Intervista a Diandra Elettra: Tra le pagine di un libro e il mistero di Dead Star
Intervista a Diandra Elettra: Tra le pagine di un libro e il mistero di Dead Star
Nel lungometraggio Dead Star, il confine tra realtà e finzione si fa incredibilmente sottile. Quali sono i temi psicologici e narrativi centrali di questo noir sperimentale, in cui i protagonisti si trovano di fronte a una sceneggiatura che sembra raccontare una morte fin troppo reale?
Dead Star è prima di tutto un film sull’identità che si sgretola dentro il proprio mestiere. C’è l’ossessione per la finzione che divora chi la pratica, la disillusione di un’industria che consuma le sue stelle e la vertigine di una ragazza che riconosce la propria morte in una pagina scritta da altri. Mi interessava lavorare sul senso di colpa, sul desiderio come trappola e sulla domanda che attraversa tutto il film: dove finisce il personaggio e dove comincio io? È un noir che si insinua nella testa dello spettatore più che nei vicoli.
Diandra Elettra Moscogiuri non è solo un volto dello schermo, ma ha all’attivo diverse pubblicazioni letterarie, tra cui i romanzi Tequila Suicide, Artemis’ Cabaret e il recente L’Uomo di Spine. In che modo la sua scrittura per la pagina stampata influenza il suo approccio alla sceneggiatura cinematografica?
Scrivere romanzi mi ha insegnato a stare nel silenzio dei personaggi, in quello che non dicono. Tequila Suicide, Artemis’ Cabaret e L’Uomo di Spine nascono da una scrittura introspettiva, mentre la sceneggiatura mi obbliga a tradurre quel mondo interiore in gesti, sguardi, durate. La prosa mi ha dato il ritmo, il cinema mi ha imposto l’economia. Quando scrivo per lo schermo cerco di tenere la densità del romanzo senza farla pesare, lasciando che siano gli attori a riempire i vuoti che sulla pagina riempivo io.
In che anno è stata fondata Demodami Studios e con chi?
Demodami Studios è nata nel 2016, l’ho fondata insieme a David Milesi. Volevamo uno spazio nostro, una casa indipendente in cui poter sbagliare e ricominciare senza chiedere il permesso a nessuno. In passato avevamo avuto delle esperienze che ci avevano fatto desiderare di personalizzare il nostro lavoro, in questo settore è fondamentale mostrare la propria anima senza aspettare che qualcuno ti dia le possibilità di farlo, altrimenti si tende a scomparire senza lasciare alcun segno.
Qual è il titolo del lungometraggio che segna il debutto di Diandra come sceneggiatrice e produttrice?
È Dead Star, il nostro primo lungometraggio, che ho scritto a quattro mani con David e prodotto attraverso Demodami. È stato il battesimo di tutto, anche dei miei errori più utili.
Su quale piattaforma è disponibile il film Dead Star dal dicembre 2025?
Dead Star è disponibile su Amazon Prime Video dal 12 dicembre 2025, distribuito da DNA Distribution, incluso nell’abbonamento.
Nel trailer/clip di Dead Star, quale atmosfera prevale tra realtà e finzione?
Nel trailer prevale un’atmosfera inquieta e sensuale, sospesa tra desiderio, verità e finzione. Volevamo che lo spettatore sentisse subito la stessa vertigine dei personaggi, quella sensazione di camminare dentro un sogno che potrebbe essere anche un’autopsia. È ipnotico e teso, mai didascalico: lascia che sia l’inconscio a fare il primo passo.
Quale personaggio interpreta Diandra Elettra Moscogiuri nel film Dead Star?
Interpreto Stella, una giovane attrice in cerca di un ruolo che si presenta a un’audizione e finisce per riconoscere nella sceneggiatura la storia della propria morte. È un personaggio che riesce a esprimersi attraverso fragilità, egoismo cieco e determinazione, e proprio in tutte queste sfaccettature ho trovato lo spazio per abitarlo. Un personaggio come questo può creare una distanza con lo spettatore, eppure ho riscontrato molti consensi da parte del pubblico. Il suo egoismo è facile da descrivere e da capire, ma mi sono convinta di questo solo dopo un’attenta analisi della reazione del pubblico.
Diandra Elettra Moscogiuri
Intervista a Diandra Elettra: Tra le pagine di un libro e il mistero di Dead Star
Redazione The Digital Moon
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