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QUANTO DURA LA PSICOTERAPIA SECONDO FREUD?

QUANTO DURA LA PSICOTERAPIA SECONDO FREUD?

Molti criticano la psicoterapia e la psicoanalisi per la lunga durata della cura. Quanto dura una psicoterapia secondo Freud? Ed oggi invece? È davvero un processo sempre lungo o addirittura “interminabile”?

Le analisi agli inizi del Novecento solitamente avevano una durata molto breve: i primi pazienti di Freud, si sottoponevano a trattamenti intensivi (circa cinque o sei sedute a settimana) della durata di alcune settimane, solo in certi casi di alcuni mesi.

I pazienti di Freud raggiungevano Vienna da tutta Europa per sottoporsi all’analisi, interrompendo per alcune settimane il regolare corso della loro vita.

Queste prime analisi, molto brevi rispetto a quelle di oggi, furono molto utili per il progresso della psicoanalisi: la scienza analitica si è sviluppata proprio a partire dai problemi emersi nel lavoro quotidiano con i pazienti.

LA TECNICA DI FREUD

Nell’articolo “Avvio del trattamento” (1913), Freud spiega l’importanza del “tempo preliminare” della cura; si tratta di un periodo di circa una o due settimane, necessario per poter capire se è possibile svolgere una vera e propria analisi.

Se l’interruzione del trattamento si verifica nelle prime sedute, indica Freud:

“in tal modo si risparmia al malato la penosa impressione di un tentativo di guarigione non riuscito.

Si è trattato appunto soltanto di un sondaggio per imparare a conoscere il caso e per decidere se fosse adatto alla psicanalisi.”

Terminato il periodo preliminare, lo psicoanalista dovrebbe avere un’idea più precisa del paziente e può iniziare il vero e proprio trattamento, a partire dalla diagnosi che orienta la cura.

QUANTO DURA UNA PSICOTERAPIA SECONDO FREUD?

Negli ultimi decenni, nella comunità analitica c’è consenso sull’allungamento dei tempi della terapia.

Quali fattori influenzano la durata di una terapia?

Per comprenderlo, è necessario considerare numerosi fattori:

-il “ritmo di lavoro”: già Freud indicava come fosse necessario trovare nella motivazione e nella capacità di lavoro analitico del paziente il fattore più importante per prevedere la durata del trattamento.

Ogni paziente infatti è diverso ed è necessario capire la sua motivazione a guarire.

-il desiderio di sapere: perché si sceglie di fare un’analisi? Ogni paziente porta con sé una domanda diversa.

“Mettere a fuoco” la domanda del paziente è un aspetto centrale del trattamento.

-che posto occupa l’analisi nella vita del paziente? È importante che l’analisi sia per il paziente una priorità. Se il paziente rifiuta di dedicare energia e impegno sarà difficile superare le inevitabili resistenze che rendono l’analisi difficile e complessa.

Possiamo dire che in analisi abbia un maggior peso il tempo “logico” ed “emotivo”, piuttosto che quello “cronologico”, così da mettere in luce quanto tempo davvero dura una psicoterapia.

QUANTO DURA LA PSICOTERAPIA E… LE ANALISI?

Come finiscono le analisi? Freud ha dedicato un’opera a questo tema (“Analisi terminabile ed interminabile”), senza tuttavia giungere ad una risposta conclusiva.

Quando finisce un’analisi?

Esploriamo alcune delle conclusioni possibili del lavoro analitico:

-l’analisi giunge alle sue conclusioni logiche: per Freud l’analisi poteva raggiungere un limite nel confronto, insuperabile, con “la roccia della castrazione”: per Freud era questo il vero limite insuperabile dell’analisi, oltre il quale era impossibile andare. Il complesso di castrazione rappresentava punto di arrivo;

-l’attraversata del fantasma inconscio: Lacan propone questa definizione per il fine analisi; si tratta di mettere a fuoco il “cammino inconscio” che, lungo la vita, ci ha portato su una certa strada;

-la guarigione sintomatica: con la fine della domanda di aiuto, è possibile che venga meno anche la domanda di sapere;

-l’emergere del desiderio dell’analista: un’analisi può produrre come frutto il desiderio dell’analista, cioè il desiderio di svolgere la funzione di psicoanalista per altri soggetti. Lacan nel corso del Seminario XI definisce il desiderio dell’analista il desiderio di “far emergere la differenza assoluta” che caratterizzerebbe il soggetto rispetto a chiunque altro.

-drop out: un’analisi può concludersi in modo improvviso, traumatico, con un agito, senza che il paziente metta parola o ne voglia sapere. Un paziente può liberamente scegliere di non chiedere più, di non tornare più dal suo analista.

QUANDO LE PSICOTERAPIE E LE ANALISI FINISCONO?

La conclusione del trattamento mette al centro l’intenzione e il desiderio del paziente come fattori decisivi nell’orientare la cura.

Come abbiamo visto, una questione è indagare quanto dura la psicoterapia (ai tempi di Freud ed oggi) ed una questione è invece la sua conclusione.

A differenza delle altre branche della medicina, come la psichiatria, la psicoterapia e l’analisi non possono essere mai prescritti né imposti a un soggetto privo di domanda o di desiderio.

Per approfondire:

-Sigmund Freud – Tecnica della Psicoanalisi (1911-1912);
-Sigmund Freud – Analisi terminabile ed interminabile;

-Paul Roazen – Freud al lavoro.


QUANTO DURA LA PSICOTERAPIA SECONDO FREUD?

Gianfranco Ricci

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