Intervista a Vanessa Satta: Quando gli animali diventano casa
Intervista a Vanessa Satta: Quando gli animali diventano casa
In che momento della tua vita gli animali sono diventati una vera ancora di salvezza?
Sinceramente non ricordo un giorno della mia vita in cui gli animali non siano stati la mia ancora di salvezza.
Ho 28 anni e li amo da quando ero piccolissima. Convivo con un’ipoacusia bilaterale dall’età di tre anni e porto apparecchi acustici. Crescendo mi sono spesso sentita diversa e per questo ho subito bullismo. Ho fatto molta fatica ad accettarmi, ma con gli animali mi sono sempre sentita capita e amata, senza giudizio.
A 21 anni ho iniziato a lavorare come toelettatrice ed è stata una delle scelte migliori della mia vita. A 23 anni ho affrontato una depressione molto forte, legata anche alla comparsa di acufeni molto intensi. In quel periodo gli animali sono stati fondamentali per me.
Ho tre cani e nei momenti più difficili prendermi cura di loro, coccolarli e stare con loro mi dava anche solo pochi minuti di sollievo, ma erano preziosissimi.
Durante la depressione ho dovuto interrompere il mio percorso di studi da toelettatrice perché non riuscivo a stare lontana da casa, perché la depressione non mi consentiva di prendermi cura di me stessa ,ma ogni giorno sentivo il bisogno di passare del tempo con i cani. Soffrivo tantissimo per questo perché sapevo che la cura era lì. Per me gli animali non sono solo un lavoro o una passione: sono terapeutici e fanno parte della mia vita.
Come convivono, nella tua quotidianità, il lavoro di toelettatrice e la depressione?
Chi ci è passato lo sa: la depressione è come un peso costante sulle spalle, presente in ogni momento della giornata. Non si guarisce mai del tutto, resta sempre lì, pronta a tornare nei momenti più difficili. Io la tengo sotto controllo soprattutto grazie alla psicoterapia, ma dentro di me sento spesso malinconia e fatica nell’affrontare le giornate.
Nel mio caso, toelettatura e depressione vanno di pari passo: è un mix necessario nella mia vita. Il mio lavoro è, a tutti gli effetti, la mia dose quotidiana di ‘farmaco’. Quando arrivo in salone entro nel mio mondo, fatto di amore, presenza e coccole.
Dietro c’è ovviamente un percorso: sono una toelettatrice professionale, so fare bene il mio lavoro e so riconoscere quando è il momento di essere concentrata. Non sempre è facile, i cani a volte sono impegnativi, ma fa parte del mestiere. Anche nei giorni no mi basta ricordare che sto facendo ciò che amo e che, dopo tanta fatica, sono riuscita ad aprire il mio salone.
In più c’è una cosa molto particolare, ma vera: i cani mi spingono ogni giorno a tenere lontana la depressione. Sono come spugne emotive, assorbono tutto e si accorgono di tutto. Se io sono nervosa, triste o di malumore, loro lo sentono subito e il lavoro diventa più difficile, a volte non si lasciano nemmeno trattare. Per fare bene il mio lavoro devo necessariamente lasciare la depressione fuori dal salone, e questo per me è un vero allenamento quotidiano per imparare a mandarla via. Chiaramente, imparare a fare questo, non è stato semplice. Mi si sono voluti mesi di disperazione.
Grazie alla psicoterapia, sono riuscita a ritagliare all’interno della mia giornata delle ore dove la depressione non deve esistere, ma attenzione: questo non vuol dire reprimere i propri sentimenti, ma bensì imparare a gestirli, a dire al proprio corpo “ no in questo momento non puoi stare male”. È difficile e avvilente, ma con tanta forza di volontà si può fare.
Dentro il mio salone riesco a spostare l’attenzione dai pensieri negativi e dai traumi che sto ancora elaborando. È uno spazio in cui mi sento amata e mai sbagliata. Passare tutta la giornata con i cani è la mia salvezza quotidiana: è come fare pet therapy ogni giorno.
Cosa ti hanno insegnato gli animali sulla fragilità e sulla forza emotiva?
È scientificamente provato che prendersi cura di un essere vivente più fragile e indifeso ha un effetto terapeutico sull’essere umano. Nel mio caso è stato proprio così. Prendermi cura degli animali mi ha insegnato a sentirmi utile, a sentirmi valida. Mi hanno fatto capire che ci si può sentire importanti anche senza ottenere nulla in cambio, semplicemente attraverso la presenza e l’amore. Ogni volta che ho fatto volontariato nei canili, e ogni volta che mi è capitato di salvare cani e gatti trovati in strada, spesso in condizioni molto difficili, ho pensato a quanto poco basti, a volte, per salvare una vita e renderla felice. Basta esserci, prendersi carico di qualcuno e scegliere di non voltarsi dall’altra parte.
Gli animali mi hanno allenata alla sensibilità e all’empatia. Io sono una persona molto sensibile ed empatica e credo profondamente che queste siano qualità positive, non debolezze, e che siano preziose in tutti gli ambiti della vita. Grazie a loro ho imparato a porgere sempre la mano a chi ne ha bisogno, perché non riesco a restare indifferente davanti alla sofferenza altrui. Stando accanto a loro ho imparato che essere fragili non significa essere deboli. Al contrario, riconoscere la propria fragilità è una grande forma di forza. Gli animali non si vergognano delle loro emozioni: se hanno paura la mostrano, se sono felici lo fanno vedere, se soffrono si affidano. Questo mi ha insegnato ad accettare anche le mie emozioni, senza giudicarle né reprimerle.
Mi hanno insegnato che la vera forza emotiva sta nel restare aperti al mondo, nel continuare a fidarsi e a prendersi cura degli altri anche dopo aver attraversato momenti difficili. Grazie a loro ho imparato a riconoscere la tristezza negli altri e a esserci davvero per chi ha bisogno di me.
Questo, per me, è ciò che mi tiene in vita. Gli animali sono una grande lezione sotto ogni punto di vista: mi hanno insegnato la gratitudine per i piccoli gesti, la felicità nelle cose semplici e, mio malgrado, anche il perdono davanti all’ingiustizia. Perché loro sanno perdonare sempre. Da loro continuo a imparare, ogni giorno, come essere felice.
Perché credi che la pet therapy possa fare la differenza dove a volte le parole non arrivano?
Penso davvero che la terapia con gli animali possa fare la differenza, perché non tutti hanno la forza, il coraggio o la capacità di riuscire a esprimere a parole quello che sentono. A volte il dolore è così profondo che non si riesce nemmeno a spiegarlo. E la verità è che con gli animali le parole non servono. Con loro non devi spiegare niente, non devi giustificarti, non devi fingere di stare bene. E anche senza parole riescono comunque a curarti. Riescono a regalarti momenti di leggerezza e di svago, e con la loro innocenza tirano fuori emozioni che spesso la sofferenza ci fa dimenticare. Ti fanno sentire di nuovo vivo.
La pet therapy, secondo me, è fondamentale.
Non solo per chi ha problemi fisici, ma anche e soprattutto per la salute mentale. Serve a curarla, a proteggerla, a tenerla integra nel tempo. Io credo profondamente che chi soffre di depressione dovrebbe potersi affidare anche all’aiuto degli animali.
La scienza lo conferma: accarezzare un animale riduce il cortisolo, che è l’ormone dello stress, e favorisce la produzione di ossitocina, l’ormone del benessere e del legame. Ma al di là dei dati, io lo vedo ogni giorno sulla mia pelle. Per questo sì, per me la pet therapy è una vera e propria terapia. Ci credo fortemente e continuerò sempre a consigliarla a chiunque ne abbia bisogno.
Se potessi lasciare un messaggio a chi sta soffrendo oggi, quale ruolo avrebbero gli animali in quelle parole?
Se dovessi dare un consiglio a chi soffre oggi, direi di non isolarsi e di trovare qualcosa che porti un piccolo sollievo ogni giorno. Può essere qualsiasi cosa: una passeggiata, un hobby, parlare con qualcuno di fidato… o passare del tempo con gli animali. Gli animali hanno un modo speciale di farci stare meglio: la loro presenza e il loro affetto riescono a farci sorridere anche nei giorni più difficili. Accarezzarli, giocare con loro o prendersi cura di loro regala piccoli momenti di felicità che fanno davvero bene. Sembra davvero impossibile, ma credetemi, è così.
Non bisogna sentirsi in colpa se ci si sente fragili: riconoscere i propri sentimenti è già un passo importante. La felicità spesso si trova nelle piccole cose, nei gesti semplici e nei momenti condivisi con chi ci vuole bene, compresi gli animali. Basta aprirsi a loro e lasciarsi capire.
E soprattutto: non avere paura di chiedere aiuto.
Non è un segno di debolezza, ma di forza. Ognuno può trovare il proprio modo per stare meglio, passo dopo passo, e a volte la felicità può arrivare anche da un piccolo amico a quattro zampe che ci sta accanto. Durante il periodo più brutto della mia depressione, fare volontariato, per esempio mi ha dato una mano incredibile.
Intervista a Vanessa Satta: Quando gli animali diventano casa
Redazione The Digital Moon
Social The Digital Moon | Leggi altri aritcoli qui.
https://www.instagram.com/thedigitalmoon

