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LA COMICITA’ CATTIVA: SIAMO ALLA FINE DEL MONDO?

LA COMICITA’ CATTIVA: SIAMO ALLA FINE DEL MONDO? QUANDO LA RISATA E’ CINICA, SPUDORATAMENTE FUORI CONTROLLO. I FILM PIU’ CATTIVI DEL CINEMA

IO SONO LA FINE DEL MONDO

Tantissimi hanno odiato il personaggio di Angelo Duro, protagonista -che tiene nome e cognome registrati all’anagrafe- del suo primo film IO SONO LA FINE DEL MONDO. Ma cosa si aspettava la gente da un comico come Duro? Merletti, politicamente corretto e qualche lacrimuccia nel finale col sonoro melodrammatico in accompagnamento? No, dico… scherziamo?

Angelo Duro ha sfondato grazie alla sua comicità che è da sempre oltre ogni limite, il personaggio che su tutti gli ha permesso di diventare una star da sold out nei teatri è proprio quel genere di persona che se avessimo di fronte prenderemmo a bottigliate. Perché? Semplice! Angelo incarna tutto quello che evitiamo ma vorremmo dire, fare e urlare al mondo, eppure per un’etica e un’educazione spesso ipocrita, continuiamo a tenerci dentro. Lui se ne frega, e non è un motto politico, perché se c’è un comico anarchico -anche se potrebbe apparire al meno attento destrorso di partito- che calca le scene oggi in Italia è proprio lui. Il film non sarà un capolavoro, ma è ancora più ipocrita additarlo come esempio diseducativo da censurare a prescindere. A suo modo la pellicola aveva un solo scopo: farci ridere. E ci riesce benissimo, mamma mia se ci riesce! Erano anni che non mi piegavo dalle risate davanti a un film.

LA SAGA DI FANTOZZI

Per i più attempati come il sottoscritto, ci fu una saga infinita di film che presentavano un omino sfigato al servizio di una megaditta -di quelle iconiche anni 70-80- e che divenne talmente popolare da creare addirittura un nuovo linguaggio inserito nel quotidiano degli italiani. Molti termini usati dal rag. Fantozzi divennero modi di dire del parlato comune, e addirittura inseriti nei nuovi vocabolari.

Ugo Fantozzi, inventato e interpretato da Paolo Villaggio, al contrario di Angelo Duro, era la maschera del fallito italiano di quella precisa epoca storica. Un periodo dedito all’arrivismo, al “leccaculismo” (termine fantozziano), al denaro, alla carriera. Periodo in cui se non si riusciva a scalare questo genere di vette preconfezionate dal sistema, si veniva emarginati, derisi, additati come dei poveracci. Come dei Fantozzi.

Lo stesso Villaggio in un’intervista raccontò l’aneddoto che richiamava l’italiano medio nel volersi distaccare da quell’immagine, c’era il terrore di poter apparire al prossimo, al vicino di casa, al cognato in famiglia, come il Fantozzi di turno. Per quanto ricca di umorismo, la saga del ragioniere è spietata, cattiva, incisiva, drammatica.

JIM CARREY e I FRATELLI FARRELLY

Spostandoci oltreoceano, verso Hollywood, gli esempi di umorismo cattivo e sopra ogni buoncostume lo possiamo vedere in quel pazzoide di Jim Carrey. Pensiamo al film Io, me e Irene, diretto dai Farrelly Bros nel 2000, che vede il nostro antieroe affetto da schizofrenia e doppia personalità. Una sorta di Dottor Jekyll e Mr. Hyde in versione comica. Le scene che oltrepassano il limite di tolleranza per uno spettatore “bacchettone” si susseguono in un continuum esilarante e spassosissimo. Oggi non avrebbe nemmeno avuto un produttore di serie C pronto a credere in un progetto così tanto cattivo. Ma nel 2000 era ancora possibile.

ANDY KAUFMAN

Jim Carrey stesso ammise di aver studiato molto dalle performance estreme di Andy Kaufman per riuscire a diventare il Jim che tutti conosciamo oggi. Andy è stato un comico surreale, iniziò la sua ascesa nello spettacolo attraverso degli sketch che inizialmente nessuno riusciva a capire. Non era in grado di strappare un mezzo sorriso nemmeno al più ubriaco seduto tra il pubblico, durante le sue prime esibizioni nei club. Ma la ruota gira, e qualcuno credette in lui a tal punto da inserirlo in prima serata in tanti spettacoli televisivi e infine addirittura in una sit-com comica (i telefilm girati solo in studio e con risate registrate montate in sottofondo). Quel telefilm che tanto gli calzava stretto, perché per Andy significava reprimere la sua visionaria comicità e affossarla in un solo personaggio riproposto serialmente, era per lui una catena di montaggio, al pari di un lavoro da operaio.

JIM CARRY E ANDY KAUFMAN

Nel 1999 Milos Forman sceglie proprio Jim Carrey per i ruolo di Man on the Moon, il biopic su Andy Kaufman, personaggio morto prematuramente a causa di un cancro inguaribile.

Forman vide in Jim tanto di quel compianto pazzoide che rispondeva al nome di Andy, e nel film la differenza tra i due è talmente minima da potersi convincere di star assistendo a uno show architettato da quel f****o genio di Kaufman.

Per chi volesse approfondire la cattiveria comica di Andy consiglio di sbirciare su youtube, indimenticabile la sua performance in cui sfida le donne sul ring per un incontro a guantoni nel pieno periodo di emancipazione femminile, immaginatevi che strafottenza e al contempo che coraggio!

Ovviamente il tutto è ben ricostruito nel film di Forman, fino al minimo dettaglio.

PER CONCLUDERE: LA FINE DEL MONDO E’ CENSURARE I NOSTRI ISTINTI, ANCHE QUELLI PIU’ CATTIVI, OPPURE LASCIARLI SFOGARE E VEDERE DOVE POTREBBERO CONDURRE LA NOSTRA SOCIETA’?

A parer mio l’arte, quella con la A maiuscola, non dovrebbe mai porsi dei limiti ne tantomeno scendere a compromessi per evitare la censura. Mettere sullo stesso tavolo Jim Carrey Andy Kaufman e Angelo Duro è di per sé un azzardo, credo… Ma in qualche modo bisogna puntare in alto se si vuole smuovere le masse pensanti a senso unico… a costo di creare scompiglio. Proprio come Andy Kaufman ci insegnò prima della sua dipartita.

Vi lascio con un quesito “cattivo”…

Andy Kaufman, secondo voi, è davvero morto? O ha inscenato la sua malattia fatale per uscire dagli schermi -e dagli schemi- per poi riapparire in un domani? Molti hanno cercato Andy tra i volti delle nuove generazioni, e alcuni media erano convinti fosse proprio Jim Carrey il suo nuovo personaggio usato per ricalcare il palcoscenico. Scoop ovviamente smentito, Jim Carrey è Jim Carrey… Ma Kaufman potrebbe nascondersi dietro qualcun’altra star?

LA COMICITA’ CATTIVA: SIAMO ALLA FINE DEL MONDO?

DANY D. DARKO

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