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Intervista a Mauro Pedretti: Oltre i tatuaggi

Intervista a Mauro Pedretti: Oltre i tatuaggi

Come descriveresti il tuo rapporto con il mondo dei tatuaggi, e in che modo riflettono la tua personalità oltre l’aspetto esteriore?

Il mio rapporto con i tutuaggi lo posso valutare in modo positivo dal momento in cui il mio corpo parla da solo. L’aspetto esteriore non fa apparire quello che in realtà sono perché la maggior parte delle persone che ho avuto il piacere di conoscere fino ad oggi, mi danno la conferma continuamente che sono una PERSONA e non un’attrazione da circo.

Comunque non sono una persona che si fa problemi sui pregiudizi che ancora troppo spesso le persone “IGNORANTI”o “LIMITATE” come vogliamo chiamarle hanno ed espongono quotidianamente sui social o addirittura quando cammino per strada e non badano a fare commenti offensivi anche quando sono mano nella mano con mio figlio.


Cosa ti ha portato a passare dal calcio e dalla sicurezza nei locali al lavoro che fai oggi, e come queste esperienze ti hanno formato come persona?

Il calcio fa parte della mia gioventù la scelta del mio lavoro nei locali è iniziata da un periodo di esigenza economica e poi ne ho fatto una vera e propria passione inaspettatamente e grazie a questo lavoro ho imparato a conoscere e distinguere le varie persone già dal primo impatto oltre ad una mia crescita di vita.


Qual è stata l’esperienza più significativa o memorabile durante il periodo in cui hai lavorato come buttafuori?

L’esperienza più significativa é il rapporto che si crea con i colleghi come se fossimo una persona unica.
Ci si affianca l’uno con l’altro senza perdersi mai di vista e ci si supporta ci si capisce con uno sguardo e si cerca sempre la via migliore per evitare le discussioni o reazioni violente.

Il mezzo della comunicazione cioè la “PAROLA” è una delle armi migliori per affrontare determinate situazioni. Non si parte mai con la necessità di aggredire le persone ma trovare soluzioni che possono placare gli animi.


Come rispondi ai pregiudizi di chi giudica una persona dall’aspetto esteriore, specialmente in relazione al tuo lavoro e alla tua vita quotidiana?

Io ai pregiudizi non rispondo mai a meno che non siano insistenti in quel caso li blocco sul nascere.
E vi diró di più molta gente dopo avermi criticato e conosciuto non mi ha più lasciato.


Cosa significa per te “gente comune ma speciale” e quali qualità cerchi quando conosci qualcuno al di là delle apparenze?

La gente comune é sempre la migliore perché é la più semplice e umile e io sono una persona qualunque e comune.

Io dalle persone cerco sempre la trasparenza il RISPETTO RECIPROCO la schiettezza e l’onestà é proprio quando mi trovo davanti ad una persona che all’apparenza potrebbe sembrare quella che non é mi focalizzo ancora di più perché penso che possa essere un’altra persona come me giudicata amata e disprezzata per l’aspetto estetico e quindi mi piace condividere tutto quello che attorno ci capita ci dicono e diventarci magari amico.

Questo sono io con o senza tatuaggi.
Mauro Pedretti


Intervista a Mauro Pedretti: Oltre i tatuaggi

Redazione The Digital Moon

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