Intervista a Chiara Gunnella: Tra algoritmi e cuore
Intervista a Chiara Gunnella: Tra algoritmi e cuore
Dall’informatica alla medicina estetica: Com’è nata l’idea della piattaforma che stai sviluppando e in che modo riesci a far convivere due mondi professionali così distanti?
Allora partiamo dal principio: la medicina estetica ma anche l’estetica in generale mi ha sempre appassionato, pensa che nel 2023 ho lanciato la mia linea di prodotti cosmetici alla quale sono molto legata ed affezionata essendo una mia creazione, in contrapposizione a questo mondo, la mia mente creativa alla quale non do mai tregua, ha ideato una piattaforma per il fetish dove poter dar vita ad una community in un posto sicuro dove la regola più importante è la sicurezza.
Il progetto è nato una sera che ero a casa di una delle mie migliori amiche e le stavo raccontando di quanto “dietro le quinte” andasse di moda il fetish per i piedi e di quante persone mi avessero chiesto foto o video da comprare avendoli visti su instagram e in quel momento ho esordito dicendo “perché non creare una piattaforma o addirittura un’applicazione su questo tema?”.
E così mi sono circondata di persone più intelligenti di me in questo ambito ed abbiamo iniziato a strutturare il tutto; ad oggi sono alla ricerca di persone che hanno voglia di investire in nuovi progetti e che sicuramente hanno la mia stessa visione o hanno voglia di stravolgere la propria per credere in qualcos’altro, l’obiettivo è quello di dar vita a qualcosa di grande, di completo e di sicuro dove poter dar modo alle persone di connettersi e lasciar cadere il velo dei tabù.
L’importanza delle emozioni: Hai citato il “prendersi cura di se stessi” come un tema a te caro. Nella tua vita frenetica tra lavoro e famiglia, qual è il tuo rituale quotidiano per ricaricare le energie?
Vado in terapia ormai da tre anni e non me ne vergogno anzi vorrei che fosse un tema sempre da sensibilizzare; la mia terapeuta mi ha aiutato tantissimo a ritrovare la relazione con me stessa, ad ascoltarmi, a capire perché dentro di me succedono determinate cose, ad uscire da schemi sbagliati che per tutti questi anni io pensavo fossero giusti e che si erano radicati dentro di me, mi ha aiutato a non perdermi, mi ha spiegato e mostrato quante soluzioni ci sono per affrontare tutto, mi ha insegnato a respirare, a ritornare sempre a me stessa e questa respirazione ad oggi mi aiuta tantissimo anche nell’affrontare un dialogo di qualsiasi entità esso sia; per recuperare le energia cerco di staccare la spina, anche solo per un’ora, metto il telefono in modalità aereo e dedico del tempo alla mia persona, mi piace tantissimo leggere, thriller oppure libri psicologici e scrivo tantissimo, che sia su un quaderno personale oppure un documento al computer, mi aiuta a tenere la mente libera, come posso dire: ritorno alla mia comfort zone che magari nell’affrontare la quotidianità ce ne dimentichiamo.
Grinta e adrenalina: Pratichi kick boxing e vai al poligono, attività che richiedono grande focus. Quanto di questa disciplina porti nella tua vita professionale e nel tuo ruolo di madre?
Sicuramente gli sport che pratico mi hanno insegnato ad avere tanta disciplina, ma ad un certo punto ho deciso io di darmi quel di più che mi occorre per affrontare tutto.
Mi aiuta a tenere il focus, mi aiuta a dominare i miei istinti, impulsi, desideri con sforzo e sacrificio, ma non perché qualcuno mi obbliga ma perché io lo voglio, nella vita professionale mi serve per determinare il mio talento, nella mia vita di mamma mi aiuta a non dimenticare che sono anche donna, la disciplina resta, il successo richiede disciplina, allenarsi con costanza, mangiare in modo sano, svegliarsi presto, essere coerenti, mantenere la concentrazione, limitare le cazzate, non mollare mai. La motivazione va e viene, la disciplina che ti dai resta.
E con questo mi riaggancio anche alla prima domanda di come io faccia a far convivere a livello professionale due mondi così distanti: la disciplina mi aiuta tantissimo, ripeto a me stessa che l’importante è fare, anche una piccola quantità, anche se non è sempre il 100%, ma dimostrare a me stessa di essere in grado di saperlo fare. Non essere imitare nessuno per arrivare in alto, essere noi stessi basta. Davvero.
Creatività in cucina: Dici di amare la preparazione dei dolci. C’è una ricetta particolare che rappresenta meglio la tua personalità “solare ed emotiva”?
Adoro cucinare, quando lo faccio spengo anche i pensieri, metto la musica ed inizio a muovermi per la cucina, se c’è qualcuno a farmi compagnia mi piace bere un bel bicchiere di vino e chiacchierare, sicuramente quello che mi riesce meglio sono i dolci, due in particolare mi riescono benissimo: la cheesecake e la torta di mele e la seconda rappresenta molto la mia personalità, la particolarità è che prima di metterla in forno cospargo la superficie con burro e zucchero di canna che in cottura diventa uno strato croccante e la rende atomica perché è proprio come me: tosta all’esterno e morbida all’interno.
Reinventarsi sempre: Ti definisci una persona capace di reinventarsi. Qual è stata la sfida più grande che hai affrontato finora e cosa hai imparato sulla tua resilienza?
Sicuramente la separazione con il padre di mia figlia è stata una delle situazioni per me più complicate che ho affrontato, sono una persona che ha sempre avuto i suoi valori ed i suoi principi e la famiglia come concetto per me è un punto importante, sono pro matrimonio ed anche molto per la convivenza, nonostante io sia gelosa dei miei spazi, questo non vuol dire che le cose non debbano accadere, anzi accadono e bisogna affrontarle.
Ricordo quando nel mio dolore piangevo da sola in casa perché crollavo, davo un immagine di me di donna forte, che non aveva bisogno di nulla, quando dovevo essere per prima a chiedere aiuto, ho imparato tantissimo dalla mia persona in quella circostanza, ringrazio il mio essere per non aver mai mollato, ho imparato quanta forza io abbia e che non bisogna per forza imporsi uno scenario catastrofico per affrontare le cose, spesso basta fermarsi e riprendere fiato e valutare le soluzioni che magari in un momento di down non riusciamo a vedere.
Anche in questa tipologia di situazioni io ho riscoperto me, e quanto io sia orgogliosa di tutto ciò. Ad oggi abbiamo un bellissimo rapporto, soprattutto per nostra figlia, abbiamo imparato ad ascoltarci e comprenderci, anche quando abbiamo le nostre giornate no.
Sono grata alla vita per avermi dato una bambina come Francesca.
Intervista a Chiara Gunnella: Tra algoritmi e cuore
Redazione The Digital Moon
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