Intervista a Salvatore Failla: Innovazione e gaming
Intervista a Salvatore Failla: Innovazione e gaming
In che modo la tua formazione in Ingegneria Biomedica ha influenzato il tuo approccio allo sviluppo di prodotti digitali e al gaming competitivo?
La formazione in Ingegneria Biomedica mi ha dato un forte approccio sistemico e analitico: progettare soluzioni partendo dall’utente, dai dati e dai vincoli reali. Nel gaming applico lo stesso metodo: analisi delle performance, ottimizzazione dei processi di allenamento e attenzione all’esperienza dell’utente. Questo mi ha portato a vedere il gaming competitivo non solo come intrattenimento, ma come un ecosistema misurabile e migliorabile, molto simile allo sport tradizionale o ai sistemi complessi ingegneristici.
Qual è stata la scintilla che ti ha portato a fondare My Digital Prof ed eGameX SRL, e quali bisogni del mercato volevi risolvere?
La scintilla è nata osservando un gap enorme tra talento e strumenti: molte persone e community avevano competenze o passione, ma mancavano piattaforme strutturate per crescere. My Digital Prof nasce per colmare il divario tra formazione e digitale, mentre eGameX per rispondere a un bisogno chiaro nel gaming: allenarsi, competere e fare community in modo organizzato e professionale. Volevo creare un punto di riferimento unico, non soluzioni frammentate.
Come immagini l’evoluzione del coaching e dell’allenamento nel mondo del gaming nei prossimi anni?
Il coaching nel gaming diventerà sempre più data-driven, personalizzato e ibrido. Vedremo un’integrazione crescente di AI, analisi delle performance, replay intelligenti e supporto mentale. L’allenamento non sarà solo “giocare di più”, ma giocare meglio, con percorsi strutturati simili a quelli degli sport professionistici. Le piattaforme avranno un ruolo centrale nel rendere tutto questo accessibile anche agli amateur.
Quali sono le principali sfide che incontri nel costruire una community di videogiocatori inclusiva e sostenibile?
La sfida principale è bilanciare competitività e inclusione. Il gaming è per natura competitivo, ma una community sana deve essere accogliente, sicura e meritocratica. Serve lavorare su moderazione, cultura, regole chiare e incentivi positivi. Inoltre, la sostenibilità passa dal dare valore reale agli utenti, non solo hype: opportunità di crescita, visibilità, premi e senso di appartenenza.
Che consiglio daresti ai giovani sviluppatori o imprenditori che vogliono innovare nel settore digitale e gaming?
Direi di partire sempre dal problema reale, non dall’idea “cool”. Ascoltare la community, testare presto, sbagliare velocemente e migliorare continuamente. Nel gaming in particolare è fondamentale essere parte dell’ecosistema, non solo osservatori. E soprattutto: costruire con visione a lungo termine, perché le community e i prodotti forti non nascono in pochi mesi, ma con coerenza e dedizione.
Intervista a Salvatore Failla: Innovazione e gaming
Redazione The Digital Moon
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