di dare il massimo in ogni prova.
Credo che ciò che mi abbia distinta sia stata proprio la spontaneità. Non ho cercato di interpretare un personaggio o di essere diversa da quella che sono. Ho affrontato tutto con curiosità, impegno e voglia di imparare, ascoltando i consigli di chi aveva molta più esperienza di me.
Da quell’esperienza ho imparato tantissimo, soprattutto a livello personale. Mi ha fatto capire che spesso siamo capaci di fare molto più di quanto pensiamo e che le opportunità più grandi arrivano proprio quando accetti di metterti in gioco senza sapere esattamente cosa ti aspetta.
Quando sei tornata a Modica dopo la vittoria, la notizia ha fatto molto scalpore e sono usciti diversi articoli su di te. Come hai gestito l’improvvisa attenzione mediatica e i pettegolezzi della tua città natale? Ha richiesto molto carattere rimanere ferma sulle tue scelte?
Quando sono tornata a Modica sapevo che la notizia avrebbe fatto parlare, ma non immaginavo fino a quel punto. Nel giro di poco tempo sono usciti articoli, interviste e tante persone hanno iniziato a esprimere opinioni sul mio conto, anche senza conoscermi personalmente.
All’inizio è stato strano vedere la mia vita diventare un argomento di discussione, soprattutto in una realtà dove tutti conoscono tutti. Però ho sempre cercato di vivere la situazione con serenità. Ho capito che, quando fai una scelta fuori dagli schemi, è normale che ci siano reazioni diverse: c’è chi ti sostiene, chi è curioso e chi invece critica. Non posso dire che i commenti negativi non mi abbiano mai toccata, perché sono una persona come tutte le altre, ma ho sempre dato più valore alla mia felicità e alla convinzione di stare costruendo il percorso che desideravo. Alla fine il carattere serve, ma serve ancora di più essere in pace con le proprie scelte.
Subito dopo è arrivata la chiamata di Vixen per una scena boy-girl, che ha fatto da trampolino di lancio per collaborazioni con colossi mondiali del settore come Blacked, Faketaxi. Come si lavora a quei livelli e quali sono le principali differenze che hai riscontrato tra le grandi produzioni internazionali?
La chiamata di Vixen è arrivata in un momento in cui stavo ancora realizzando quello che era successo con la vittoria dell’Academy. Essere scelta da una produzione così importante è stata una grande soddisfazione e allo stesso tempo una conferma che stavo andando nella direzione giusta.
Lavorare con realtà internazionali come Vixen, Blacked e Faketaxi significa confrontarsi con standard molto elevati sotto ogni aspetto. C’è una grande attenzione alla qualità, all’organizzazione e ai dettagli. Ogni set è strutturato in modo professionale e tutti sanno perfettamente qual è il proprio ruolo.
La differenza principale che ho notato tra le varie produzioni è lo stile. Alcune puntano molto sull’aspetto cinematografico e sulla cura dell’immagine, altre sono più spontanee e orientate all’intrattenimento. Quello che le accomuna, però, è la professionalità. Per me è stato stimolante lavorare in contesti così diversi perché ogni esperienza mi ha permesso di crescere e imparare qualcosa di nuovo.
Guardando al tuo percorso dal 2018 a oggi, hai dimostrato di saper prendere decisioni forti e di sapertele prendere fino in fondo. Quali sono i tuoi obiettivi futuri all’interno di questa industria e come ti vedi nei prossimi anni a livello professionale?
Guardando al futuro, il mio obiettivo non è limitarmi a una sola cosa. Sono una persona curiosa e ambiziosa e mi piacerebbe fare più esperienze possibili, sia all’interno dell’industria del porno che al di fuori. Credo che ogni percorso professionale possa essere un punto di partenza per costruire altro, e io voglio continuare a mettermi alla prova in contesti diversi. Sicuramente continuerò a lavorare e crescere nel settore che mi ha dato visibilità e tante opportunità, ma allo stesso tempo mi interessa sviluppare progetti personali, lavorare con i social, la comunicazione, e tutto ciò che mi permetta di esprimere altre parti della mia personalità e delle mie capacità.
Non mi piace mettermi limiti. Ho imparato che le opportunità arrivano spesso dove meno te lo aspetti e per questo voglio rimanere aperta a nuove sfide. Tra qualche anno mi piacerebbe guardarmi indietro e vedere una carriera fatta di esperienze diverse, costruita passo dopo passo, senza essere identificata solo per una cosa ma per tutto quello che sono riuscita a realizzare.
Intervista a Shelena: La vincitrice della Siffredi Academy
Redazione The Digital Moon
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