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Intervista a Elizabeth: L’arte del verde che vive con te

Intervista a Elizabeth: L’arte del verde che vive con te

Realizzo complementi d’arredo con piante vere allora interno che hanno la caratteristica finale di richiedere pochissima cura e manutenzione.


Cosa ti ha ispirato a trasformare la tua passione per le piante in una forma d’arte?

Credo che dietro questa scelta ci siano stati diversi fattori, e uno dei più importanti è stato proprio il “caso”. Durante il periodo del Covid, come è successo a molte persone, mi sono ritrovata a concludere il mio percorso universitario. Mi sono laureata poi in Filoaofia. Nel mentre mi interrogavo profondamente su ciò che desideravo davvero fare nella vita. Lavoravo in una scuola primaria, un’esperienza molto bella e formativa, ma sentivo che non bastava a esprimere completamente la mia creatività e il mio bisogno di lasciare un segno tangibile nel mondo.

Avevo una certezza: volevo unire la filosofia, che è sempre stata parte integrante della mia formazione e del mio modo di vedere la realtà, a una forma d’arte manuale e concreta. Cercavo qualcosa che fosse estetica, riflessione e benessere allo stesso tempo. È stato allora che, quasi per “caso”, mi sono imbattuta nell’arte del feng shui e nelle pratiche orientali legate all’armonia degli spazi e della natura. Quel mondo mi ha affascinata immediatamente. Da lì ho iniziato a studiare e sperimentare: prima i kokedama, poi i terrarium e infine i quadri in muschio stabilizzato. Ogni creazione è diventata un modo per dare forma a qualcosa che avevo dentro da sempre. L’arte, in fondo, ha sempre fatto parte di me, non solo come ricerca estetica, ma anche come estensione del pensiero filosofico. Attraverso le piante e il verde ho trovato finalmente il linguaggio giusto per esprimere questa parte di me.


In che modo le tue creazioni riflettono i principi del feng shui nella vita quotidiana?

È una domanda molto interessante, perché le mie creazioni riflettono i principi del feng shui sia nella vita delle persone che le accolgono, sia nella mia vita personale mentre le realizzo. Per chi le sceglie, rappresentano un modo concreto per portare armonia, equilibrio e serenità negli ambienti quotidiani, che siano una casa, uno studio professionale o un ufficio. Il verde ha un potere incredibile: riesce a trasformare gli spazi, a renderli più accoglienti e a creare una sensazione immediata di calma e benessere. Inoltre, il fatto che le mie opere richiedano pochissima manutenzione permette alle persone di vivere il contatto con la natura senza lo stress della gestione continua.

Ma il feng shui entra anche nel mio processo creativo. Quando realizzo un terrarium, un kokedama o un quadro vegetale, entro in una dimensione molto meditativa, quasi sospesa. È un momento in cui riesco a vivere pienamente quello che i latini chiamavano hic et nunc, il “qui e ora”. Lavorare con elementi naturali mi obbliga a rallentare, a concentrarmi sul presente e a ritrovare un equilibrio interiore. In questo senso, le mie creazioni non sono soltanto oggetti decorativi, ma strumenti di connessione tra le persone, la natura e il proprio spazio interiore.


Qual è la differenza tra terrarium, kokedama e quadri di verde stabilizzato?

Sono tre lavorazioni molto diverse tra loro, anche se condividono lo stesso principio: portare la natura negli spazi quotidiani in modo armonioso, estetico e accessibile. Il terrarium è un piccolo ecosistema in miniatura racchiuso all’interno di un contenitore di vetro. Mi piace definirlo un “giardino autosufficiente”, perché richiede pochissima cura. In alcuni casi basta semplicemente nebulizzare un po’ d’acqua ogni tanto. È come osservare un piccolo mondo naturale vivere e crescere in equilibrio, e proprio questa sua dimensione intima e contemplativa lo rende così affascinante.

Il kokedama, invece, nasce da una tecnica di origine giapponese molto antica. Al posto del classico vaso, la pianta viene inserita all’interno di una sfera di terriccio lavorata completamente a mano e rivestita di muschio. È una lavorazione artigianale che richiede precisione, sensibilità e attenzione ai materiali. Mi piace perché trasforma qualcosa di semplice e naturale in un oggetto elegante e quasi poetico: una pianta che può essere appoggiata o sospesa, diventando un vero elemento di design. I quadri di verde stabilizzato rappresentano forse la parte più innovativa del mio lavoro. In questo caso le piante vengono trattate attraverso un processo di stabilizzazione naturale che permette loro di mantenere nel tempo il proprio aspetto, la morbidezza e il colore senza bisogno di acqua, luce o manutenzione. Sono vere opere tridimensionali, in cui natura e arte si fondono completamente. Il risultato è un impatto visivo molto forte, ma allo stesso tempo delicato e rilassante.


Come riesci a coniugare estetica e bassa manutenzione nelle tue opere?

Questa è una domanda che sento molto vicina, perché racchiude perfettamente il cuore del mio lavoro. I miei studi in filosofia mi hanno insegnato a osservare l’estetica non soltanto come qualcosa di “bello” da vedere, ma come un’esperienza capace di influenzare profondamente il nostro stato mentale ed emotivo.
Il bello ha un impatto reale sulle persone: modifica la percezione degli spazi, migliora l’umore e crea una sensazione di benessere. Per questo motivo ho sempre desiderato creare opere che fossero immersive, capaci di avvicinare le persone alla natura in modo autentico e armonioso.

La bassa manutenzione nasce proprio da questa ricerca di equilibrio. Viviamo in una società estremamente frenetica, piena di impegni, lavoro e stress. Molte persone amano il verde ma rinunciano ad averlo in casa o in ufficio perché temono di non avere tempo o capacità per prendersene cura. Io volevo trovare una soluzione che permettesse di godere dei benefici delle piante senza trasformarle in un’ulteriore fonte di preoccupazione. In questo senso, il principio del feng shui si sposa perfettamente con il mio lavoro: creare ambienti armoniosi che aiutino le persone a stare meglio, riducendo il più possibile il peso dello stress quotidiano. Credo che arrivare a casa o entrare nel proprio studio e trovare uno spazio verde, elegante e rilassante, senza doversi continuamente preoccupare della manutenzione, sia una forma concreta di benessere contemporaneo.


Che emozione vuoi trasmettere a chi accoglie una tua creazione in casa?

Prima di tutto vorrei trasmettere benessere e serenità, non solo nelle case ma anche negli studi professionali, negli uffici e in tutti quegli spazi in cui trascorriamo gran parte delle nostre giornate.
Le mie creazioni nascono con l’idea di migliorare l’atmosfera di un ambiente e il modo in cui le persone lo vivono. Il verde ha una capacità straordinaria di farci sentire più calmi, più presenti e più connessi con noi stessi. Anche un piccolo elemento naturale può cambiare completamente la percezione di uno spazio.

Mi piace pensare che, in questo caso, siano quasi le piante a prendersi cura delle persone e non il contrario. È un rapporto diverso rispetto a quello tradizionale: non c’è ansia da manutenzione o paura di “non essere capaci”. C’è semplicemente la possibilità di lasciarsi avvolgere dalla bellezza e dall’energia positiva della natura. Vorrei che chi accoglie una mia creazione potesse provare una sensazione di pace immediata, come una piccola pausa dal caos quotidiano. Per me l’arte verde non è soltanto decorazione, ma un’esperienza emotiva che può regalare equilibrio, armonia e un benessere autentico a 360 gradi.

Elizabeth Cojocaru


Intervista a Elizabeth: L’arte del verde che vive con te

Redazione The Digital Moon

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