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Intervista a Lea: Il coraggio di scegliere se stesse

Intervista a Lea: Il coraggio di scegliere se stesse


Qual è stato il momento preciso in cui hai capito che dovevi fare qualcosa per te stessa?

Il momento esatto è stato quando ho smesso di riconoscermi. Non era solo una questione fisica, ma qualcosa di più profondo: mi guardavo allo specchio e non vedevo più la donna che ero sempre stata. Tra menopausa, cambiamenti nel corpo e nella mente, e una sensazione costante di disconnessione, ho capito che non potevo continuare così.

In parallelo, i miei figli stavano crescendo e diventando sempre più indipendenti: improvvisamente mi sono ritrovata con più tempo libero… ma anche con tante domande su chi fossi al di là della mamma. È stato in quel punto di svolta che ho scelto di investire su me stessa e sulla mia crescita personale.


Quali sono state le difficoltà più grandi che hai affrontato all’inizio del tuo percorso?

Le difficoltà sono state sia pratiche che emotive. La prima è stata superare i miei stessi limiti: la paura di non farcela, di non essere abbastanza, di espormi. Poi c’era la sfida di adattarmi a un mondo nuovo, fatto di networking e tecnologia: fare video, comunicare online, imparare strumenti digitali… tutto questo mi metteva a disagio.

Ma la sfida più grande è stata rimanere costante, anche quando i risultati non arrivavano subito, e imparare a gestire il senso di colpa che a volte sentivo, pensando “ora che i miei figli non hanno più bisogno di me, cosa faccio della mia vita?”


In che modo la menopausa ha influenzato non solo il tuo corpo, ma anche la tua identità?

La menopausa è stata uno spartiacque. Non ha cambiato solo il mio corpo, con gonfiore, insonnia e sbalzi d’umore, ma ha messo in discussione la mia identità.

Mi sentivo meno energica, meno sicura, quasi “spenta”. Ho dovuto fermarmi e chiedermi: chi sono io adesso, al di là dei ruoli che ho sempre ricoperto come madre e moglie? Col tempo, però, ho capito che non era una fine, ma una trasformazione. Ho imparato che si può ritrovare se stesse, anche in un momento di grandi cambiamenti.


Cosa diresti oggi a una donna over 40 che ha paura di rimettersi in gioco?

Le direi che la paura è normale, ma non deve essere una scusa per restare ferma. Non esiste un momento “perfetto” per ricominciare, esiste solo la decisione di farlo. A 40, 50 o più anni hai un valore enorme: esperienza, consapevolezza, resilienza. Non si tratta di ricominciare da zero, ma di ripartire da te, con tutto quello che sei diventata.

E soprattutto: non è mai troppo tardi per scegliersi, anche se i figli crescono e ti ritrovi con più tempo per te stessa: quel tempo è un’opportunità per esplorare chi vuoi essere adesso.


Cosa significa per te, concretamente, “libertà” nel lavoro e nella vita?

Per me la libertà non è fare poco o non avere responsabilità. È esattamente il contrario: è scegliere. Scegliere come gestire il mio tempo, da dove lavorare, con chi lavorare. È sapere che quello che costruisco dipende da me, dal mio impegno e dalla mia crescita.

È avere la possibilità di essere presente per me stessa e per la mia famiglia, senza dover rinunciare a realizzarmi. La libertà, per me, è autonomia con responsabilità: vivere secondo le proprie regole, ma con costanza e dedizione, anche quando la vita cambia e i figli diventano indipendenti.

Lea Frizzale


Intervista a Lea: Il coraggio di scegliere se stesse

Redazione The Digital Moon

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