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L’ ULTIMO FILM DI VON TRIER: UNA CATARSI INFERNALE

L’ ULTIMO FILM DI VON TRIER È UNA CATARSI INFERNALE: Incidenti che nella vita di un architetto del cinema fanno dell’omicidio una forma d’arte

Veramente stupendo. E vorrei iniziare questa recensione partendo dal finale -SENZA SPOILER- che tanto è stato mal criticato. Io l’ho trovato un colpo geniale… In puro von Trier style! Pura arte, esteticamente ogni frame è un dipinto preraffaellita, narrativamente onirico e filosofico, simbolicamente una discesa catartica.

OGNI VOLTA UN PEZZO DI AUTOBIOGRAFIA

Una narrazione più che mai autobiografica al limite della confessione al mondo, tutto ciò che di oscuro Lars aveva racchiuso in questa casa contenitiva e protettrice, costruita con minuziosità e perfezionismo maniacale lo ha esternato completamente con questo film. Ha sradicato tutti i labirinti ipnotici e ammalianti che nelle opere antecedenti aveva usato come mura di cinta tra la sua anima più privata e il suo pubblico affamato di questa sua bellezza incomparabilmente unica, quella che ha fatto del suo cinema un “dogma” per pochi discepoli. Con The House That Jack’s Builted il “creatore” si è spogliato più di quanto avesse mai osato fare prima. .

LA LIBERTÀ DI ESSERE SÉ STESSI

Nella sua ultima opera il cineasta svedese si libera arrivando a mostrare la sua anima così, per quello che è nella sua dimensione autentica e libera da pareti. Se prima, per tacere la sua intensità, doveva impiccarsi cantando al pubblico con il volto e la voce di Bjork. Sequenza in una sala mooolto simile a un piccolo cinema, per spettatori di nicchia, dentro a una “casa” circondariale (Dancer un the Dark). Oppure manifestava il tormento contro la sua stessa natura incarnandosi in “boschi stregati”(Antichrist) o addirittura “giganti pianeti”(Melancholia) che ci cadono in testa.

LIBERAZIONE: LIBERA AZIONE.

Azione libera, in una parola: ARTE

L’ultimo film di Von Trier: una catarsi INFERNALE.

Qui ha spalancato la finestra del suo io facendo intendere che, le mura di quella casa che avrebbero messo in quarantena i suoi deliri più predatori, non sono altro che corpi senza anima. Fragili e destinati a sparire attraverso la decomposizione. Al contrario dell’inquilino che arde di creatività (lui crea, architetta e costruisce) e manda letteralmente “al diavolo” la vocina della coscienza. Nel film si incarna in una sorta di Virgilio, e accompagnerà Jack nell’inferno della mente logorroica vittima del pensiero auto giudicante. La mente, e la gente che sta al di fuori-della nostra casa intima-vorrebbero spegnere il fuoco artistico del protagonista in nome di un raziocinio. Il quale, imposto dalla società, gioca con la ripicca del far sentire un soggetto emotivamente fuoriclasse un reietto da incarcerare.

LA SOTTILE LINEA TRA ARTISTI E KILLER SERIALI

Nel film Jack è un bravissimo architetto, preciso, minuzioso e preda di un perfezionismo delirante. Lars von Trier ne è il perfetto specchio messo nella dimensione del cinema. Un regista tecnicamente inattaccabile. A livello di generi e trame può soggettivamente non piacere, il suo non è un cinema per tutti. È estremo, in tutto. È un artista, in tutto. Persino nel riuscire a sgomentare i media e il suo stesso cast seduto a fianco. Memorabile la sua uscita carica di umorismo cinico in cui disse, durante l’intervista alla prima di Melancholia, “… capisco Hitler!” Una battuta ovviamente riferita all’industria cinematografica hollywoodiana gestita da produttori pressoché tutti ebrei o di origini ebraiche. Si scusò in seguito, ma non ha comunque mai smentito di avere inclinazioni politiche tendenti a destra. Ovviamente verso l’estremità. Ripeto, Lars von Trier è un personaggio estremo in tutto. O lo si ama o lo si odia (o lo si denuncia per qualche sua bravata).

LA CASA DI JACK VOTO:

8/10 (film liberatorio e libero, ottimo sotto ogni aspetto, estremamente in linea con gli altri titoli del regista premio Oscar, ma non perfetto come lo sono i suoi precedenti Dancer in the Dark e Melancholia)

L’ ULTIMO FILM DI VON TRIER: UNA CATARSI INFERNALE

Dany D. Darkø Real

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L' ULTIMO FILM DI VON TRIER: UNA CATARSI INFERNALE. La Casa di Jack è tra le più liberatorie opere del cineasta svedese Lars von Trier